CALCIO: Ungheria qualificata agli Europei dopo 44 anni

È il 15 novembre a Budapest. Sono da poco passate le 22.30 quando dai bar lungo le strade del centro escono centinaia di ungheresi che inneggiano alla propria nazionale. Al grido di Szép volt fiúk! (“Ben fatto, ragazzi”) si ferma il traffico e si accendono i fumogeni. La maggior parte dei tifosi sono ragazzi, giovani ventenni, che non hanno mai avuto il privilegio di vedere la propria nazionale giocare una competizione internazionale. Cresciuti calcisticamente con il mito della grande nazionale degli anni ’50 e la triste realtà di un calcio ungherese in profonda crisi hanno finalmente assaporato l’ingresso nel calcio che conta.

Sono infatti ben 44 anni che l’Ungheria non si qualifica per il Campionato Europeo, e 29 dall’ultima partecipazione ai Mondiali. Tanto, forse troppo tempo per un paese che per lunghi anni ha rappresentato l’avanguardia del calcio europeo. L’incubo dell’Ungheria calcistica è finito domenica sera, rilasciando un sentimento di gioia e soddisfazione in tutto il paese. Non è stato però né facile né ovvio per la nazionale magiara conquistarsi un posto a Euro 2016, e questo nonostante il numero dei partecipanti sia aumentato a 24, dai 16 dei campionati scorsi. L’Ungheria nella fase a gironi è rimasta sotto le attese, concludendo al terzo posto dopo l’Irlanda del Nord e la Romania.

Terminato il girone aveva però ottime possibilità di qualificarsi come migliore terza. Solamente la Turchia, attraverso una seria “complicata” di differenti risultati, poteva rubarle il piazzamento. Risultati prontamente verificatesi con la vittoria del Kazakistan in Lettonia. Ben presto è tornata ad aleggiare un’onda di scetticismo su Budapest, relegata a disputare i play-off. Ma forse era destino che la qualificazione dell’Ungheria dovesse avvenire sul campo e non passare attraverso intricati calcoli matematici. Purtroppo neanche il sorteggio dei play-off non dava molte garanzie. Non tanto per aver pescato la Norvegia, da sempre avversario ostico degli ungheresi che non la battevano dal 1981, ma piuttosto per l’atteggiamento della stessa nazionale norvegese che saputo dell’avversario ha esultato credendo di avere già la qualificazione in tasca.

Così invece non è andata, e l’Ungheria sia nella gara d’andata che in quella del ritorno ha saputo meritarsi la qualificazione con due vittorie. La nazionale guidata dall’allenatore tedesco Storck (da appena 6 partite sulla panchina) ha saputo portare a casa la qualificazione, con un gioco forse non brillante, ma di certo con molta volontà e spirito di squadra. Una qualificazione nata da un ottimo mix fra calciatori d’esperienza ed esordienti di belle speranze. Così accanto alle determinanti parate del quasi quarantenne Gábor Király (sarà il più anziano calciatore del torneo in Francia ed è divenuto un piccolo oggetto di culto a causa dei pantaloni della tuta grigi con cui gioca, tocco demodé in resistenza all’estetica del calcio moderno), troviamo la reattività dell’esordiente László Kleinheisler, il rosso di origine tedesca che ha marcato il tabellino all’andata. A centrocampo invece a fianco dell’esperto Zoltán Gera, una vita in Inghilterra dove nel 2008 vinse il titolo di calciatore dell’anno, troviamo un giovane Ádám Nagy, appena 5 presenze nella nazionale ma con un ottimo potenziale in divenire.

A guidare il team sarà il capitano Balázs Dzsudzsák, punta di diamante della squadra, giocatore dal sinistro vellutato che dopo l’exploit nel PSV si è perso nei campionati dell’est. Ora gioca in Turchia nel Bursaspor, dove al suo arrivo in estate è stato accolto in tripudio come l’acquisto dell’anno. Certo, la nazionale ungherese non sarà una favorita a Euro 2016, ma per molti ungheresi, indifferentemente dalle prestazioni, l’importante sarà esserci.

Chi è Aron Coceancig

nato a Cormons-Krmin (GO) nel 1981. Nel 2014 ho conseguito all'Università di Modena e Reggio Emilia il Ph.D. in Storia dell'Europa orientale. In particolare mi interesso di minoranze e storia dell'Europa centrale. Collaboro con il Centro Studi Adria-Danubia e l'Istituto per gli incontri Culturali Mitteleuropei.

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