FOTOGRAFIA: Chisinau la sconosciuta

di Andrea Chiarucci – fotografo indipendente, ha collaborato con L’Espresso, il Giornale, Eastonline con reportage dall’Europa orientale e dall’estremo oriente.

Posizionata al centro della regione storica denominata Bessarabia, la città di Chisinau si erge lungo il corso del fiume Bìc, e conta una popolazione di oltre 870.000 abitanti. Durante l’epoca sovietica l’economia cittadina fu rivoluzionata da un’industrializzazione forzata che ne modificò il suo passato tipicamente rurale. Oggi Chisinau è un centro primario dell’industria e dei servizi e cerca di riscattare la vecchia infrastruttura sovietica attraverso la totale privatizzazione dell’economia e la sempre maggiore attrazione di capitali stranieri.

I giganteschi blocchi abitativi di stampo sovietico, e le ciminiere che svettano all’orizzonte, rappresentano la naturale estetica della città, tuttavia negli ultimi anni Chisinau è cambiata molto a causa di un intenso sviluppo urbanistico e la costruzione di moltissimi palazzi. Poco o nulla resta del centro storico, pesantemente bombardato durante la Seconda guerra mondiale.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Chisinau è oggi la capitale di uno dei paesi più poveri d’Europa, anche se nelle sue strade è facile vedere auto di grossa cilindrata posteggiate all’esterno dei ristoranti di lusso, e giovani vestiti alla moda animano la vivace vita notturna. Negli ultimi anni hanno aperto innumerevoli discoteche dove suonano i migliori dj di tutta la Russia, tra ballerine in topless, film hard nei bagni e ritmi sfrenati fino all’alba.

Accanto a questa Chisinau votata all’edonismo e al divertimento, ce n’è un’altra sfiancata dalla fatica, dalla miseria, dove si vive con meno di duecento euro al mese, dove l’esasperazione è ai massimi e dalla quale, chi può emigra verso i paesi più ricchi d’Europa. La Moldavia di oggi vive una profondissima crisi economica aggravata dal malgoverno, dalla corruzione, e dalla contesa tra Unione Europea e Russia per estendere la propria influenza sul paese.

Chi è redazione

East Journal nasce il 15 marzo 2010, dal 2011 è testata registrata. La redazione è composta da giovani ricercatori e giornalisti, coadiuvati da reporter d'esperienza, storici e accademici. Gli articoli a firma di "redazione" sono pubblicati e curati dalla redazione, scritti a più mani o da collaboratori esterni (in tal caso il nome dell'autore è indicato nel corpo del testo), oppure da autori che hanno scelto l'anonimato.

Leggi anche

shooting in sarajevo

East Journal presenta “Shooting in Sarajevo”, a 25 anni dagli accordi di Dayton

Venerdì 20 novembre alle ore 18.30 presenteremo in diretta Facebook il libro "Shooting in Sarajevo" assieme agli autori: Roberta Biagiarelli, Mario Boccia, Jovan Divjak, Azra Nuhefendić, Luigi Ottani, Gigi Riva, Carlo Saletti.

Un commento

  1. Vi ringrazio per gli impulsi alla riflessione, come sempre.
    Ho notato che, nel descrivere l”Est Europa dell’ex “blocco” sovietico, spesso ci si tende a “sovietizzare” aspetti dell’ambiente che non sono esclusivamente sovietici. Un esempio sono i palazzoni “di stampo sovietico”. Ora, per me i palazzoni alveari, o casermoni, o appunto “blocchi” (in rom. blocuri) mi sono sembrati gli stessi di Napoli, di Lione o perfino di Francoforte. Qual è la differenza: che quelli di Napoli, Lione e Francoforte sono capitalistici e quelli di Kišinev sono comunistici? Per me i blocchi sono blocchi, son brutti dappertutto, tanti o pochi che siano. Non è che a volte trascuriamo che la povertà è povertà ovunque nel mondo e che forse quell’Est Europa è per motivi politici una specie di eterno “bloc” rispetto ai nostri quartieri alti occidentali?

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com