CALCIO: Josip Šimunić, dal saluto ustascia allo staff tecnico della nazionale croata

Le polemiche intorno al calcio croato sembrano destinate a non fermarsi. A soffiare sul fuoco stavolta è la federcalcio croata, presieduta dall’ex attaccante Davor Šuker, con una nomina controversa come quella di Josip Šimunić come assistente del nuovo CT Ante Čačić. Šimunić era finito nei guai nel 2013 per aver intonato la frase Za dom – spremni (“Per la patria – pronti!”), legata alla simbologia ustascia, in occasione di una partita di qualificazione alla Coppa del Mondo 2014. Il difensore venne squalificato per sei giornate, una sanzione che gli impedì di disputare la competizione iridata e che mise di fatto fine alla sua carriera in nazionale. Ora la sua nomina rischia di creare ulteriore tensione in una situazione già abbastanza critica per il calcio croato.

La nomina di Šimunić è collegata all’esonero del CT Niko Kovač – reo di aver portato solo un punto a casa dalle sfide con Azerbaigian e Norvegia e aver fatto scivolare la Croazia al terzo posto del girone H delle qualificazioni a Euro 2016 – e con la nomina, al suo posto, di Ante Čačić, allenatore del Lokomotiva Zagabria. La nomina di Čačić non aveva mancato di sollevare polemiche in patria, essendo l’allenatore visto come una pedina nelle mani del proprietario de facto della Dinamo Zagabria Zdravko Mamić, l’uomo più influente del calcio croato: una vignetta lo ritrae addirittura a quattro zampe e legato a un guinzaglio.

Negli ultimi tempi la nazionale ha subito sanzioni per una cifra complessiva pari a oltre 200.000 € in tre occasioni, subendo la squalifica di campo del Poljud di Spalato, l’imposizione di giocare tre gare a porte chiuse, la deduzione di un punto nella classifica del girone e la minaccia latente di essere esclusi del tutto dalle competizioni europee se gli episodi incriminati (che comprendono il lancio di fumogeni a San Siro nella gara contro l’Italia e al Maksimir contro la Norvegia, oltre alla comparsa di una svastica sul terreno dello stadio di Spalato nel ritorno contro l’Italia). La serie di sanzioni ha spinto la federcalcio a “squalificare” i propri stessi tifosi anche dalle gare in trasferta, per evitare altri incidenti e per scongiurare la possibilità di una squalifica della Croazia dalle competizioni europee.

L’immagine del calcio croato in passato aveva già subito alcuni colpi per via di cori razzisti, oltre che per una provocazione dell’allora CT Igor Štimac. In occasione di una gara tra Croazia e Serbia del 2013, la prima dal 1999, Štimac propose di far dare il calcio d’inizio simbolico dell’incontro ai generali Ante Gotovina e Mladen Markač, appena assolti dall’accusa di pulizia etnica dal Tribunale dell’Aia in una sentenza controversa e fortemente criticata dai serbi. In passato l’attuale presidente Davor Šuker aveva suscitato polemiche per essersi fatto fotografare a fianco della tomba del leader ustascia Ante Pavelić.

L’ultima giornata del campionato si è svolta senza grandi emozioni: quasi tutte le partite, incluso l’incontro tra Dinamo Zagabria e Hajduk Spalato, sono terminate a reti bianche e l’unica rete marcata è stata l’autorete di Branko Vrgoč del RNK Spalato, che ha regalato una vittoria 1-0 al Lokomotiva. Decisamente più esaltante l’esordio della Dinamo Zagabria in Champions League settimana scorsa, con una sorprendente vittoria 2-1 ai danni dell’Arsenal, primo successo dei dinamovisti in Champions dal 1999 a questa parte. Il risultato arriva in un momento critico per il club, boicottato dai suoi stessi tifosi in una contestazione contro l’influenza dei fratelli Zdravko e Zoran Mamić, rispettivamente presidente de facto del club e direttore sportivo/allenatore.

I due fratelli hanno recentemente passato undici giorni in prigione nel penitenziario di Remetinec con l’accusa di corruzione, evasione fiscale e appropriazione indebita: i due, insieme all’attuale presidente esecutivo della federcalcio Damir Vrbanović, avrebbero intascato parte dei fondi risultanti dalle remunerative cessioni di Luka Modrić e di altri talenti a grandi squadre europee. La frode ammonterebbe ad almeno 11,1 milioni di sterline, a cui va aggiunto un ulteriore milione in tasse non pagate. I tre sono stati rilasciati su cauzione (per un ammontare complessivo di 1,16 milioni di sterline) in occasione del preliminare di Champions disputato contro i lussemburghesi del Fola Esch. Al loro arrivo allo stadio, migliaia di supporter della Dinamo si sono alzati e hanno lasciato lo stadio.

Foto: Benjamin Alijagić (Flickr)

Chi è Damiano Benzoni

Giornalista pubblicista, è caporedattore della pagina sportiva di East Journal. Gestisce Dinamo Babel, blog su temi di sport e politica, e partecipa al progetto di informazione sportiva Collettivo Zaire74. Ha collaborato con Il Giorno, Avvenire, Kosovo 2.0, When Saturday Comes, Radio 24, Radio Flash Torino e Futbolgrad. Laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla democratizzazione romena, ha studiato tra Milano, Roma e Bucarest. Nato nel 1985 in provincia di Como, dove risiede, parla inglese e romeno. Ex rugbista.

Leggi anche

CROAZIA: La calciopoli croata e il potere di Zdravko Mamic

Domani sera la nazionale croata potrebbe ripetere l'impresa di 20 anni fa, arrivando tra le prime 4 nazionali del mondo. Tuttavia, il calcio croato è scosso da una crisi profonda che ricorda la nostra calciopoli, il cui principale responsabile è l'ex direttore della Dinamo Zagabria Zdravko Mamic