CURVA EST #4: Sogni infranti sulla via della Seta

Curva Est è la nostra selezione settimanale di articoli e letture a tema sportivo, centrati sull’est Europa, ma non solo. Un compendio di tutto quello che abbiamo ritenuto valga la pena di leggere, a cura della redazione sportiva di East Journal, tra storie, approfondimenti e curiosità.

Schiavo del calcio lungo la via della Seta

Selling Dreams Along the Silk Road. A football slave or a naïve migrant?
David McArdle
18 settembre 2015, The Diplomat

Sogni africani infranti da agenti senza scrupoli: David McArdle, ricercatore scozzese basato in Kirghizistan, racconta la storia di Olawale Sunday, un ventitreenne nigeriano che si trova a inseguire il proprio sogno calcistico in Kirghizistan. Sunday lascia la Nigeria nel 2013, pagando 3.350 dollari a un agente per un provino con un club in Russia. Insieme a un gruppo di altri giocatori, Sunday si trova a Dubai con un biglietto di sola andata per la capitale tagika Dušanbe, dove il gruppo viene preso in carico da un mercante ghanese, Charles. «Charles ha sposato una ragazza tagika, quindi è bloccato lì per sempre: usa i giocatori come schiavi», spiega Sunday, costretto a giocare in una squadra come il Lokomotiv Dušanbe, con poche speranze di guadagnare la visibilità necessaria per una remunerata carriera europea. Per questo motivo, Olawale Sunday si muove per ottenere un visto per il Kirghizistan, ottenendo l’invito necessario da parte di una società della capitale, l’Alga-2 Biškek. A oggi, non ha mai ricevuto alcuna forma di remunerazione da nessuno dei club per cui ha giocato, e ha dovuto scontrarsi sul campo da calcio con difficoltà linguistiche e razzismo. Ciononostante, Sunday sta cercando un ingaggio in Kazakistan o Turchia, ed è determinato a non tornare in Nigeria fino a quando non avrà ripagato i debiti contratti per pagare il proprio spostamento. Olawale è solo un esempio di una tratta umana che, secondo l’organizzazione francese Culture Foot Solidaire, coinvolge almeno 20 mila individui e rappresenta una «versione moderna della tratta degli schiavi».

Il miglior nemico di se stesso

Hleb contro se stesso
Fabrizio Gabrielli
18 settembre 2015, Ultimo Uomo

Nella partita di Champions League disputata contro la Roma, il BATE Borisov ha fatto entrare nel secondo tempo Aljaksandr Hleb, il giocatore con il curriculum più interessante della squadra bielorussa. Ultimo Uomo ha deciso di farne un ritratto, descrivendo il giocatore bielorusso come il grande what if del calcio europeo. A segnare la carriera di Hleb è la figura del padre, spedito dall’esercito sovietico a prestare soccorsi dopo il disastro di Černobyl’: sarà lui a incoraggiare il figlio mentre questi si fa strada nel vivaio della Dinamo Minsk. La passione del padre per la Germania sarà anche la molla dietro al trasferimento dalla Bielorussia allo Stoccarda in Bundesliga. Il suo talento e la sua eleganza lo portano alla corte di Arsène Wenger, all’Arsenal, fino a quello che lui stesso definisce un errore: il Barcellona di Pep Guardiola. Con Guardiola Hleb non riesce a trovarsi e, dopo parecchia panchina, si ritrova a commettere un altro errore, che definisce ancora più grave: tornare allo Stoccarda, rinunciando a un ingaggio da parte dell’Inter. Dopo il Barcellona, Hleb cambia sette squadre in sei anni: troppi errori fatti costringono un potenziale campione a trasformarsi in un globetrotter dei campionati europei minori.

Rinat Achmetov: il re del Donbas

Rinat Akhmetov: le roi de la Donbass n’est pas mort!
Mourad Aerts
29 settembre 2015, Footballski

Il sito francese Footballski offre un ritratto di Rinat Achmetov, il proprietario del club ucraino Šachtar Donec’k, squadra simbolo della regione del Donbas. Un uomo che, dopo la sconfitta del presidente ucraino Viktor Janukovyč in seguito alla Rivoluzione Arancione del 2004, gli intimò di fronte a tutto il partito di “non umiliarlo più” e che prese la guida del club dopo la morte di Oleksandr Brahin, ucciso da un’esplosione radiocomandata nell’area VIP dello Šachtar Stadion in un giorno in cui Achmetov non era presente al campo. Le proteste del Maidan sono un simbolo della doppiezza dell’uomo: sostenitore di Janukovyč, viene accusato di sostenere finanziariamente i movimenti separatisti del Donbas, ma cambia presto fazione rendendosi conto dei possibili danni economici della secessione del Donbas, divenendo uno dei maggiori fautori dell’unità ucraina.

La curiosità

VIDEO

Una proposta di matrimonio sul prato di Wembley: è quanto è accaduto ad Alexandra Cuc, fidanzata del mediano di mischia della Romania Florin Surugiu, in occasione della partita della Coppa del Mondo di rugby persa dai romeni 44-10 contro la nazionale irlandese. Al termine dell’incontro la squadra si è riunita intorno al trentenne mediano di mischia, che si è inginocchiato di fronte alla ragazza, chiedendole di sposarlo.

Foto: Matthias Buehler

Chi è Damiano Benzoni

Giornalista pubblicista, è caporedattore della pagina sportiva di East Journal. Gestisce Dinamo Babel, blog su temi di sport e politica, e partecipa al progetto di informazione sportiva Collettivo Zaire74. Ha collaborato con Il Giorno, Avvenire, Kosovo 2.0, When Saturday Comes, Radio 24, Radio Flash Torino e Futbolgrad. Laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla democratizzazione romena, ha studiato tra Milano, Roma e Bucarest. Nato nel 1985 in provincia di Como, dove risiede, parla inglese e romeno. Ex rugbista.

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