UCRAINA: Hromadske, fare servizio pubblico nella nuova Ucraina

Hromadske tv nasce dal progetto di un gruppo di giornalisti ucraini stufi di essere sottoposti a censura da parte dei poteri forti. Per lavorare nell’interesse della società e per esprimere liberamente le loro idee, hanno deciso di aprire un canale sul web e di sostenersi finanziariamente col crowfunding. Un progetto impegnativo e di difficile realizzazione, nonché unico nel suo genere, quantomeno in Ucraina.

Hromadske tv inizia le sue trasmissioni sul web nel novembre 2013, proprio quando la situazione nel paese sta precipitando dopo il rifiuto del presidente Victor Yanukovich di firmare il trattato di associazione con l’Unione europea. Sono migliaia i manifestanti scesi in piazza per chiedere le dimissioni del governo e denunciare la corruzione, l’abuso di potere e il mancato rispetto dei diritti umani.

Il 2013 è il terzo anno della presidenza di Viktor Yanukovich e si va verso le elezioni presidenziali; le pressioni sui media diventano sempre più forti. Manca un mezzo d’informazione libero dalla censura. L’obiettivo del gruppo di giornalisti – giovani e autorevoli e con alle spalle importanti esperienze professionali – che fondano il canale indipendente e autogestito è quello di dare vita alla prima televisione che lavori nell’interesse pubblico e non a favore dei poteri forti. Da questo deriva anche il suo nome “Hromadske TV”, che significa appunto “TV pubblica”. In quel momento, in Ucraina, non ne esisteva una.

La missione di Hromadske Tv

«La linea editoriale di Hromadske è quella di raccontare le cose come sono, presentare i vari punti di vista e far parlare i protagonisti; tutto ciò che rientra nella definizione tradizionale dello scopo del giornalismo», spiega Olga Tokariuk, reporter di Hromadske Tv.

Nel gennaio 2014 ha lasciato il network privato dove lavorava, uno dei più grandi in Ucraina, proprietà di un oligarca. Nonostante guadagnasse di più, ha scelto di andare via perché non le piaceva l’atmosfera di pressione crescente, l’esistenza di argomenti proibiti e la censura o l’autocensura dei giornalisti. Pochi mesi dopo è diventata parte di Hromadske. «Nella nostra redazione ci sono delle persone con orientamenti politici diversi, sia di destra che di sinistra, cosa che però non ci impedisce di lavorare insieme. Quello che ci unisce è il desiderio di fare il nostro lavoro liberamente, senza pressioni esterne, proponendo e vedendo realizzate le nostre idee».

Nella redazione non ci sono compiti prestabiliti. Ogni giornalista è in grado di fare da cameraman, montare i servizi, presentare le news o svolgere il lavoro sul campo come inviato. Tutti sanno come usare i social media per attirare l’attenzione sui contenuti creati. C’è un codice di etica professionale, basato sui principi della BBC, e anche uno linguistico per evitare l’uso di espressioni d’odio.

I finanziamenti

I primi finanziamenti di Hromadske Tv provenivano da sponsor istituzionali stranieri (Commissione europea, altre organizzazioni e fondazioni internazionali, le ambasciate di Olanda e Stati Uniti) e da qualche privato (tra cui la International Renaissance Foundation di George Soros), ma con l’inizio delle trasmissioni sono iniziate ad arrivare numerose donazioni dagli utenti.

Il crowdfunding ha costituito la maggiore fonte di finanziamento durante tutto il periodo delle proteste di Maidan e per qualche mese dopo. In seguito Hromadske ha ricevuto un sostanzioso contributo dal filantropo americano di origini iraniane Pierre Omidyar, che oggi è il principale finanziatore del canale.

Gli eventi di piazza Maidan e il battesimo sul campo di un nuovo media

La prima trasmissione di Hromadske era prevista per la data della firma dell’accordo di associazione con l’Unione europea, che nel 2013 non è mai avvenuta. Hromadske ha deciso di andare in onda prima, perché era chiaro che l’aria che si respirava nel paese stava cambiando e Maidan ne è diventata la conferma. «Secondo me, l’approccio alla copertura degli eventi a piazza Maidan era proprio quello che, dopo, ha reso nel tempo Hromadske così famosa e che ha attratto l’attenzione di milioni di persone, sia in Ucraina che all’estero: trasmettere il massimo in diretta, stare accanto alle persone, far parlare loro anziché commentare o interpretare», dichiara Olga.

I giornalisti della nuova televisione indipendente hanno lavorato letteralmente 24 ore su 24 sulle proteste, anche nei giorni più tragici, quando accanto ai manifestanti rischiavano la loro vita sotto ai proiettili dei cecchini. Da allora Hromadske ha continuato a rispettare gli obiettivi che si era data, senza cedere a pressioni. «Da un lato – racconta Olga – è difficile immaginarlo nell’Ucraina di oggi, dopo la rivolta di piazza Maidan, dove i politici sono comunque più controllati dalla società, dall’altro anche quelli che vorrebbero fare pressioni sanno che con noi non vale neanche la pena provarci».

Foto: Olga Tokariuk con il sociologo americano Jose Casanova (di Andrii Radchenko)

Chi è Sophie Tavernese

Giornalista professionista, si occupa per East Journal delle aree geopolitiche di Russia e Medio Oriente. Curatrice del travel blog sophienvoyage.it. Ha collaborato con Euronews, La Stampa, Coscienza & Libertà, Gazzetta Matin. Si è specializzata in giornalismo radio-televisivo alla Scuola di Perugia. Nata ad Aosta, vive a Courmayeur. Si è laureata in Archeologia e Storia dell'Arte all'Università Cattolica di Milano.

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2 commenti

  1. Una domanda sorge spontanea: ma esistono sondaggi su quello che realmente vogliono gli ucraini, a parte le manipolazioni dell’attuale gruppo dirigente controllato dagli Usa e dai rigurgini nazisti? Possibile che questo popolo non voglia gestire con dignità una sua reale indipendenza ma debba essere da sempre soggetto a qualcun altro, sia – ora – la Nato, come da sempre la Polonia più bieca e nazionalista?

    • Sondaggi? In Ucraina ci sono state libere elezioni, per la presidenza e per il parlamento. Non si può dire la stessa cosa di altri paesi più ad est.

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