UNGHERIA: Il dilemma sui migranti che agita il governo Orban

Immigrati sì, immigrati no. Dipende da dove vengono. E soprattutto: dove vanno. Se sono ungheresi che si spostano per cercare fortuna in Europa occidentale o altrove, va tutto bene. Le cose cambiano quando si tratta di accogliere i rifugiati e i richiedenti asilo che scappano dalla povertà e dai conflitti in Medio Oriente e nei paesi africani. È la linea dei due pesi e due misure del premier ungherese Viktor Orban, già noto per le sue posizioni euroscettiche spesso condite da una buona dose di estremismo, e non solo su un tema delicato come quello dell’immigrazione.

L’ultima sparata riguarda un’iniziativa dello scorso aprile che sa quasi di referendum fai-da-te. Il governo ha infatti inviato a otto milioni di ungheresi un questionario sugli immigrati che prevede una serie di domande a dir poco tendenziose. Un sondaggio pseudo-nazionale che ha l’intento di captare l’umore degli ungheresi, spingendoli ad assecondare certe pulsioni xenofobe. Per rendersene conto basta dare un’occhiata ai quesiti, alcuni dei quali mettono terrorismo ed immigrazione sullo stesso piano, come se le due cose fossero facilmente identificabili e determinabili.

I moduli, accuratamente compilati, vanno consegnati non oltre il primo luglio, ma finora i risultati sono stati deludenti. Il portavoce del primo ministro, Zoltan Kovacs, ha ammesso che ne sono stati inviati appena 200 mila. Ma Orban non si scompone. Il suo esecutivo ha infatti messo in cantiere un progetto di legge che prevede di fronteggiare l’immigrazione irregolare chiudendo le frontiere meridionali del Paese (con la Serbia, ndr). Senza contare la campagna anti-immigrati che imperversa sui certi manifesti, con slogan del tipo: “Se vieni in Ungheria non puoi prendere i posti di lavoro degli ungheresi”. E stando a quanto riporta l’agenzia MTInon più tardi di una decina di giorni fa Orban ha anche dichiarato che saremmo di fronte ad un fenomeno epocale che, se non fosse bloccato, porterebbe a un cambiamento di tipo irreversibile sancendo la fine dell’Europa cristiana e delle culture nazionali.

Le ultime uscite (e soprattutto gli ultimi provvedimenti) del primo ministro sembrano allontanare sempre di più l’Ungheria dall’Europa. Negli ultimi mesi Orban ha infatti imposto forti limitazioni alla stampa. Ha attuato politiche repressive nei confronti dei rom e dei senzatetto, e si è anche detto favorevole alla reintroduzione della pena di morte. Ancora oggi in Ungheria essere omosessuali è un problema. L’ultimo episodio ci riguarda da vicino. Antonio Giuliano, attivista gay italiano che lavora in Ungheria per una multinazionale americana, è stato minacciato di morte dai “Motociclisti del sentimento nazionale” – gruppo estremista di matrice neonazista guidato da un ex attivista di Jobbik – che ha addirittura posto una taglia di 10 mila dollari sulla sua testa.

E proprio l’estrema destra è per Orban il vero avversario da temere. Da tempo il partito di governo Fidesz sta cercando di recuperare consensi cavalcando l’onda dell’estremismo e della xenofobia, in un contesto internazionale già molto difficile. L’Europa è infatti alle prese con l’emergenza-sbarchi. Proprio dai paesi dell’est si è levato il grido di protesta contro il piano europeo che prevede una redistribuzione dei migranti in quote nazionali da assegnare a ciascun Paese membro in base ad alcuni parametri. Slovacchia, Polonia e Ungheria potrebbero a questo punto costituire un fronte comune, vista anche la vittoria di Andrzej Duda alle elezioni presidenziali in Polonia. Ma un assist potrebbe arrivare anche dal Regno Unito. David Cameron ha infatti espresso il suo secco no alle quote. La scelta inglese potrebbe però rivelarsi un pericoloso boomerang per i Paesi dell’est: il premier britannico si è infatti detto pronto ad un giro di vite anche contro l’immigrazione di tipo comunitario. Pronta la replica del ministro degli esteri ungherese Szabolcs Takacs, che ha difeso il diritto degli ungheresi di spostarsi liberamente in Europa, come del resto prevedono gli stessi trattati UE. Gli ungheresi rischiano di essere trattati come i migranti che vorrebbero respingere.

Foto: askanews.it

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2 commenti

  1. Buongiorno !
    Ho notato che la veste grafica del vs. giornale ha cambiato look. Bello, mi complimento –
    Ho notato altresì che “stranamente”, i commenti agli articoli più recenti riguardanti l’Ungheria sono stati cancellati. Forse non erano lusinghieri ? Forse erano a favore di Orbàn ?
    …bello l’indice di democrazia nazionale riportato in alto a destra: quello del vs. giornale a quanto ammonta ?

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