ROMANIA: Ponta indagato dall’anticorruzione rifiuta le dimissioni

Venerdì 5 giugno la Direzione Nazionale Anticorruzione (DNA) ha avviato un’indagine penale nei confronti del primo ministro Victor Ponta (Partito social democratico), richiedendo alla Camera dei Deputati, di cui è membro il premier, il permesso di procedere con le investigazioni. Le accuse a carico di Ponta sarebbero di falso, complicità in evasione fiscale e riciclaggio di denaro in un caso di corruzione riguardante due compagnie energetiche durante il periodo in cui esercitava la professione di avvocato e conflitto d’interessi nei primi tre anni di governo.

L’indagine si sarebbe sviluppata da un procedimento parallelo nei confronti del senatore Sova il cui studio legale, nel 2007 forniva consulenze legali a due compagnie energetiche statali in collaborazione con lo studio di Ponta che, secondo la procura, non avrebbe fornito nessun reale servizio: i due avrebbero poi speso per interessi personali i soldi sottratti in questo modo alle due compagnie. Iniziate le prime indagini nel 2011, dopo un anno si sarebbero dovute interrompere per la vittoria elettorale di Ponta e l’assegnazione di diversi ministeri secondari a Sova, causando un conflitto di interessi.  In breve tempo l’opposizione liberale (PNL) ha presentato, sia alla Camera che al Senato, una mozione di sfiducia nei confronti di Ponta dichiarando che non era in alcun modo correlata alle indagini giudiziarie, bensì alla cattiva gestione di diverse tornate elettorali nel corso degli ultimi anni, che avrebbe impedito l’attuazione pacifica e indiscriminata del diritto di voto dei cittadini.

Il presidente Iohannis (esponente dell’opposizione) ha provveduto a chiedere le dimissioni di Ponta che ha espresso la propria contrarietà, dichiarando di essere stato eletto dal parlamento e che solo tale organo potrà destituirlo e non la DNA o il presidente stesso. Poco dopo la direzione del PNL ha chiesto le immediati dimissioni del primo ministro, ritenendo incompatibili le accuse con il ruolo istituzionale da lui ricoperto, accusandolo di minare la credibilità interna e internazionale del governo nazionale. Il PSD, invitato dall’opposizione a consigliare al proprio leader le dimissioni, accusa il PNL di aver influito sulle indagini, favorendo la pubblicazione delle accuse in occasione della presentazione della mozione di sfiducia e a seguito di due riforme che avevano riscosso grande successo (la riduzione dellIVA sui prodotti alimentari e l’aumento degli aiuti per l’infanzia). In un’intervista alla tv di Stato Iohannis, reiterando l’invito alle dimissioni di Ponta, ha espresso la propria intenzione di nominare premier, qualora fosse necessario, Catalin Predoiu, ex ministro di giustizia di diversi governi liberal-conservatori.

Entro una settimana la commissione parlamentare dedita alle immunità dei deputati esprimerà la propria decisione riguardo Ponta e in tempi successivi dovrebbe essere messa al voto la mozione di sfiducia. Nel giro di pochi giorni, quindi, la situazione politica romena potrebbe subire una svolta tanto decisiva quanto inaspettata.

Chi è Nicolò Bondioli

Studia Scienze politiche, studi internazionali e governo delle amministrazioni, curriculum in Politica e Integrazione Europea, presso il dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali dell'Università degli Studi di Padova. Lavora a una tesi sulla tutela delle minoranze etnico-linguistiche in Romania e per questo motivo svolge un Erasmus di un anno a Cluj Napoca, in Transilvania. Parla inglese, spagnolo e francese.

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