ALBANIA: Il magro bilancio della storica visita del premier serbo Vucic a Tirana

da TIRANA – La visita di mercoledì 27 maggio del premier serbo Aleksandar Vucic per la prima volta a Tirana è stata considerata storica da molti osservatori. Vucic ha ricambiato la visita del premier albanese Edi Rama a Belgrado nel novembre scorso, dopo 68 anni di fredde relazioni tra i due paesi, instaurando un dialogo normale tra stati. Il premier serbo Vucic è stato ricevuto con tutti gli onori, inclusa l’esecuzione dell’inno serbo per la prima volta in Albania. Per i due primi ministri la visita è sulla scia del desiderio di intensificare i buoni rapporti tra i due Paesi, “seguendo l’esempio della Germania e della Francia dopo la seconda guerra mondiale”, ha detto il premier Rama.

Ma le differenze sul Kosovo rimangono. Nella conferenza stampa rispondendo ad una domanda sul riconoscimento del Kosovo, il premier Vucic ha detto: “è un fatto che non siamo d’accordo sul Kosovo. La Serbia considera il Kosovo come la sua parte e l’Albania la considera indipendente. Noi abbiamo colloqui tra Pristina e Belgrado”. La replica di Edi Rama è stata veloce e ironica: “La mia convinzione è che il riconoscimento del Kosovo sarebbe un grande sollievo per la Serbia, ma non voglio entrare più in profondità in questa questione dal momento che qui siamo tra amici e noi rispettiamo tutti gli amici e le loro sensibilità“.

Alla domanda sull’incidente del “drone” allo stadio di Belgrado, il premier Vucic ha insistito che “era stato organizzato politicamente, la bandiera della Grande Albania è stata sollevata per questo motivo. Conosciamo l’autore, è un uomo di nome Ismail. Insieme a molti altri sono venuti dall’Italia 3-4 giorni prima della partita. Questo caso ha dimostrato quanto siano fragile i nostri rapporti”. Dopo questa dichiarazione, Edi Rama ha risposto dicendo: “La Grande Albania per noi non è un progetto o un programma. Si tratta di un’idea nutrita da coloro che non vogliono il bene degli albanesi, non la nostra nazione, che non vuole ampliamenti, a scapito di nessuno, ma la convivenza normale. Progettiamo di unirci sulla strada nell’Unione europea. Se noi avessimo visto la bandiera della Grande Serbia sul drone avremo riso, ma questa è una questione di percezione. Penso che la lezione è stata tratta da entrambi”.

Per quanto riguarda l’incidente di Kumanovo in Macedonia, il primo ministro Rama ha detto che ciò ha dimostrato la fragilità della pace nella regione, sottolineando la necessità di rispettare l’accordo di Ohrid. Rama ha detto che è stati frainteso, definendo la parola veto semplicemente come tra gli standard richiesti al vertice in Galles per l’adesione alla NATO vi sia è l’attuazione dell’accordo di Ohrid dal parte del governo macedone. “Non ho dichiarato né minacciato l’apposizione di un veto, la parola veto è stata messa da voi [giornalisti] per aiutare alcuni politici a Tirana. Siamo membri della NATO e si parla per conto della NATO, quando si tratta di dare voce alle dichiarazioni congiunte della NATO inclusi gli obiettivi che la Macedonia deve soddisfare tra cui l’accordo di Ohrid. Non è una minaccia, ma è semplicemente una constatazione”.

Il bilancio dell’incontro tra i due premier è comunque magro in termini di accordi economici e investimenti. Anche se all’interno della stessa regione, i rapporti economici e commerciali tra l’Albania e la Serbia sono a livelli bassi. I dati forniti dell’Istat dimostra che solo il 3,5 per cento del volume totale degli scambi dell’Albania è con la Serbia. Le statistiche mostrano anche che le esportazioni serbe sul mercato albanese sono 8 volte superiori a quell delle esportazioni albanesi verso il mercato serbo.

Nel frattempo la Serbia si rivela essere molto più competitiva dell’Albania, ma anche di altri paesi della regione, nell’attrarre investimenti diretti esteri. Ciò è dovuto ai servizi che offre, tra cui l’esenzione dall’IVA per i primi tre anni di attività, con 1.500 euro di sovvenzione per ciascun lavoratore assunto e disponibilità di terreni per i stabilimenti. Negli ultimi anni, quattro importanti aziende italiane come la Benetton, la Ferrero Rocher, Geox e la Fiat hanno scelto di investire in Serbia.

Chi è Lavdrim Lita

Giornalista albanese, classe 1985, per East Journal si occupa di Albania, Kosovo, Macedonia e Montenegro. Cofondatore di #ZeriIntegrimit, piattaforma sull'Integrazione Europea. Policy analyst, PR e editorialista con varie testate nei Balcani. Per 4 anni è stato direttore del Centro Pubblicazioni del Ministero della Difesa Albanese. MA in giornalismo alla Sapienza e Alti Studi Europei al Collegio Europeo di Parma.

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