UCRAINA: In Donbass si continua a sparare, altro che cessate il fuoco. Un video della BBC

Questo video della BBC, realizzato dal giornalista Fergal Keane, spiega meglio di mille parole qual è la reale situazione in Ucraina orientale, specialmente della regione del Donbass, dove non vige alcun cessate il fuoco, dove la gente cerca rifugio negli scantinati, dove restano le macerie di un popolo, quello ucraino, irrimediabilmente distrutto da un atto suicida. Il legame che da secoli univa le due comunità, quella russa e quella ucraina, è spezzato.

I signori della guerra, i beneficiari del conflitto (a Mosca come a Kiev), i padroni dello “stato profondo” nei corridoi dei servizi segreti russi o americani, e gli oligarchi che tirano le fila della politica ucraina, sono i responsabili di questo suicidio. Ma a morire non sono loro, è gente dimenticata. Dimenticata dalla politica europea, certo, ma anche dall’opinione pubblica. I cittadini europei, scimmiottando la pseudo-contrapposizione tra i due “blocchi” che simulano la guerra fredda, seguendo le retoriche dell’una o dell’altra parte, non si interessano delle vittime. Questo reportage, breve e intenso, ricorda all’Europa che ci sono persone là sotto. Sotto il tiro incrociato delle milizie irregolari. Sotto le case distrutte lungo la linea di un fronte dove si continua a sparare.

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Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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24 commenti

  1. Solo una considerazione: visto che oggi come oggi tutti gli osservatori concordano che l’iniziativa sia in campo militare che diplomatico in loco e a livello internazionale è in mano alla Russia (e sottolineo alla Russia, non ai locali), qualsiasi rallentamento o accelerazione di un fantomatico processo di stabilizzazione o pace, è possibile solo se questo è negli interessi della Russia e solo nella misura in cui gli eventuali sviluppi siano consentanei agli interessi e/o scopi della attuale dirigenza del Cremlino.
    Che i problemi dell’Est Ucraina fossero strumenti e non scopi per Putin è ampiamente dimostrato (e se ne stanno amaramente accorgendo anche gli abitanti di Luhansk e Donetsk).
    Sottovalutare questo e confondere tutto e tutti in un calderone di cattivi e indifferenti, può farci sentire dalla parte degli ultimi, ma non aiuta a risolvere la situazione.

    • Tutti gli osservatori concordano”. Mi dispiace: non tutti gli osservatori concordano! Anzi ve ne sono molti che la pensano in modo diametralmente opposto. Il governo di Kiev, che ha iniziato una guerra contro il suo stesso popolo con il supporto dei governi occidentali, porta in pieno la responsabilità di questa tragedia e del massacro dei civili che nè è conseguito, insieme ai suoi supporter occidentali, Usa in particolare, che hanno addirittura posto/imposto ministri stranieri nello stesso governo(detto per inciso, rimanere indifferenti di fronte ad una tale INGERENZA negli affari interni di uno Stato stramiero, significa non avere a cuore le sorti delle democrazie. Ma questa è la situazione dell’Occidente, a quanto pare).

      La responsabilità dei governi occidentali appare poi in tutta la sua incredibile ipocrisia pensando alle inaudite pressioni e INGERENZE (sempre quelle…) con le quali hanno impedito a Janucovics di ristabilire l’ordine a Kiev. Di fronte a palazzi governativi occupati manu militari il governo Usa e i loro servitori della Ue proclamavano che il principio del monopolio della forza da parte dello Stato per l’Ucraina non valeva. In quel caso, naturalmente. Insiedato il governo golpista tutto è cambiato di botto. Hanno permesso, anzi hanno sollecitato il governo ad intraprendere una guerra contro la sua stessa popolazione ed hanno chiuso gli occhi di fronte alle stragi degli sguadroni della morte, le varie milizie naziste finanziate con soldi degli oligarchi. Non c’è che dire: una bella contraddizione!

  2. (Vorrei domandare alla redazione il motivo per cui il mio precedente commento non è stato pubblicato. Forse per l’accenno alla questione del volo MH17 alla fine? Tolgo dal post questo accenno e rinvio il mio commento. Se vi sono altri problemi, per gentilezza chiederei di comunicarmeli, in modo da potermi orientare meglio in futuro nello scrivere le mie opinioni. Vi ringrazio)

    Queste persone sono dimenticate dall’opinione pubblica europea e non solo (vedi Usa, Canada, Australia) a causa della informazione mainstream che ha cercato e cerca in tutti i modi di occultare ciò che sta avvenendo in Ucraina. La vulgata anti-russa e pro Usa-Ue di tale informazione è assolutamente riprorevole, è l’esatto opposto di ciò che significa giornalismo, è disinformazione e censura allo stato puro. E’ PROPAGANDA. Questo è lo stato dell’informazione qui in Occidente. Nessuna di queste immagini è mai passata in un telegionale, nessun servizio su quelle povere persone costrette a vivere negli scantinati, nessuna intervista ad una di loro, nessun ritratto di quei poveri bambini. NIENTE!

    Tuttavia in questo tempo di guerra civile scatenato dal funesto colpo di stato ordito dalle oscure (anzi tetre) manovre degli Usa vi sono stati giornalisti EROICI, alcuni dei quali, per offrire un barlume di verità su ciò che il governo di Kiev SOSTENUTO DALL’OCCIDENTE stava e sta combinado contro quelle popolazioni, hanno addirittura PERSO LA VITA, come il nostro compianto VERO giornalista ANDREA ROCCHELLI, finito sotto i colpi di mortaio dell’esercito di Kiev. Lui è andato in quegli scantinati delle case bombardate dall’esercito in barba ad ogni diritto internazionale, ha fotografato e documentato. Ma dove sono i suoi reportages sulla grande stampa? E qui su questo sito?

    Ade ogni modo youtube è pieno di video che documentano la violenta e disumana azione dell’esercito di Kiev, per non parlare della ferocia assassina delle milizie naziste che hanno imperversato industurbate e protette dall’Occidente in questi mesi nel Dombass. Su youtube vi è un video che mostra l’eliminazione a sangue freddo di alcuni prigionieri ribelli. Non c’era bisogno di aspettare un servizio della BBC……

    • Gent. Paolo

      il precedente commento, se uguale a questo, è stato cancellato per errore. Eliminiamo i commenti aggressivi, il modo in cui si esprime un’opinione conta per noi più del contenuto. Censuriamo la maleducazione o l’eccesso, non le idee urbanamente espresse.

      Non condividiamo minimamente le definizioni avventate per le quali si definisce “nazista” qualcosa che, storicamente e per contenuti, è affatto diverso dal nazismo. Invitiamo a maggiore lucidità quando si commenta su questo sito.

      I servizi di Rocchelli, in quanto prodotto di un lavoro, si pagano. Qui non abbiamo soldi per comprare servizi giornalistici. Altre testate nazionali lo hanno fatto, avendo mezzi diversi.

      Cordialmente

      • Gentile Redazione,
        condivido la definizione di Paolo delle milizie paramilitari che agiscono nel Donbass: espongono simboli Nazisti, apologizzano figure come Bandera che ha attivamente collaborato con le truppe naziste macchiandosi di efferratezze difficili da raccontare, sono dichiaratamente antisemiti… cosa altro serve per essere definito nazista?
        In Ucraina si erigono monumenti alle SS della 14 ° divisione ucraina SS “Galizien” (“Galizia”), il OUN [Organizzazione dei nazionalisti ucraini ] e leader UPA: Yevhen Konovalets, Andryi Melnyk, Stepan Bandera, romano Shukhevych e altri.

        Insomma, si glorificano degli assassini di polacchi, ebrei, russi e ucraini come eroi nazionali dell’Ucraina, dedicandogli strade e piazze.

        Questo è nazismo.

        Carlo

        • Gent. Carlo

          l’argomento è assai più delicato di così. La questione Bandera credo vada inserita in un contesto più ampio poiché la rivalutazione di Bandera compiuta dagli ucraini è identica a quella di Mihajlovic fatta dai serbi, di Horty fatta dagli ungheresi, di Pavelic fatta dai croati, di Tiso fatta dagli slovacchi, di Stalin fatta dai russi e di Tito fatta da molti anche in occidente. In Russia la figura di Lenin è ancora oggetto di venerazione, che pure fu il responsabile diretto del Terrore Rosso e della morte di migliaia di russi. Bandera ha collaborato con i nazisti, questo è sicuro, ma la sua figura è vista diversamente dagli ucraini rispetto a come la possiamo vedere noi, non è un simbolo nazista ma un simbolo nazionale, che è cosa diversa. Ogni nazione glorifica eroi che sono criminali per altri, le ricordo che in Italia il Maresciallo Badoglio, colui che gassò gli etiopi e collaborò col fascismo, è un eroe nazionale e il suo borgo natale ne porta ancora il nome (esiste persino una fondazione a suo nome). Quel che voglio dire è che queste cose andrebbero viste con maggiore relativismo prospettico.

          Per quanto riguarda l’antisemitismo, dipende. Le truppe paramilitari dei vari battaglioni tristemente noti per i crimini compiuti al fronte, vengono in larga misura dall’estrema destra che non ha, né in Svoboda né in Pravy Sector, elementi ideologici antisemiti, anche se alcune dichiarazioni di loro esponenti danno da pensare. La comunità ebraica ucraina espresse chiaramente il proprio appoggio al governo di transizione che coinvolgeva anche Svoboda e ha accusato la leadership separatista del Donbass di antisemitismo. Insomma, dal mio punto di vista le milizie paramilitari del Donbass (molte delle quali ormai “normalizzate” nella Guardia nazionale) sono certo colpevoli di crimini di guerra, come riportato da fonti indipendenti, al pari di quelle filorusse. E sono composte da elementi radicali a vocazione ultranazionalista che non possono non inquinare e destabilizzare ancora la vita politica ucraina. Tuttavia non li definirei nazisti, nemmeno neo-nazisti, poiché non è a quella ideologia che si ispirano bensì al nazionalismo esclusivista tipico dell’Europa degli ultimi centocinquant’anni, e che abbiamo già visto agire in Jugoslavia. Una forma di nazionalismo che non è dissimile da quella dei separatisti filorussi, sempre a voler credere alle loro ragioni (difesa dell’identità russa, unificazione alla madrepatria russa…).

          Come in Jugoslavia vediamo forze contrapposte, ma speculari, accusarsi a vicenda di cose che anch’essi compiono. Fa parte della propaganda a cui qui in Europa dovremmo evitare di dare credito. Le forze che si agitano nel Donbass sono tra le peggiori che l’Europa può produrre, ma eviterei di chiamarle “nazismo” preferendo nominazioni più concrete e attuali che non allontanino da noi, e dall’oggi, un problema che abbiamo tutti, anche in Italia, con la marcata presenza (anche di governo, pochi anni fa) di forze oscurantiste, esclusiviste, razziste, reazionarie, etno-nazionaliste che non sono diverse da quelle ucraine ma che non ci sogneremmo mai di definire “naziste”. Cordialmente

          Matteo

          • Gent. Matteo
            grazie della risposta. Scusa se rispondo solo ora.

            Devo darti ragione: il fatto che ogni popolo abbia bisogno di eroi è, purtroppo, una triste verità.

            Ed è vero che negli ultimi anni nell’Europa dell’est vengono rivalutati un po’ ovunque personaggi gravemente compromessi con il nazismo. La lista che hai fatto comprende in effetti alcuni, se non i peggiori, figuri della seconda guerra mondiale. Hai dimenticato solo i paesi baltici dove si possono vedere le ex SS sfilare per le strade.
            Un po’ dappertutto la storia viene riscritta ad uso di nuovi governi pseudo-democratici. E non si va tanto per il sottile, si sdoganano i peggiori collaborazionisti nazisti, cetnici, ustascia collaborazionisti, di tutto basta che sia anti-sovietico.

            Tuttavia mal comune NON è mezzo gaudio e l’essere in tale e abbondante compagnia non allevia nemmeno di poco le colpe di Bandera.
            È stato senza ombra di dubbio di uno dei peggiori criminali della seconda guerra mondiale e questo riguarda tutti noi.
            Non possiamo permettere che ogni ducetto si riscriva la sua particolare versione della storia, facendola, oltretutto, ufficializzare per legge (con l’aiuto di storici compiacenti, di cui le università traboccano).

            Tocca a tutti noi continuare a ricordare e batterci ogni giorno perché gli orrori del nazismo non si ripetano.

            Quindi mi dispiace per i fascisti ucraini ma Bandera è e rimane un collaboratore di Hitler e un massacratore della peggior specie. Ci vuole non poco pelo sullo stomaco leggere i resoconti delle atrocità di cui si rese responsabile il suo movimento.

            Il secondo punto che vorrei sottolineare è che la lista di personaggi storici che lei ha fatto contiene indifferentemente nazisti e antifascisti, fascisti e nazisti della peggior specie e loro oppositori come Tito, il liberatore della Yugoslavia dal nazi-fascismo.

            Si dimentica (si vorrebbe cancellare dalla storia) che furono l’armata rossa e i partigiani comunisti dell’URSS di Stalin a ricacciare indietro fino a Berlino i nazisti e a liberare l’europa e il mondo dal peggiore incubo della storia.

            Lei accomuna aggrediti e aggressori. Include tra questi addirittura Vladimir Lenin perché “…fu il responsabile diretto del Terrore Rosso e della morte di migliaia di russi”. Si riduce a questo la portata della rivoluzione del 17? Non le sembra un giudizio un poco superficiale?

            Questa contabilità delle vittime è assai curiosa. Giulio Cesare non fu “il diretto responsabile” della morte di migliaia di galli? E che dire del Presidente Kennedy, fu lui a dare inizio all’avventura Vietnamita, l’aggressione causò la morte di ben 3 milioni di persone, in grandissima parte civili. E la rivoluzione francese, anche quella è da condannare perché costò delle vite? Cosa saremmo noi senza la rivoluzione francese?

            Lo storico americano Charles S. Maier ha provato a calcolare il numero dei morti nel 900 dovuti ad assassinii politici, campi di concentramento, genocidi compiuti, tentati o andati parzialmente in porto, guerre civili o conflitti internazionali… stermini e pulizie etniche ecc. Questa contabilità porta a 100 o 150 milioni di vittime. Sono tanti o pochi? Si può basare un giudizio sul novecento semplicemente attribuendo a ciascuno la sua quota di di vittime?

            Ovviamente no. Per questo non si possono mettere sullo stesso piano nazismo e comunismo. È un tentativo di appiattire la storia alla semplificazione. Come dice Vittorio Vidotto: “… il comunismo, a differenza del nazismo, ha mobilitato centinaia di milioni di individui attorno a un’idea di emancipazione e di indipendenza. È una differenza che conta. Se la storia non deve più consentire peccati di omissione o reticenze, non può neppure fermarsi alla conta dei morti.”

            A proposito dei paramilitari Ucraini: il “Battaglione Azov” è notoriamente formato da neonazisti e neofascisti europei (gli italiani di Casa Pound, per esempio). Il simbolo del battaglione è il Wolfsangel, icona nazista già in uso alla 2. SS-Panzer-Division “Das Reich”, (responsabile tra l’altro del Massacro di Oradour-sur-Glane, dove furono assassinati più di 600 civili francesi.) Anche lo lo Schwarze Sonne (sole nero), è di ispirazione nazista.

            Va ricordato che la pubblica esibizione della runa Wolfsangel in Germania è punita dal codice penale.

            La runa Wolfsangel fu anche il simbolo dell’organizzazione Werwolf o Wehrwolf. Un’organizzazione di commando istituita e gestita dalle Schutzstaffeln per compiere atti di sabotaggio e di guerriglia contro gli Alleati. L’organizzazione di queste unità venne affidata a Heinrich Himmler. Quand’era ormai chiaro che le forze Tedesche non avrebbero potuto impedire agli Alleati di entrare in Germania, il Ministro Goebbels proclamò ufficialmente la nascita della Werwolf, organizzazione che avrebbe dato vita a gruppi autonomi di resistenza partigiana contro Sovietici e Anglo-Americani. Le reti spionistiche Werwolf a est furono dirette dal generale Reinhard Gehlen. Costui, aveva provveduto a lasciare dietro le linee sovietiche delle reti di agenti, reti R (da Ruchen che significa “dietro la schiena”). Quando, durante la guerra fredda, Gehlen passò al servizio degli USA, tutte queste cellule spionistiche, vere e proprie unità Werwolf, risulteranno di importanza vitale per la CIA statunitense. Non sarebbe interessante chiedere alla CIA se sa qualcosa dei cecchini di piazza Maidan?

            Che altro serve per definirli neonazisti?
            Carlo

  3. La Russia ha inviato un gruppo di specialisti militari sotto il comando del generale Alexander Lentsov nella regione di Donetsk, su richiesta del capo di stato maggiore dell’esercito ucraino Viktor Muzhenko.

    • Questa “notizia”, ripresa da un sito italiano (http://www.pandoratv.it/?tag=viktor-muzhenko) ha un’unica fonte russa, ovviamente non vi è alcun riscontro da parte delle autorità ucraine.
      D’altronde si tratterebbe di un fatto altamente improbabile e incomprensibile (lasciamo perdere i deliranti commenti del sito italiano): da quando l’invaso chiede all’invasore di mandargli in casa degli “specialisti militari”???
      Direi un altro dei tanti esempi di disinformazione e artata confusione che circolano nella rete.

    • Non ci capiamo: il fatto che Tass, Reuters et alii riprendano la medesima notizia: ““Representatives of the Russian Armed Forces led by Lieutenant General Alexander Lentsov have been sent to the Debaltsevo settlement of the Donetsk region at the request of Chief of the Ukrainian General Staff Lieutenant Colonel Viktor Muzhenko,” Gerasimov said., non la rende più “vera”. Tutti riprendono, dichiaratamente o meno, il lancio della Interfax, e soprattutto manca un riscontro da parte ucraina non dico ufficiale, ma almeno “giornalistico. Per cui fino a quando non vedrò questa “notizia” confermata da parte ucraina, mi permetto di avere qualche dubbio (e il sig. Giulietto Chiesa può tranquillamente continuare a preoccuparsi della obbiettività dei media…)

  4. Il Sig.Giulietto Chiesa nonché ex europarlamentare, nella democraticissima Europa è stato arrestato ed espulso come persona non gradita dall’Estonia in quanto esprime una opinione che non piace!!!!

    • Se il Sig. Giulietto Chiesa, ex europarlamentare, va in giro raccontando bugie e riportando “notizie” non vere, può capitare che a qualcuno scappi la pazienza…

  5. Beh certo le verità sono solo quelle che racconta Lei è la maggior parte dei media manipolati dall’America, tutto il resto sono bugie ovvio…comunque ringrazi che possa ancora esprimere le sue idee liberamente e non l’abbiano ancora arrestata, il giorno che penserà anche Lei qualche cosa che non piace magari succederà lo stesso.

  6. La tregua in Ucraina orientale non funziona, quindi l’UE deve continuare a premere sulla Russia, – ha detto il capo del MAE della Lituania Linas Linkevicius.

    A Horlivka, sul territorio controllato dai terroristi russi, gli abitanti hanno preso d’assalto l’edificio dell’Amministrazione regionale: stanno iniziando le rivolte per mancanza di cibo.

    I militanti dell’autoproclamata “Repubblica Popolare di Donets’k” hanno espresso la loro prontezza a espandere per via militare il proprio governo su tutta la regione di Donets’k. Questa dichiarazione è stata letta dal cosiddetto “segretario del servizio di sicurezza” della “Repubblica Popolare di Donets’k” Oleksandr Hodakovskyi. Egli ha inoltre annunciato l’introduzione graduale della pena di morte nella “Republlica”.

  7. Propongo all’attenzione di tutti questo straordinario documento sulle reali intenzioni del presidente Poroshenko:

    ” I nostri bambini andranno nelle scuole e negli asili, i LORO VIVRANNO NELLE CANTINE”… per salvarsi dai bombardamenti ovviamente.

  8. Potreste pubblicare questo:

    http://youtu.be/2B2P61wF880

    Grazie

  9. Il cambio dell’euro ha raggiunto nella Borsa di Mosca i 100 rubli, mentre il dollaro – 80 rubli. La Banca della Russia ritiene questa una situazione critica sul mercato valutario. Lo ha dichiarato il primo vice capo della Banca centrale della Federazione russa Sergei Shvetsov. “La situazione è critica. Ciò che sta succedendo adesso non lo avremmo potuto immaginare nemmeno in un incubo. Purtroppo, non sempre possiamo prevedere anche le prospettive a breve termine del nostro mercato finanziario”, – ha detto lui. A causa del crollo del rublo russo, nella Crimea annessa è iniziata un’agitazione per cui viene ricercata anche la hrivna ucraina.

  10. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama firmerà un progetto di legge a sostegno dell’Ucraina, – ha comunicato il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest. Il documento permetterà, tra l’altro, di fornire armi di carattere difensivo all’Ucraina, ed incaricherà il presidente degli Stati Uniti di introdurre un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia a causa dell’aggressione dell’Ucraina da parte sua.
    L’Ucraina e l’UE hanno raggiunto un accordo sull’implementazione del Piano di azioni per la liberalizzazione dei visti in vista del summit del Partenariato orientale del maggio 2015, – ha detto il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko.

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