UNGHERIA: Budapest, piano per il rinnovo della metropolitana 3

Il comune di Budapest ha raggiunto l’accordo riguardo il rinnovo della linea 3 della metropolitana. Il progetto prevede non solo un ammodernamento per renderla conforme alle norme di sicurezza, ma anche un ampliamento verso nord, dove stanno nascendo le nuove aree residenziali.

Con i suoi 16,3 km di copertura, le sue 20 stazioni e più di 540.000 passeggeri quotidiani, la linea 3 rappresenta uno dei mezzi di trasporto più importanti e trafficati della capitale. D’altro canto, sebbene non ci siano mai stati casi di incidenti gravi o mortali, giungono numerose segnalazioni quotidiane di carrozze „fumanti” e di problemi non indifferenti all’impianto di aerazione. Tra le quattro linee urbane, l’ultima inaugurata a marzo, il dislivello è notevole.

A nulla è servito l’avviso dell’azienda di trasporto pubblico BKV ricevuto nel 2006 dal precendente sindaco di Budapest, Gábor Demszky, dove si chiedeva un intervento immediato per la ricostruzione. I primi passi sono stati fatti solo nel 2010 dall’attuale sindaco István Tarlós che ha mandato in pensione le vetture di epoca sovietica, risalenti al 1970.

Il comune ha purtroppo annunciato che, nonostante i fondi europei, non riuscirà a coprire l’intero costo stimato e si vedrà costretto a chiedere un prestito al governo. Questo ha scatenato polemiche da parte dell’opposizione, rimarcando che nel 2013 il governo Orban ha ripagato circa il 60% del debito pubblico cittadino.
Norbert Trippon di MSZP ha definito vergognoso il fatto che per il rinnovo della metro sia necessario chiedere un prestito di enorme portata, mentre siano stati spese somme ben maggiori – si parla di milioni di euro – per l’acquisto di uffici nel centro della città e per la costruzione di stadi sportivi. Dello stesso parere Agnes Kunhalmi, aggiungendo che le casse comunali vuote dovute a spese non strettamente necessarie rappresentano uno dei fallimenti di Fidesz.
Infine, Kata Tüttö già un anno fa bollò il progetto come “la favoletta del governo”, in risposta ad una dichiarazione di Tarlós, dove il Podmaniczky-plan (precedente piano per il rinnovo delle infrastrutture) venne additato come come “una collezione di sogni e speranze”.

Il piano, presentato nel Maggio 2013, fa parte di uno dei 27 progetti riguardanti lo sviluppo della città e delle sue infrastrutture, in parte finanziati dall’Unione Europea fino al 2020.

Purtroppo le condizioni tecniche della linea metropolitana non garantiscono più la sicurezza dei cittadini e nessuna ricostruzione su grande scala in 35 anni è stata fatta. Più di mezzo milione passeggeri usano la metro quotidianamente, quindi il problema non può essere rimandato.

Chi è Giulia Pracucci

Classe 1991, laureata in Mediazione Linguistica e Culturale con una tesi sulla carriera degli interpreti dei dittatori. Dopo aver passato un inverno in Lettonia e una primavera in Germania, si stabilisce a Budapest dove vive e lavora da quasi tre anni.

Leggi anche

ungheria omofobia

UNGHERIA: Le nuove leggi omofobe e la costruzione di uno stato profondo orbaniano

A giugno l'Ungheria ha adottato leggi omofobe che hanno suscitato la riprovazione di buona parte dei governi europei. Ma dietro tale battaglia culturale si cela la costruzione di uno "stato profondo" in grado di controllare il paese in caso Orbán perda le elezioni del prossimo anno. 

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com