RUSSIA: Condannato Sergei Udaltsov, figura di spicco delle proteste anti-Putin

Sergei Udaltsov, dopo quasi due anni di isolamento agli arresti domiciliari, è stato definitivamente condannato il 24 luglio 2014 dal Tribunale di Mosca a scontare 4 anni e 5 mesi in prigione, in una colonia penale.

Udaltsov è una figura di spicco del Fronte di Sinistra russo ed è stato uno dei leader delle proteste contro Putin del 2011 – 2012. L’accusa è di aver organizzato “scontri di massa” e disordini durante le proteste della primavera del 2012, in particolare il 6 maggio dello stesso anno in piazza Bolotnaya, dove c’era stato uno scontro violento tra manifestanti e polizia.

Insieme a lui è stato condannato anche Leonid Razvozzhayev, anch’esso esponente del Fronte di Sinistra, che ha ricevuto lo stesso numero di anni oltre al pagamento di una multa di 150.000 rubli per essere uscito dalla Russia illegalmente.

Udaltsov è stato arrestato più di cento volte durante la sua carriera politica. Spesso si trattava di arresti preventivi per impedirgli di partecipare alle manifestazioni, ma i problemi più seri con la giustizia sono iniziati per lui nell’ottobre del 2012, quando una emittente governativa aveva mandato in onda “Anatomia di una Protesta 2”, un documentario contenente un presunto filmato che mostrava Udaltsov e Razvozzhayev progettare un colpo di stato contro Putin col supporto di esponenti politici georgiani. Il video fu subito considerato da analisti indipendenti come un falso, ma i servizi investigativi russi lo reputarono genuino.

Razvozzhayev scappò quindi in Ucraina e chiese asilo politico all’ufficio di Kiev dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, ma scomparve misteriosamente dopo essere uscito dall’ufficio per pranzo. In seguito si scoprì che era stato sequestrato, torturato e riportato a Mosca dai servizi segreti russi. Poco tempo dopo la polizia arrestò anche Udaltsov, che fu messo in isolamento agli arresti domiciliari senza neanche l’accesso a internet.

In questo modo il governo di Putin riuscì a bloccare sul nascere la promettente carriera politica di Udaltsov. Quest’ultimo, infatti, nonostante facesse parte di una piccola ed eterogenea coalizione di sinistra radicale, il Fronte di Sinistra, era riuscito a diventare un punto di rifermento dell’opposizione sociale e della sinistra russa, partecipando all’organizzazione di numerose manifestazioni, ottenendo visibilità anche all’estero e iniziando così ad apparire come il potenziale nuovo leader della sinistra russa, capace di smuovere e scavalcare l’ambiguo Partito Comunista della Federazione Russa, considerato troppo vicino a Putin e che si era rifiutato di partecipare alla proteste di piazza.

Ma gli arresti domiciliari e ora la condanna a più di quattro anni sembrano aver sancito definitivamente la fine politica del giovane leader del Fronte di Sinistra, segnando una nuova vittoria del regime di Putin, che mostra sempre più chiaramente il suo carattere autoritario e repressivo, soprattutto nei confronti di quell’opposizione che non accetta di sottostare al sistema di potere instaurato da Putin, emersa prorompente durante le proteste del 2012 e che si trova ora schiacciata dalla repressione.

@JacopoCustodi

Foto Ria Novosti: Udaltsov (davanti) e Razvozzhayev (dietro) durante il processo. 

Chi è Jacopo Custodi

Studente magistrale di Relazioni Internazionali, scrivo per East Journal e faccio parte della redazione del blog di Aldo Giannuli. Mi sono laureato in Scienze Politiche all’Università di Pavia con una tesi sulla sinistra nelle società post-comuniste. Sono stato direttore della rivista pavese Kronstadt.

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7 commenti

  1. Massima solidarietà per Udal’cov. Quando sono stato a Mosca qualche mese fa mi era stato detto che la condanna era praticamente certa…

  2. Udaltsov non aveva alcuna possibilità di diventare il leader della sinistra russa, è solo un agitatore di piazza senza alcuna idea politica interessante. Fa parte di quella galassia radical-chic di figli di papà rivoluzionari che in Russia non ha alcun seguito popolare. Il Fronte di Sinistra conta 2-3 cento militanti a Mosca e una ventina a S. Pitersburg, tutto qui.

  3. Uno strano “comunista” il signor Uldltsov che è in possesso di passoporto americano e libero accesso all’Ambasciata USA di Mosca……

  4. Nessuna, perchè è un falso. Alcuni esponenti delle proteste visitarono effettivamente l’ambasciata americana il 17 gennaio 2013, ma non Udaltosv a quanto mi risulta. Sul fatto che Udaltsov e Razvozzhayev avessero un passaporto americano poi, è una invenzione che dice solo Maurizio. Quando Razvozzhayev era scappato in Ucraina sembrerebbe avesse usato il passaporto del fratello.

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