UCRAINA: Il fronte si sposta a Donetsk. Iniziano i problemi per i separatisti

Sono ore particolarmente difficili per i miliziani filo-russi che ormai da mesi stanno combattendo contro la Guardia Nazionale e i vari battaglioni semi-indipendenti fedeli al governo centrale di Kiev. Se la tregua unilaterale proclamata da Poroshenko qualche settimana fa è servita ad entrambe le parti per rafforzarsi materialmente, gli eventi degli ultimi giorni dimostrano che l’occasione è stata sfruttata apparentemente meglio da Kiev.

Da Sloviansk verso Donetsk.

Oltre a Sloviansk, il centro più importante dal punto di vista strategico militare, i miliziani filo-russi hanno abbandonato anche Artemivsk, Druzhkivka e Kramatorsk, centri minori sulla strada verso Donetsk. I separatisti si sono ritirati proprio nel capoluogo dell’omonima regione, inaugurando una nuova fase del conflitto. Donetsk, infatti, non è una città come le altre. Con oltre un milione di abitanti è uno dei principali centri urbani del paese e, insieme a Lugansk, rappresenta il fulcro dell’attività dei separatisti nel Donbass. Inoltre, nata come dormitorio per i lavoratori delle acciaierie e delle miniere di carbone nella seconda metà del 800, la città rappresenta uno dei maggiori centri economico-industriali dell’Ucraina.

Il peso dell’oligarca.

Donetsk è anche la città dell’uomo più ricco del paese, Rinat Akhmetov, nonchè il capoluogo dei suoi numerosi interessi. L’oligarca ha fino ad ora tenuto un piede in due scarpe, cercando di mantenere una posizione di difficile equilibrio e di mediare a suo modo tra Kiev ed i separatisti. Proprio con il recente ingresso a Donetsk dei miliziani provenienti da Sloviansk, Akhmetov ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni sui nuovi sviluppi del conflitto in un’intervista al tele canale Ukraina. Pur sottolineando “l’assoluta necessità” di lottare per “l’unità del paese”, l’oligarca ha in un certo senso messo il veto sul possibile utilizzo degli stessi strumenti che hanno facilitato il successo a Sloviansk. “Donetsk non può essere bombardata, non si possono distruggere le città, i villaggi, non si possono distruggere le infrastrutture” ha tuonato Akhmetov, aggiungendo che l’unica soluzione possibile sia quella del “dialogo con i ribelli”.

“Ribelli” tra i ribelli.

Ma il retroscena più interessante delle ultime ore è rappresentato dal conflitto interno alle forze dei ribelli. Alcune fonti vicine alla leadership della RPD riportate dal quotidiano “Korrespondent” evidenziano, infatti, come proprio il destino della città sia alla base di una frattura tra l’ormai famoso Igor Strelkov e Aleksander Kodakovsky. Quest’ultimo è l’ex comandante della sezione di Donetsk del gruppo Alpha, uno dei corpi speciali del SBU che ha partecipato, insieme al Berkut, alle operazioni governative durante le manifestazioni di Piazza Indipendenza a Kiev. In seguito al cambio di regime, Kodakovsky, tornato nel Donbass, è diventato uno dei primi sostenitori dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk, costituendo il suo principale braccio armato, il Battaglione Vostok (che, almeno secondo le sue dichiarazioni, non avrebbe nessun legame con l’omonimo battaglione famoso per la sua attività in Cecenia). Già a inizio Giugno, in un’intervista rilasciata a RiaNovosti, Kodakovsky aveva espresso alcune perplessità sull’attività di Strelkov e sul basso valore che quest’ultimo attribuiva alla “vita umana” e al rispetto “delle regole” durante la guerra. La nomina di Strelkov come “comandante supremo” delle forze militari della RPD sembra aver provocato la definitiva rottura, confermata pubblicamente anche da Pavel Gubarev (uno dei leader dell’autoproclamata Repubblica). Kodakovsky, non disposto a trasformare la sua città in un vero e proprio campo di battaglia urbano, sembra essersi rifugiato con una parte del suo Battaglione presso Makeevka, una località nei sobborghi orientali di Donetsk, rifiutando di riconoscere la leadership del suo avversario. Il comandante del Battaglione Vostok si aggiunge così ad un altro “cane sciolto”, Igor Bezler, che negli ultimi giorni si è fatto vedere a Donetsk per un personale regolamento di conti. Secondo le dichiarazioni di Aleksander Borodai (“Premier” della RPD), Bezler, di stanza nella cittadina di Horlivka, non risponde da tempo agli ordini della leadership dei separatisti.

La rottura tra Kodakovsky e Strelkov rappresenta, però, un più ampio conflitto all’interno della leadership dei separatisti. Il crescente malumore di alcuni nei confronti delle recenti aperture politiche del Cremlino verso Kiev, e la carenza di aiuti materiali, che sembrano essere all’appannaggio solo di una determinata parte dell’ampio fronte dei ribelli, sarebbero alla base di una polarizzazione politica tra i sostenitori di un dialogo con il governo ucraino e di coloro che ritengono tale dialogo inammissibile e svantaggioso.

In attesa di un lungo assedio?

Il ritiro da Sloviansk, quindi, ha aperto una nuova fase nel conflitto che, con molta probabilità, sarà destinato a trasformarsi in una battaglia di logoramento. Kiev sta per ora evitando l’uso dell’artiglieria pesante e dell’aviazione su Donetsk, adottando la tattica dell’assedio. I principali punti di collegamento con il centro urbano sembrano sotto il controllo della Guardia Nazionale che ha stabilito numerosi punti di blocco per evitare la fuga e il rifornimento dei separatisti.

Ma una battaglia di logoramento sembra essere iniziata anche all’interno del fronte dei filo-russi. La crescente pressione di Mosca, che spinge verso il dialogo, e il calo del sostegno politico e materiale, ha avuto l’effetto di evidenziare tutte le difficoltà di un fronte che appare sempre meno compatto.

Kiev dal canto suo ha la difficile scelta tra un costante e crescente uso della forza nella città di Donetsk, che potrebbe spazzare la resistenza dei separatisti ma con effetti collaterali deplorevoli su civili ed infrastrutture, o l’uso della tattica dell’assedio, che rischia di impantanare il conflitto e rendere necessarie alcune concessioni politiche. Donetsk non è una città come le altre e anche gli interessi di Akhmetov, forse, vanno tenuti in considerazione. La parola passa a Poroshenko che, come i suoi predecessori, sembra aver imparato a zigzagare in un paese dai mille interessi contrastanti.

Chi è Oleksiy Bondarenko

Nato a Kiev nel 1987. Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna (sede di Forlì), si interessa di Ucraina, Russia, Asia Centrale e dello spazio post-sovietico più in generale. Attualmente sta svolgendo un dottorato di ricerca in politiche comparate presso la University of Kent (UK) dove svolge anche il ruolo di Assistant lecturer. Il focus della sua ricerca è l’interazione tra federalismo e regionalismo in Russia. Per East Journal si occupa di Ucraina e Russia. Collabora anche con Osservatorio Balcani e Caucaso.

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31 commenti

  1. 12 luglio – Uno dei leader dei terroristi della Repubblica Nazionale di Donets’k Igor Girkin (“Strelok”) ha dichiarato di aver lavorato nella FSB. Ha detto di essersi ritirato dall’unità militare con il grado di colonnello di riserva il 31 marzo 2013. Ha combattuto in Transnistria, in Bosnia serba per 5 mesi, “per un bel po'” (dal 30 ottobre 1992 al 26 marzo 1993) ha preso parte alla prima e alla seconda guerra cecena.

    12 luglio – Nella regione di Donets’k, nei pressi di Kurahove, i terroristi stanno sparando da un sistema “Grad” contro una miniera in funzione, – ha detto lo speaker dell’ATO Vladyslav Selezniov. Si tratta di un altro tentativo dei terroristi di coinvolgere la popolazione locale nel conflitto.

    12 luglio – Nel corso della scorsa giornata, il confine della Russia con la regione di Luhans’k è stato attraversato da due grandi colonne di macchine da guerra con le bandiere russe, – ha detto un attivista di Luhans’k Dmytro Snegiriov. Il primo convoglio è passato alle ore 04:00 circa, il secondo – intorno alle 11:00. I russi stanno venendo allo scoperto – entrano sotto bandiere russe, portando con sé mezzi di guerra moderni, compresi i carri armati T-90.

    12 luglio – A seguito dell’impiego dei sistemi “Grad” contro l’esercito ucraino da parte dei militanti, la difesa aerea dell’Ucraina è stata portata allo stato di prontezza N.1, – comunica il portavoce dell’ATO Vladyslav Selezniov.

    12 luglio – È probabile che entro la fine della prossima settimana venga adottata la terza ondata di sanzioni dell’UE nei confronti della Russia. Questo è il risultato delle consultazioni tra Angela Merkel è i leader del suo partito UCD, – fonte: Bild.

  2. 13 luglio – L’11 luglio il personale di un’unità delle forze ATO ha abbattuto un aeromobile a pilotaggio remoto. “Il velivolo suddetto stava spiando le forze dell’ATO e i loro spostamenti. Questo “Orlan-10” viene prodotto in Russia, – ha detto il portavoce dell’ATO Vladyslav Selezniov.

    13 luglio – A Donets’k sono in corso gli scontri con i terroristi. I civili si trovano nei rifugi antiaerei. La situazione è tesa. In una giornata sono morti 12 abitanti della città.

    13 luglio – Le truppe ucraine si sono dirette a Luhans’k. Combattendo, sono riusciti ad arrivare all’aeroporto di Luhans’k, liberandolo dai terroristi. I terroristi invece continuano a sparare dall’installazione “Grad” in loro possesso nei quartieri residenziali.

    13 luglio – Nel corso dal giornata, l’aviazione delle Forze Armate dell’Ucraina ha effettuato una serie di attacchi contro gruppi di militanti e di attrezzature militari dei terroristi nella zona ATO, in particolare nella zona di Lysychans’k, dove erano posizionati i mercenari ceceni. Sono state distrutte le postazioni dei terroristi nei pressi dell’aeroporto di Luhans’k.

    13 luglio – A Mykolaiv gli attivisti filoucraini hanno costretto gli inquilini di un appartamento in via Mykolaivs’ka a togliere la bandiera russa dalla finestra del loro appartamento e l’hanno bruciata pubblicamente.

    13 luglio – Vladimir Putin ha espresso la sua preoccupazione per le azioni delle Forze Armate dell’Ucraina nel corso del suo incontro con il cancelliere Angela Merkel. In particolare, ha posto l’accento sul fatto che una cartuccia è finita nel territorio russo uccidendo un cittadino russo. Il MAE dell’Ucraina ha espresso la sua indignazione per questo ennesimo tentativo di provocazione da parte dei terroristi e dei leader della Federazione russa.

    13 luglio – Vi sono numerosi indizi che fanno capire che la Russia ha intensificato le azioni di destabilizzazione in Ucraina, – ha detto il ministro degli Esteri svedese Carl Bildt.

    13 luglio – Il presidente Poroshenko ha esortato l’UE a dare una corretta valutazione dell’attraversamento illegale del confine russo-ucraino da parte delle attrezzature militari russe e dei continui attacchi da parte dei militari russi alle posizioni dei militari ucraini.

  3. Chiedo scusa, l’utente Oksa non coincide con l’autore del pezzo, giusto? Grazie mille.

    • no, non si tratta dell’autore…

    • Mille grazie, domandavo perchè – mentre l’articolo contiene qualche spunto “problematico”, le notizie in commento sono un bollettino visto, o almeno così mi pare, solo nell’ottica governativa. Credo che con il passare del tempo la visione monocola che per prima ci ha investito diventi sempre meno sostenibile, e sia viceversa importante puntare a una comprensione del dramma attuale. In particolare, pur essendo consapevole che anche sul fronte cosiddetto separatista ci siano squadre fuori controllo, e che quindi possano sicuramente verificarsi abusi, da contribuente UE trovo del tutto intollerabile che i nostri soldi vengano usati per finanziare movimenti neonazisti e violenze sui civili che hanno chiaramente una matrice “terroristica” in senso stretto, ovvero finalizzata a terrorizzare la popolazione russofona in modo da allontanarla e impedire un’autodeterminazione referendaria sul modello della Crimea. Ora, l’importante è tenere conto anche di queste cose, di questo terrorismo di stato (peraltro di chiara impostazione genocida, perchè punta a una precisa parte della popolazione) che chiaramente stiamo sostenendo e di cui siamo correi. Se il battaglione Vostok è terrorista, per lo meno non sono io a pagarlo, ecco.

  4. Noto con interesse che si comincia a parlare anche in questo sito dei bombardamenti effettuati dalla milizia di Kiev. Stranamente però non si fa ancor cenno delle stragi che tali bombardamenti hanno provocato fra i civili: circa 500 persone. Men che meno vengono mostrate alcune delle terribili immagini delle persone massacrate, tra le quali anche bambini. ll silenzio della stampa e dei media occidentali su tali uccisioni di civili disarmati ed inermi è assolutamente vergognosa e del tutto inaccettabile e getta un’ombra oscura sulla qualità delle nostre democrazie. Certamente siamo in presenza di organi di informazione che non solo hanno fatto ma continuano a fare opera di disinformazione con l’intento di mantenere le popolazioni dell’Occidente allo scuro della tragedia che sta avvenendo nell’est dell Ucraina. Il fatto poi che l’oligarca Akhmetov tuoni proprio ora contro i bombardamenti perché è stata toccata la città che rappresenta il centro dei suoi interessi economici, questo manifesta in modo chiaro la sua disumanita’. Ma che dire di un governo che cambia tattica militare non per salvaguardare la vita dei suoi cittadini ma gli interessi economici di un miliardario?

    • “Ma che dire di un governo che cambia tattica militare non per salvaguardare la vita dei suoi cittadini ma gli interessi economici di un miliardario?”
      E che dire del governo russo la cui politica estera è in funzione degli affari degli oligarchi della Gazprom?
      Il cosiddetto ministro degli estri russo dovrebbe essere più coerentemente indicato come Direttore Generale della stessa società e rappresentante ufficiale degli interessi della cricca putiniana.

  5. 14 luglio – Nella notte del 13 luglio, nella regione di Luhans’k è stato effettuato un tentativo di invasione da parte di veicoli blindati russi sotto bandiere russe. L’esercito ucraino ha respinto l’attacco. La Russia però sta preparando l’introduzione di forze speciali dalla regione di Rostov sul territorio dell’Ucraina, – è convinto il coordinatore del gruppo “Informatsiinyi Opir” Dmytro Tymchuk. Oggi la questione non è tanto se ma come queste unità verranno introdotte in Ucraina. Tuttavia, il Consiglio di Sicurezza Nazionale non vede segni di preparazione dell’invasione. I prossimi giorni saranno decisivi in questo senso.

    14 luglio – Il sindaco di Donets’k Oleksandr Lukyanchenko ha tenuto un discorso in cui ha affermato di aver lasciato la città a causa di minacce dirette alla sua vita. Ora si trova a Kyiv.

    14 luglio – I terroristi russi hanno abbattuto in territorio ucraino un aereo militare ucraino AN-26. L’equipaggio si è salvato catapultandosi. L’aereo si trovava ad un’altezza di 6500 metri, per cui è impossibile che sia stato abbattuto dai sistemi di cui sono in possesso i terroristi. L’aereo sarebbe potuto essere abbattuto solamente da un missile, per cui è altamente probabile che il lancio sia avvenuto dal territorio della Federazione russa.

    14 luglio – Il cancelliere tedesco Angela Merkel è convinta che il governo ucraino dovrebbe avviare al più presto i negoziati con i terroristi che operano nella parte orientale dell’Ucraina.

    14 luglio – Nel corso degli ultimi sei mesi il principale avversario delle sanzioni contro la Russia è stata il cancelliere della Germania Angela Merkel, – scrive Financial Times. Ora alla Germania si è unita anche l’Italia. Le aziende italiane, come anche quelle tedesche, hanno legami profondi e di lunga data con la Russia. Intanto, la Francia non abbandona le sue intenzioni di vendere alla Russia le navi “Mistral”. L’UE sta lentamente cedendo l’Ucraina a Putin. Che fine ha fatto l’idea di libertà, dell’Europa, dei diritti umani? Conta solo il fattore economico?

    14 luglio – Le banche aventi capitale russo hanno perso più del 50% dei depositi a risparmio in Ucraina, – comunica l’agenzia Standard & Poor’s.

  6. Io mi preoccuperei di tradurre Russia che significa “acqua sporca”….cosa vuol dire in zone Ucraine dove vi sono maggioranze etniche diventare in questo caso Russe…mi sembra un discorso demenziale…se questi vogliono essere Russi a tutti gli effetti che vadano in Russia e non dare le terre degli altri ai Russi. Diamo Via Paolo Sarpi di Milano ai Cinesi perchè lì vi sono tantissimi cinesi..

    • Esaltato Russo !

      vi siete creati nemici in tutto il mondo !

      L’Ukraina, invece ha tanti, tanti amici che nemmeno sapete !

  7. Mi ero ripromesso di non scrivere più, ma vedo che si continua nei commenti a far disinformazione, in ucraina dell’est vi è un vero proprio genocidio perpetrato col benestare degli USA e dei sudditi della UE, genocidio ignorato dai media,a parte East Journal, migliaia di sfollati in Russia che secondo l’America sono andati a trovare la nonna!
    Spero che i danni che gli USA han provocato nel mondo siano sotto gli occhi di tutti dall’Iraq all’Iran alla Siria alla Palestina etc non posso sopportare l’arroganza e la meschinità .
    Un paese che si definisce simbolo della libertà appoggia e sovvenziona dai terroristi Islamici anti Siria, ai gruppi neonazisti che in questi gg hann bruciato libri scritti in russo, governanti che dichiarano che per ogni soldato ucraino morto 100 “terroristi” saranno giustiziati questa è la libertà che propinano
    Quando gli americani impareranno a non fare gli arbitri del mondo?
    Quando la smetteranno di fare i loro biechi interessi sulla pelle delle persone?
    Quando impareranno a rispettare le loro stesse parole?…e qui aggiungo uno stralcio di intervista per far capire a ciò che mi riferisco
    “Intervista al The Daily Telegraph dall’ex leader sovietico Gorbaciov, nel corso della quale ha riferito come «…gli Americani ci promisero che la NATO non sarebbe mai andata oltre i confini della Germania dopo la guerra fredda, ma adesso metà dell’Europa Centrale e dell’Europa Orientale ne sono membri: così, cos’è capitato alle loro promesse? Ciò dimostra che di loro non ci si possa fidare».
    La guerra in ucraina è un semplice affare di marketing, ma che tutti sanno e nessuno può dire.

    • per zombi:

    • Il signor Gorbaciov si dovrebbe ricordare di due noti proverbi: “chi è colpa del suo mal…..” e “carta manent, verba volant”! Non è assolutamente concepibile né perdonabile che uno statista di tale rilievo e presidente di un paese della portata dell’Unione Sovietica non conoscesse le intenzioni degli Usa e abbia lasciato dissolvere tutto quello che gli era stato affidato fidandosi sulla parola. Incolpi prima di tutto se stesso se ha un briciolo di dignità. Sia beninteso; penso che sia stato un grande bene che il blocco sovietico sia crollato, ma non doveva avvenire in modo da lasciare la massoneria finanziaria e ipercapitalista a governare incontrastatamente (e disumanamente) le sorti del mondo. E gli Usa sono in mano di una tale massoneria.

      Per quel che riguarda il massacro di civili, purtroppo non è occultato soltanto dagli americani, ma anche dai governi e dai grandi media dei paesi dell’Ue. E’ una vergogna senza pari per queste che si vogliono definire esempi di democrazia. Ma domandiamoci anche: dove sono le organizzazioni internazionali per i diritti umani, dov’è amnesty international, doe sono le varie Ong, dov’è l’Osce. possibile che agiscano in modo così opportunistico? Di chi e per che cosa sono a servizio vin realtà? C’è da perdere veramente ogni fiducia in ciascuna di queste organizzazioni. Lo dico con tristezza.

  8. Insomma, più si va avanti nella paradossale vicenda ucraina, più diventa ovvio che la storia edificante narrata da una informazione sciatta, ignorante e allergica all’analisi ( il piccolo davide ucraino che si difende dall’invasione del cattivo orso russo), era appunto una idiozia. Come si è visto, la famosa invasione nn c’è stata. L’aiuto di Putin ai secessionisti russofoni (filorussi, vi prego, non vuol dire un bel nulla!!). è stato piuttosto freddino e di lieve entità. Una mera difesa d’ufficio, insomma. Andiamo a vedere i fatti. Riconoscimento dell’elezione di Poroshenko, nonostante le condizioni diciamo “particolari” nelle quali si sono svolte. Mancato riconoscimento dei referendum secessionisti. Un aiuto militare che dire scarso è poco ( i miliziani del Donbass sono accreditati di missili Fagot, lanciarazzi BM21, un carro T-64 che parrebbe venire dalla Russia…di ferraglia degli anni ’60 insomma). Il battaglione Vostok di cui si fantasticava scopriamo ora non aver niente a che fare con l’omonima unità russa (il battaglione ceceno “Vostok”, alle dirette dipendenze del GRU, è una unità scelta specializzata in “guerrilla warfare” in grado da sola di ridurre allo stato di polpetta, nel giro di una settimana, l’intero esercito ucraino). Che impressione se ne trae? Che a Putin, del Donbass, dell’Ucraina in generale, non importi granchè. I paletti russi nei riguardi dell’Ucraina sono universalmente noti, e sono rimasti quelli di sempre: Crimea (cioè Sebastopoli, cioè base di proiezione mediterranea per la flotta). E niente NATO all’uscio. Messa in cassaforte la Crimea, raffreddatosi l’interesse russo. Niente annessione dell’Ucraina please, sembra dire Putin ai suoi, consapevole che “digerire” quel paese là significa portarsi in casa enormi problemi.Per il resto, a Putin interessa salvaguardare i rapporti con l’Europa, tra l’altro strategici ed irrinunciabili per entrambi, altro che nuova guerra fredda vaneggiata da qualche imbecille. In Ucraina, si è limitato ad un intervento a bassa intensità, ha fatto “melina” insomma, utilizzando proxy locali in attesa di un “termidoro” che liquidasse i “piazzisti”. Poroshenko appunto, che coi russi si intende alla grande nel linguaggio dei soldi. E sono pronto a scommettere in una intesa sottobanco tra i due. Se vinco, la guerra civile ucraina finisce in tempi ragionevoli con condizioni accettabili da entrambe le parti. Se perdo, si avviterà in una deriva yugosava molto difficile da districare. La parola agli ucraini. Sic!

  9. Foto e dettagli delle conseguenze del bombardamento terroristico delle zone residenziali Lugansk:

    In Lugansk i teroristi cinico, sotto il controllo delle telecamere dei giornalisti in diretta TV life news attaccato i quartieri della citta,
    Secondo i residenti locali, fucilate case distrutte da quella parte della città, che erano terroristi, non dal villaggio , uscito alla vigilia delle forze di sicurezza ucraine. Come conseguenza del bombardamento ha ucciso otto civili, tra cui un bambino.
    un residente locale ha detto che gli attacchi della sistema fuoco a salve “Grad”, sulle tranquille aree della citta Lugansk fanno ceceni-kadyrovtsy.
    Alla fermata c’e la persone uccisa. Il corpo non viene pulito il secondo giorno.
    14 luglio i terroristi hanno sparato usando sistema fuoco a salve “Grad” bombardando zone residenziali Lugansk.
    In Lugansk, 15, 16 e 17 luglio ha dichiarato i giorni di lutto a causa delle numerose vittime tra la popolazione civile .

    http://www.pravda.com.ua/photo-video/2014/07/15/7031982/

  10. Scusa ma dalle foto come si vede che a sparare sono stati i “terroristi'” e non l’esercito di Kiev?
    Grazie

  11. 15 luglio – Alle ore 7:00 c’è stato un attacco aereo alla città di Snizhne controllata dai terroristi. Si sospetta che si tratti di aerei russi. 4 persone hanno perso la vita. Dopo che l’aereo AN-26 è stato abbattuto dai terroristi, gli aerei dell’aviazione ucraina non decollano più. Il raid mattutino su Snizhne si qualifica come una provocazione cinica e sanguinosa progettata per screditare l’esercito ucraino, – dichiara il Consiglio di Sicurezza e di Difesa Nazionale.

    15 luglio – Il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina è in possesso di prove inconfutabili del coinvolgimento della Russia nell’attacco all’aereo AN-26 avvenuto lunedì nella regione di Luhans’k, – ha detto il capo della SBU Valentyn Nalyvaichenko.

    15 luglio – Le Forze Armate dell’Ucraina sono salite al 21esimo posto nella classifica degli eserciti del mondo. Lo conferma la classifica dei 35 eserciti più potenti del mondo, pubblicata da Business Insider.

    15 luglio – Lungo tutta la durata dell’ATO, sono morti 258 soldati, 922 sono feriti; 45 dei nostri soldati sono tenuti prigionieri; contando anche i due piloti dell’aereo AN-26 che è stato abbattuto”, – ha comunicato il portavoce del Centro Informazioni del Consiglio di Sicurezza e di Difesa Nazionale Andrii Lysenko.

    15 luglio – Dal Ministero degli Interni sono stati licenziati 585 poliziotti di Donets’k per la loro collaborazione con i terroristi, – ha dichiarato il ministro degli Interni Arsen Avakov.

  12. “Alle 7.00 attacco aereo alla città di Snizhne si sospetta un attacco di aerei Russi”
    Se fosse vero che la Russia ha attaccato con l’aviazione l’Ucraina, in due minuti l’Ucraina non esisterebbe più vista la sproporzione di forze in campo a favore della Russia ….quindi direi sospetti più che infondati!

  13. Purtroppo non so leggere il russo (per ora), ma l’ultimo bollettino, che se non ho capito male Oksa ci traduce dalla Pravda-Ukraina, inizia a farmi pensare ad una possibile Transnistrizzazione dell’Oblast di Donetsk. Se non l’hanno presa in queste settimane, con tutte le fragilità del fronte opposto, mi sa che non la prendono più. La Russia ormai ha ben chiarito che non si farà provocare verso un conflitto aperto, ma il supporto non verrà a mancare, in un modo o nell’altro. I paesi dell’EU sono tutti andati, uno per uno, a trovare Putin, e tutti cercano una posizione di stallo su cui attestarsi. Il famoso cuscinetto tra EU/NATO e Russia che Kissinger suggeriva dal Wash Post all’inizio della crisi potrebbe essere non l’intera Ucraina (come avrebbe indicato lui, più saggiamente dei suoi colleghi attuali), ma proprio la fascia orientale, in un assetto autonomo non de iure, ma de facto. Come ragionamento può avere un senso?

    • Marco, il suo ragionamento è lineare. Credo però che la cosiddetta “Transnistrizzazione” sia molto più difficile rispetto al caso Moldavo proprio perché il Donbass (regione di Lugansk e di Donetsk) è una regione assolutamente fondamentale per l’Ucraina dal punto di vista economico-industriale e anche demografico (per non parlare dello shale gas ad esempio). Quindi potrebbe essere non del tutto esatto paragonare il caso Ucraino a quello ben noto della Transnistria. E’ vero però che, dopo una fase positiva, l’esercito fedele a Kiev non sembra capace di prendere il sopravvento nel breve periodo. I possibili risultati dell’attuale situazione sono svariati, ma tutti contemplano un prolungamento delle ostilità e una lunga e macchinosa fase negoziale che nel bene e nel male dovrà coinvolgere Mosca e avere come ordine del giorno la federalizzazione dell’Ucraina. Kissinger, le cui doti morali possono essere piuttosto discutibili, ma la cui acutezza politica di scuola realista dovrebbe essere da esempio per le ultime amministrazioni americane e non solo, aveva a suo tempo previsto uno scenario simile (seppur con l’idea che ancora si sarebbe potuta evitare l’annessione della Crimea). D’altra parte la Russia, nonostante tutta la sua mancanza di agilità, la sua ingombrante propaganda ed i dubbi riferimenti patriottici, ha agito in accordo con vecchi schemi che si applicano allo studio della politica internazionale ormai da svariati anni e che, anche se questo potrebbe non piacerci, sono tutt’ora funzionanti. Purtroppo il futuro dell’Ucraina dipende non solo dal quadro interno, che già di per se è complicatissimo, ma in buona misura anche dal più grande confronto a livello internazionale che negli ultimi anni, a partire dalla famosa Conferenza di Monaco del 2007, sta assumendo crescente vigore in un ambiente che, pur mitigato dalla legge e da istituzioni internazionali, rimane altamente anarchico e competitivo. Alla luce di questo, un Donbass con grande autonomia all’interno dello stato Ucraino, la neutralità di Kiev al cospetto della NATO e la libertà di un dialogo “deideologizzato” con Bruxelles sarebbe probabilmente la soluzione ideale per la crisi ucraina. Come ha detto Kissinger “the best is not absolute satisfaction but balanced dissatisfaction”. Vedremo.

      • grazie Oleksiy, sono molto d’accordo con le tue considerazioni, compreso il parere su Kissinger. Grazie per la raffinata chiosa al mio abbozzo di ragionamento.

  14. Potrebbe avere senso a mio avviso, ma dubito succederà l’Ucraina rimarrà unita a parte la Crimea , i paesi cuscinetto della guerra fredda erano Austria e Finlandia ormai siamo ben oltre questi confini se si pensa che tutti i paesi ex patto di Varsavia sono Nato e ben presto anche l’Ucraina e in futuro anche , forse la Bielorussia !!!

  15. Un fattore scatenante della guerra in Ucraina e a mio dire il shale gas americano , gli USA negli ultimi hanno hanno affinato le tecniche di estrazione di gas e sono diventati i primi produttori al mondo e oltre ad esserne forti consumatori ora possono esserne exportatori dove? In europa tramite le navi e i degassificatori, il costo del gas in europa è molto alto e loro potrebbero averne forti guadagni ma c’è un però … l’Europa ha già un fornitore la Russia appunto.
    Bisogna far saltare questo accordo facendo passare come inaffidabile il fornitore ecco quindi nascere la crisi ucraina sull’onda di moto spontanei basta accendere la micci e il gioco è fatto!
    Nel frattempo la Russia corre ai ripari, fiando un accordo strategico con la Cina per non rimanere al palo…quello che succederà sulle nostre teste lo sapremo in futuro!!!
    Ma intanto i morti adesso sono reali e presenti!!!
    Leggete questo articolo interessante :

    http://m.panorama.it/news/esteri/Russia-shale-gas-Obama-Putin-Europa-Ucraina

    • Questo invece è proprio il mio campo 🙂 ..e vi posso dire che per me tutta questa storia dello shale gas non è solo un bluff, è una enorme bufala. L’estrazione di gas tramite fracking ha permesso agli USA (che storicamente non hanno mai sfruttato il loro gas) di avere una “bonanza”, come la chiamano loro, di energia a bassissimo costo, che ha sostenuto il mercato interno nella congiuntura della crisi.
      Ma lo shale gas si sta rivelando una bomba a orologeria per due motivi: il primo è che i pozzi si esauriscono molto più rapidamente di quanto si credesse, il secondo è che gli impatti ambientali sono molto più pesanti di quanto si era pensato fino a poco fa. Un uso enorme di acqua, inquinamento nelle falde e generazione di sismi (per la reiniezione dell’acqua esausta a grande profondità) stanno facendo incazzare tutti quanti.
      Quando ho sentito Obama promettere all’Ucraina il suo shale gas mi è venuto da ridere (o, meglio, da piangere). È una fantacagata. Anche perchè i terminali per l’LNG gli americani manco ce li hanno, sull’atlantico. Lascia fare: nel medio periodo NON ci sono alternative serie al metano russo, punto. L’alternativa per l’EU sarebbe usare il carbone interno (cosa che la Germania in parte sta facendo, e la Polonia continua a fare), ma gli impegni per la riduzione dei gas serra lo impediscono. Ci sono tecnologie che potranno cambiare la faccenda, tra rinnovabili e power-to-gas, ma si parla di scenari ventennali, non prima. E guardiamo gli altri fornitori, a parte la Norvegia: Libia, Algeria.. avete presente? Guardate il famoso piano per la sicurezza energetica dell’europa.. nel medio non ci sono alternative, va bene gli stoccaggi, ma alla fine l’EU si deve confrontare con i Russi, non ce ne sono di storie. Forse due conti valeva la pena di farli, prima di promettere all’Ucraina di “liberarla” dalla dipendenza energetica, o sciagurati.

      • Ti do ragione su quanto scrivi, sono nel settore geologico anche io, ma ciò non toglie che gli USA ci han provato a promettere, e ha screditare un fornitore per loro interessi, tant’è che sono riusciti a bloccare anche il Southern Stream Russo, in Bulgaria, con scuse ridicole, e Italia e Germania le più interessate si son piegate ai voleri Usa .
        Portare il gas in europa è una follia ma sicuramente lobbie americane han fatto pressioni dopo aver pagato la
        Campagna elettorale a Obama vogliono il loro tornaconto ( qui ci metto anche i produttori di armamenti).
        È logico pensare che il gas per l’Europa arrivi dalla Russia o dai paesi del magrebh Libia in primis o medio orientali anche se ora per instabilità politiche sono inaffidabili, instabilità politiche guarda caso con interventi più o meno mirati dagli USA, focolai di primavere arabe scoppiate in sequenza poi svanite nel nulla, quindi sicuramente ha ragione a dire che lo shale gas è una bufala ma che gli USA non ci abbiamo provato lo stesso non me lo toglie dalla testa nessuno, di corbellerie me sono state fatte e ne han fatte parecchie per poi accorgersi, ma MAI ammettere l’errore.

        • ah, ma se è per questo sono perfettamente d’accordo. E accetto scommesse sul fatto che il Southern Stream si farà, eccome. La Bulgaria prende il 100% del suo gas dalla Russia, non so se mi spiego. Non solo: il grosso del costo del SStream era la parte profonda del tratto nel Mar Nero. Ora c’è un tracciato alternativo che passa da… la Crimea, indovinato. 🙂 così a naso Gazprom risparmia qualche 5-6 miliardi di euro.
          Io spero che questa vicenda, purtroppo giocata – come sempre – sulla pelle della gente, sia un piccolo turning point, e alla fine i rapporti fra EU e Russia ne verranno decisamente rafforzati. Il tutto ovviamente con tanti atteggiamenti di facciata contraddittori, ma la sostanza è un’altra.

  16. Ah, il gas russo che viene in Europa e quello che andrà in Cina non sono nemmeno parenti, l’articolista è un economista che si è documentato, ma gli manca parecchio dell’ABC. In breve: altro che due anni, il gas americano qui da noi non ci arriva e se arriva non cambia una fava. I rapporti tra EU e Russia sono strutturali, inevitabili. Gli USA son proprio venuti solo a cercare di impedire che i rapporti commerciali europei si spostassero troppo a Est. Facciamo due ragionamenti sul fatto che gli F35 sono il più grosso fallimento ingegneristico che si potesse immaginare, e il PAK-FA vola anche al contrario?