ALBANIA: Bene status candidato Ue, adesso solide riforme

Gli Stati membri dell’Unione europea hanno deciso di concedere all’Albania lo status di candidato all’adesione. La decisione sul futuro dell’Albania giunge dopo dopo tre rifiuti consecutivi (anche a causa del boicottaggio di Edi Rama, allora capo dell’opposizione), che ha trasmesso la buona notizia come “uno dei migliori eventi degli ultimi due decenni”. L’ok di Bruxelles arriva però con una lunga lista di condizioni: l’Albania deve agire con decisione per la riforma dell’amministrazione pubblica, del sistema giudiziario, per la lotta contro il crimine organizzato e la corruzione, per la protezione dei diritti umani e le politiche anti-discriminazione, per i diritti delle minoranze e mettere concretamente il rispetto dei diritti di proprietà.

Il premier socialista Edi Rama in una conferenza stampa rispondendo alla domanda di una giornalista che chiedeva: quando il paese sarà pronto ad aprire i capitoli dei negoziati di adesione, ha detto: “Lo status è come il fidanzamento. Il processo diventa più intenso, la strada ancor più difficile e la sfida ancor più grande”. Per Edi Rama il via libera degli 28 stati membri dell’Ue “è un passo molto importante verso l’adesione, e soprattutto un chiaro segnale della direzione da seguire. Per tutti gli albanesi oggi c’è maggiore speranza e prospettiva”.

Che cosa significa lo status di candidato in pratica?

Secondo la relazione adottata da Bruxelles essere riconosciuto come paese candidato all’adesione all’UE ha una serie di implicazioni per l’Albania. Si tratta di un importante segnale politico per l’ Albania e i suoi cittadini, mostrando che il paese si sta muovendo per la prossima fase del processo di integrazione europea, l’avvio dei negoziati d’adesione. Ma dal punto di vista economico, lo status di candidato incoraggerà gli investimenti esteri in Albania e, di conseguenza, portare alla creazione di posti di lavoro.

Tuttavia lo status di candidato solleva il rapporto tra l’Albania e l’Unione europea ad un livello superiore. Il suo accesso e la cooperazione con le agenzie Ue sarà più facile – per esempio la sua partecipazione dell’Agenzia per i diritti fondamentali, in qualità di osservatore. Comitati paritetici tra l’Albania e il Comitato delle regioni, nonché la Comitato economico e sociale potrebbe anche essere impostati. In qualità di paese candidato, l‘Albania continuerà a trarre profitto dai fondi Ue nell’ambito dello strumento di assistenza preadesione (IPA), al fine di attuare riforme globali e investimenti strategici, e beneficerà della partecipazione ai programmi comunitari.

Ma come affronta l’Albania in giorno dopo lo status di paese candidato?

L’amministrazione pubblica albanese ha appena subito un profondo spoil system. A nulla sono valsi le proteste dell’Unione Europea che hanno finanziato programmi di formazione della amministrazione pubblica per adeguare la preparazione dei funzionari agli standard europei. Inoltre la criminalità organizzata nel paese ha un incremento pericoloso: decine di attentati dinamitardi, decine di tonnellate di cannabis sativa sequestrata e non, omicidi efferati come il noto banchiere Artan Santo rimangono ancora senza colpevoli. L’ultima operazione della polizia albanese nel villaggio meridionale di Lazarat, (conosciuto come centro di produzione della droga), con decine di arresti e il sequestro si 43 tonnellate di cannabis sativa è un segnale importante nella lotta contro i traffici.

Ma quello che acuisce i problemi in Albania è la forte polarizzazione politica della vita pubblica. La politica albanese è caratterizzata dell’aspro scontro retorico e fisico e vede nel conflitto l’unica vera ragione di esistere. La diffidenza tra le parti politiche assume una dimensione sorprendente quando si accusano a vicenda di loschi affari e legami mafiosi in pubblico, ma nessuno va dai magistrati e denunziare.

Il premier Edi Rama ha scelto un atteggiamento scontroso con l’opposizione incitando anche la magistratura di indagare diversi deputati. Al contrario l’opposizione del Pd guidata da Lulzim Basha, presidente del partito democratico albanese (centrodestra), ritiene che il governo “Rama” sia responsabile per la crisi economica, alta disoccupazione e spoil system, mancate riforme e innalzamento delle tasse, fallimento nella lotta alla crimine organizzato e corruzione. La verità sta in mezzo.

Tuttavia questa risposta positiva dall’Ue per lo status di paese candidato, l’Albania da speranza. Ora si richiedono riforme non soltanto dall’Ue, ma anche da parte dei cittadini albanesi soprattutto in materia di lotta contro alla criminalità organizzata e ritorno allo stato di diritto.

Chi è Lavdrim Lita

Giornalista albanese, classe 1985, per East Journal si occupa di Albania, Kosovo, Macedonia e Montenegro. Cofondatore di #ZeriIntegrimit, piattaforma sull'Integrazione Europea. Policy analyst, PR e editorialista con varie testate nei Balcani. Per 4 anni è stato direttore del Centro Pubblicazioni del Ministero della Difesa Albanese. MA in giornalismo alla Sapienza e Alti Studi Europei al Collegio Europeo di Parma.

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