UNGHERIA: Il dibattito politico è ancora fermo allo scandalo del 2006

DA BUDAPEST – Il celebre “Niente colpi sotto la cintura” che precede gli incontri sul ring non vale in campagna elettorale. Non in Ungheria, almeno, dove, a 40 giorni dalle elezioni politiche, il governo ha pubblicato su uno dei suoi siti un rapporto sul discorso del 2006 di Gyurcsány, ex primo ministro oggetto di scandalo proprio a causa di quelle dichiarazioni con cui in sostanza confessava di aver mentito agli elettori e ammetteva l’inerzia del suo esecutivo nel gestire il Paese.

Il testo pubblicato fa parte di un più ampio dossier ufficiale su quello che è noto come “lies  speech” o “Őszöd speech (discorso d’autunno, nonostante sia stato pronunciato in estate), che, lo ricordiamo, fu pronunciato in una seduta a porte chiuse del partito socialista MSzP e divenne poi di dominio pubblico. Il testo pubblicato in questi giorni sul sito dell’ufficio per la protezione della Costituzione riporta la teoria che un membro dei socialisti stessi avrebbe provocato la fuga di informazioni. Un sospetto che non sembra aggiungere niente di nuovo a quelli che si sono alternati negli anni e che quindi mirerebbe solo a gettare discredito sull’MSzP.

Da quel 2006, infatti, diversi piste sono state seguite per individuare il responsabile della soffiata: il diretto interessato ha ventilato la possibilità che si trattasse di “due uomini e una donna” dell’MSzP, di cui non ha fatto i nomi, mentre per altri si trattò di una mossa strategica dello stesso Gyurcsány per coprirsi le spalle e infangare l’opposizione interna al partito stesso, cui era “sfuggita di mano” la gestione dei conti dello stato.

La vicenda provocò uno scandalo di portata internazionale, ne parlarono anche i media mainstream, ma soprattutto fomentò la rabbia della popolazione che quel politico l’aveva rieletto per la seconda volta pochi mesi prima, nel maggio del 2006. Oltre ai gravi scontri di cui furono teatro le strade di Budapest quell’autunno, lo scandalo ha provocato la graduale ma netta perdita di credibilità del partito socialista, forse anche per la decisione di Gyurcsány di restare al governo, salvo poi dimettersi nel 2009 quando la situazione economica era ancora più critica a causa della crisi finanziaria mondiale.

Oggi Gyurcsány si ripresenta alle elezioni insieme ai socialisti ma non con loro, avendo lasciato la formazione per crearne una propria, la Coalizione Democratica (DK), che in ultima battuta è stata accettata nella larga alleanza di sinistra che si propone come alternativa al centro-destra. Per quasi tutte le testate giornalistiche ungheresi è chiaro che non ci sono altri ragioni se non quelle di propaganda per far uscire adesso una pubblicazione sul rapporto, dato che le indagini stono state condotte tra il 2007 e il 2008 e, da quanto scrivono i giornali, non sarebbero emerse novità attendibili e concrete in merito al responsabile della divulgazione del discorso d’autunno.

Il fatto era riemerso anche due anni fa, ma allora c’era di che parlare. Un uomo dall’identità scoperta solo in seguito presentò una versione diversa dell’accaduto, secondo la quale “importanti leader dell’MSzP” avevano consegnato la registrazione a un “combattente per la libertà” di estrema destra che nel passato avrebbe avuto legami con i socialisti e che avrebbe dovuto passare il nastro alla destra. Una storia inquietante, dato che l’uomo fu poi identificato in Eduardo Rózsa-Flores, boliviano trovato poi ucciso nel paese di nascita dove si era trovato coinvolto in un fallito colpo di stato contro il governo locale.

L’attuale leader dei socialisti e principale avversario di Orbán nel 2014, Attila Mesterházy, ha ammonito il governo di smettere di usare i servizi segreti per scopi di campagna elettorale, ma anche invitato Fidesz a portare a galla l’intero rapporto e non una sua versione ridotta e “distorta”. Gyurcsány ha scritto sulla sua pagina Facebook che Pintér, il ministro degli interni, sta manipolando le prove, accusandolo di mentire con le sue supposizioni. Sul fronte opposto, Máté Kocsis, capo della comunicazione di Fidesz, ha dichiarato in una conferenza stampa che il numero uno della DK “ha mentito sulle sue stesse bugie” e la portavoce del partito arancione Gabriella Selmeczi rincara la dose ricordando che la questione principale riguardo al discorso d’autunno é già nota a tutti: Gyurcsány ammise di aver mentito mattina, pomeriggio e sera. Tanto rumore per nulla?

Foto: World Economic Forum, Flickr

Chi è Claudia Leporatti

Giornalista, è direttore responsabile del giornale online Economia.hu, il principale magazine in italiano sull'economia ungherese e i rapporti Ungheria-Italia, edito da ITL Group. Offre tour guidati di Budapest in italiano e inglese. Parla inglese e ungherese, ma resta una persona molto difficile da capire. Scrive racconti e sta lavorando (o pensando) al suo primo romanzo. Nata a Bagno a Ripoli (Firenze) senza alcuna ragione, vive a Budapest, per lo stesso motivo.

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