CINEMA: Torna "Al cuore dei conflitti," film inediti dal mondo

Visioni e riflessioni sui conflitti geopolitici, urbani, razziali e di classe, che assillano numerose zone del pianeta. Film inediti per scoprire storie poco conosciute, attraverso gli occhi di chi questi conflitti li ha vissuti o li vive tuttora sulla propria pelle. Film inediti, per riscoprire storie note, da punti di vista diversi e particolari. Federazione Italiana Cineforum in collaborazione con Laboratorio 80 e Lab 80 film presentano la V edizione della rassegna cinematografica “Al cuore dei conflitti”. La rassegna sarà ospitata in diverse città italiane, partenda da Bergamo (5-8 febbraio).

Per capire un conflitto o una rivalità geopolitica, non basta precisare e cartografare le poste in gioco, bisogna anche cercare, lo si è visto – soprattutto quando le cause sono complesse – di comprendere le ragioni, le idee dei suoi principali attori: capi di Stato, leader di movimenti regionalisti, autonomisti o indipendentisti, eccetera. Ciascuno di essi esprime e influenza a un tempo lo stato d’animo della parte di opinione pubblica che rappresenta. Il ruolo delle idee – anche se sbagliate – è capitale in geopolitica. Sono esse a spiegare i progetti e a determinare la scelta delle strategie, certo insieme ai dati materiali.” – Yves Lacoste

Cinque film per quattro giorni intensi, che portino con se le immagini e i suoni di angoli diversi del mondo. Tre lungometraggi e due documentari, tutti in anteprima e tutti provenienti dai più prestigiosi festival italiani e internazionali, raccontano storie poco conosciute di Irlanda del Nord, Palestina, Bosnia e Indonesia. Quest’anno “Al cuore dei conflitti” esce dunque dall’Europa e assume un respiro più ampio, comprendendo due titoli dedicati alla realtà palestinese e un lungometraggio dedicato alla particolare storia degli anni Sessanta dell’Indonesia.

Si inizia con Good Vibrations (IE/UK 2014), film ambientato nella Belfast degli anni ’70, nel periodo in cui la città era al centro degli scontri tra Inghilterra e Irlanda. Il protagonista, Terry Hooley, mentre i suoi amici imbracciano le armi per contrastare gli inglesi, apre nella parte della città più tormentata degli scontri tra opposte fazioni, il negozio di dischi Good Vibrations. Avvicinando giovani musicisti della nascente scena punk-rock, Terry diventa l’improbabile leader di una comunità determinata a riportare in vita la città e un’icona della musica nordirlandese degli anni ’70.

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Quindi Water (IL/PA 2014), uno straordinario progetto cinematografico del 2012 che unisce 5 registi israeliani e 3 palestinesi in un film di 7 cortometraggi che raccontano in modo diverso l’acqua, ma soprattutto la difficile convivenza dei due popoli. Tra documentario e fiction, tra dramma e grottesco, il film ha aperto la Settimana della Critica alla Mostra del Cinema di Venezia 2012.

L’unico film in rassegna dai Balcani è Halimin Put (2012). Dopo la fine della guerra in Bosnia, Halima, una contadina di un remoto villaggio musulmano, decide di ritrovare i resti di suo marito e di suo figlio, catturati dalle forze paramilitari serbe e giustiziati. Attraverso l’analisi del DNA, il Comitato delle Nazioni Unite per le persone scomparse riesce a identificare i resti del marito in una delle fosse comuni, ma non quelli del figlio, poiché Halima si rifiuta di dare un campione di sangue per il test. Halima, infatti, nasconde un segreto che risiede nel passato suo e della sua famiglia…

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Si fa un salto molto più a est, fino all’Asia sud-orientale, con The Act of Killing (2012). Nel 1965 in Indonesia i paramilitari del movimento Pancasila danno vita a un colpo di stato che sfocia in un genocidio. Oltre un milione di persone finiscono trucidate nella “più grande caccia ai comunisti di tutti i tempi”. I killer di allora oggi sono anziani signori benestanti che, in questo film impressionante, fanno cinema. Ricreano e mettono in scena i loro atti criminali. Spesso, in una tragica inversione, impersonano le vittime. Definito da Herzog “il film più potente, surreale e spaventoso dell’ultimo decennio”.

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Infine Striplife (IT 2014), un affresco della vita quotidiana contemporanea nella Striscia di Gaza. Un evento inspiegabile è avvenuto durante la notte: decine di mante si sono arenate sulla spiaggia. Carretti di pescatori accorrono per accaparrarsele. Intanto la città si sveglia. Antar sprona il fratello ad alzarsi: è il grande giorno, nel pomeriggio inciderà il suo primo disco. Noor si trucca, dovrà apparire davanti alle telecamere. Jabber è già nel campo. Intorno a lui gli spari dei fucili. Un corteo si snoda per le strade. Moemen è lì per fare il suo lavoro, il fotografo. Al porto una barca rientra con lo scafo crivellato di proiettili. Il canto del muezzin invade lo spazio, moltiplicato dai minareti. Come in un sogno, i ragazzi del Parkour Team piroettano in un cimitero.

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Per informazioni e noleggi:

Chi è Davide Denti

Dottore di ricerca in Studi Internazionali presso l’Università di Trento, si occupa di integrazione europea dei Balcani occidentali, specialmente Bosnia-Erzegovina.

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