TURCHIA: Dopo due anni, prosciolti i soldati accusati della strage di Uludere

La giustizia militare turca ha prosciolto i cinque ufficiali sotto processo per la morte di 34 civili curdi nel corso di un bombardamento nel 2011. La strage aveva suscitato la collera della comunità curda in Turchia. Il 28 dicembre del 2011 dei caccia dell’aviazione turca aveva attaccato il villaggio di Uludere, alla frontiera con l’Iraq, uccidendo una colonna di 34 contrabbandieri curdi tra cui 19 minorenni.

Nella sentenza il tribunale militare di Ankara si dichiara incompetente a giudicare relativamente all’esposto presentato dai familiari delle vittime. Il tribunale sottolinea che “i membri delle forze armate curde hanno agito nel quadro delle decisioni adottate dal consiglio dei ministri.. La strage viene definita un “errore inevitabile” compiuto dai soldati “nell’esercizio delle loro funzioni”.

Dura la reazione dei rappresentanti delle vittime, che hanno parlato di una sentenza “inaccettabile” e del partito per la Pace e la Demograzia, il Bdp, filocurdo, che ha denunciato “un’ingiustizia: queste persone sono morte senza alcun motivo”.

Questa è una notizia dell’agenzia TMNews.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e ISPI. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (EastWest, Nigrizia, Il Tascabile, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore e curatore di "Ucraina, alle radici della guerra" (Paesi edizioni, 2022) e di "Interno Pankisi, dietro la trincea del fondamentalismo islamico" (Infinito edizioni, 2022); "Congo, maschere per una guerra"; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) entrambi per Quintadicopertina editore (2015); "Il pellegrino e altre storie senza lieto fine" (Tangram, 2013).

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