KOSOVO: Elezioni amministrative tranquille, ma è caos a Mitrovica

Le elezioni amministrative che si sono tenute ieri in Kosovo, per la prima volta anche nella sua parte settentrionale a seguito dell’accordo di aprile sulla normalizzazioni delle relazioni tra Serbia e Kosovo, hanno mostrato le luci e le ombre della situazione nel piccolo paese balcanico.

Nella maggior parte del paese, le elezioni si sono svolte in maniera tranquilla. L’affluenza complessiva alle urne nelle elezioni municipali di ieri in Kosovo e’ stata del 45,79%, pari a 814.780 elettori (sul totale di 1.779.357), in ascesa del 10% rispetto alle precedenti amministrative del 2009. Tra i partiti albanesi, il maggior vincitore della tornata è sicuramente l’opposizione LDK, che si mantiene in vantaggio a Pristina in vista del ballottaggio; resta a bocca asciutta, nonostante una campagna elettorale scoppiettante, il Partito Forte. Mimoza Kuzari (AKR) conquista il seggio di sindaco di Gjakova, prima sindaco donna in Kosovo. Anche nelle zone a maggioranza serba a sud del fiume Ibar, l’affluenza alle urne è stata maggioritaria (Ranilug 58%, Gracanica 55%, Novoberd 59%, Strpce 61%, Klokot 63%, Partes 64%) e i candidati serbi hanno conquistato i seggi di sindaco.

Diverso è il discorso per quanto riguarda i quattro comuni a maggioranza serba a nord del fiume Ibar. In un clima di intimidazioni e minacce, con il boicottaggio del voto portato avanti da diversi partiti, incluso il Partito democratico serbo (DSS) dell’ex presidente Kostunica, l’affluenza è rimasta molto più bassa. I dati delle ore 17 comunicati dall’OSCE riportano l’11,21% a Zvecan, il 22% a Leposavic, e il 22% a Zubin Potok. L’ultimo dato disponibile per Mitrovica, delle ore 15, riporta il 7,09% di partecipazione al voto (alla stessa ora, l’affluenza era tra l’8 e il 12% negli altri tre comuni del nord).

Un grave incidente è avvenuto verso le ore 17 presso uno dei due seggi elettorali di Mitrovica. Un gruppo di uomini incappucciati si è introdotto nella scuola elementare sede dei seggi, entrando dalle finestre sul retro non presidiate, e facendosi strada con lanci di gas lacrimogeno hanno portato via o distrutto urne e registri elettorali di diverse sezioni (qui il video). I registri includono i nominativi di tutti coloro che hanno partecipato al voto, col rischio di ulteriori intimidazioni nel prossimo periodo.

A seguito dell’irruzione, gli osservatori OSCE presenti in loco si sono ritirati a Pristina, mentre le forze KFOR procedevano ad un dispiegamento preventivo in tutta l’area. I seggi degli altri tre comuni sono stati chiusi verso le 18h30, in anticipo rispetto all’orario previsto delle 19, nel timore di nuovi incidenti. Una bomba inesplosa è stata ritrovata in seguito presso l’istituto tecnico di Mitrovica, seconda sede di seggio.

Non è chiaro chi siano stati gli autori del gesto, nonostante più fonti diano la colpa a gruppi ultranazionalisti paramilitari infiltratisi dalla Serbia; il partito DSS, pur impegnato nel boicottaggio, ha negato ogni coinvolgimento. Di certo, si è dimostrata l’incapacità delle forze di sicurezza (KFOR, EULEX, Kosovo Police) di garantire l’incolumità del processo elettorale, rendendo comprensibile la bassa affluenza alle urne da parte dei cittadini serbo-kosovari soggetti a continue intimidazioni.

E’ probabile ora che le elezioni vengano annullate e ripetute, per ciò che concerne l’amministrazione comunale di Mitrovica. Nel frattempo, sembra aver vinto chi invitava i  serbi del nord del Kosovo al boicottaggio. Secondo Carl Bildt, “gli appelli al boicottaggio che hanno segnato le elezioni locali nel nord del Kosovo mostrano che la paura è ancora presente. La situazione richiede tempo e pazienza“. Una valutazione molto diversa da quella, ben poco diplomatica, del ministro dell’integrazione europea del Kosovo, Vlora Citaku, che ha twittato “La Serbia gioca al solito gioco: piromani e pompieri“, probabilmente riferendosi alla proposta del vicepremier serbo Vučić, che sempre domenica ha fatto appello alla comunità internazionale affinché venisse “permesso alla Serbia di intervenire per 45 minuti e sistemare la situazione a Mitrovica nord”.

Secondo l’ambasciatore americano Tracey Jacobson, “è incoraggiante che le elezioni siano state generalmente un successo. A parte Mitrovica Nord, gli Stati Uniti hanno visto alcuni disguidi minori, e molto entusiasmo e professionalità”. La portavoce dell’alto rappresentante UE per la politica estera, Maja Cocijancic, esprimecondanna per il violento incidente” di Mitrovica nord, che ha “perturbato un processo elettorale altrimenti ordinato nel resto del Kosovo”. La missione di osservazione UE pubblicherà le sue valutazioni preliminari martedì 5 novembre.

Foto: (c) Tim Judah, Flickr (con autorizzazione dell’autore)

Update: L’articolo è stato aggiornato con la dichiarazione del vicepremier serbo Vučić.

Chi è Davide Denti

Dottore di ricerca in Studi Internazionali presso l’Università di Trento, si occupa di integrazione europea dei Balcani occidentali, specialmente Bosnia-Erzegovina.

Leggi anche

Jashari

KOSOVO: Adem Jashari, l’uomo che si fece mito

Un eroe per gli albanesi, un terrorista per i serbi. Nel marzo di ventitré anni fa, veniva ucciso Adem Jashari, comandante dell'Esercito di Liberazione del Kosovo. Da allora, in Kosovo, Jashari è considerato un eroe nazionale, un vero e proprio mito.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: