AZERBAIGIAN: Le verità dietro al successo di Aliyev "il lungimirante"

Nella giornata di oggi in Azerbaigian si sono tenute le elezioni presidenziali che decreteranno il nome del prossimo presidente del paese. La campagna elettorale che si è svolta nell’ultimo mese, in un clima di generale rassegnazione causata dalla mancanza di valide alternative all’attuale presidente Aliyev, la cui riconferma pare essere abbastanza scontata, ha fatto da preludio a delle elezioni mai seriamente in discussione e caratterizzate da numerose controversie.

Aliyev si è infatti assicurato la vittoria ancora prima di andare al voto, e ci è riuscito prendendo una serie di “precauzioni” che hanno fatto in modo di risolvere il fastidioso problema della concorrenza. Proprio a proposito di concorrenza, è quanto mai indicativo il fatto che ad oggi in Azerbaigian ci siano 142 prigionieri politici, tra i quali oltre a nemici politici compaiono giornalisti, blogger, attivisti o anche solo semplici cittadini. Aliyev ha da sempre negato di aver mai fatto incarcerare avversari politici, ma i troppi leader dell’opposizione finiti dietro le sbarre appena prima dell’elezione di turno sembrano poter testimoniare il contrario.

Sempre riguardo al problema della limitata concorrenza, è importante ricordare che il presidente Aliyev dispone di un’enorme copertura mediatica. Il governo, infatti, controlla praticamente la totalità delle emittenti televisive nazionali, che ha monopolizzato nel corso della campagna elettorale per promuovere la candidatura del presidente uscente. Se nelle settimane che hanno preceduto le elezioni la figura di Aliyev è comparsa quotidianamente in televisione, lo stesso non si può dire per i candidati dell’opposizione, ai quali è stata concessa solo una manciata di minuti una volta a settimana, tra l’altro nelle fasce orarie più improbabili.

Questi problemi caratterizzano l’Azerbaigian da quando Aliyev nel 2003 venne eletto per la prima volta Presidente della Repubblica. Da allora la forte pressione esercitata dal governo sull’opposizione e la mancanza di libertà d’espressione hanno caratterizzato tutte le successive elezioni, sia presidenziali che parlamentari, grazie anche alla troppa indifferenza mostrata soprattutto in passato dai paesi della comunità internazionale desiderosi di non rovinare i propri rapporti bilaterali con Baku, cosa che ha permesso al governo di Aliyev di dettar legge nel paese per anni.

Ritornando alle elezioni di oggi, c’è tra l’opposizione chi sostiene l’illegalità della seconda ricandidatura di Aliyev. Il motivo è presto spiegato: fino al 2009 in Azerbaigian vigeva una legge la quale stabiliva che un presidente della repubblica potesse condurre un massimo di due mandati, al termine dei quali non si sarebbe più potuto ricandidare. Tale legge venne abrogata da Aliyev proprio in seguito all’inizio del suo secondo mandato, appositamente per potersi ripresentare alle elezioni odierne e condurre un terzo mandato. Il principale candidato dell’opposizione Hasanli sostiene però che tali modifiche alla preesistente legge non possano essere applicate nel caso di Aliyev, in quanto esse non avrebbero effetto retroattivo, ma dovrebbero invece essere applicate a partire dal suo successore. Hasanli ha presentato in merito un ricorso alla Corte d’Appello di Baku, ma difficilmente verrà ascoltato.

Chiudendo con una curiosità, l’ultima trovata è stata concepita dalla Commissione Elettorale Centrale dell’Azerbaigian, che ha pensato di diffondere sul mercato un’applicazione per iOS e Android ideata appositamente per le elezioni, con l’intento di mostrare i risultati delle elezioni in tempo reale. Fin qui tutto normale, se non fosse per il fatto che gli utenti che hanno scaricato l’applicazione hanno potuto visualizzare con qualche giorno di anticipo rispetto al voto i risultati delle elezioni. A denunciare il fatto è stata l’emittente televisiva indipendente “Meydan”, famosa per essersi aggiudicata recentemente il primo finanziamento Fondo Europeo per la Democrazia, giusto in tempo per le elezioni presidenziali (l’emittente azera è stata scelta tra più di 100 richiedenti provenienti da tutto il continente).

Per la cronaca, secondo i “risultati ufficiali” forniti dall’applicazione, Aliyev otterrà una vittoria schiacciante, guadagnando il 72,76% delle preferenze e surclassando nettamente il principale candidato dell’opposizione, Hasanli, che non andrà oltre al 7,4% dei voti totali. Come se non bastasse, l’applicazione ha fornito anche informazioni dettagliate su quante persone si sono recate alle urne, in quale momento del giorno hanno votato e sono presenti anche i risultati di ogni singola circoscrizione. E chissà che domani lo scrutinio non dia ragione proprio alla “lungimirante” applicazione. Non c’è che dire, le nuove tecnologie fanno davvero miracoli.

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Chi è Emanuele Cassano

Ha studiato Scienze Internazionali, con specializzazione in Studi Europei. Per East Journal si occupa di Caucaso, regione a cui si dedica da anni e dove ha trascorso numerosi soggiorni di studio e ricerca. Dal 2016 collabora con la rivista Osservatorio Balcani e Caucaso.

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