BALCANI: Le guerre commerciali continuano

L’accordo di libero scambio dell’Europa centrale (CEFTA), un progetto internazionale incoraggiato dall’Unione europea al fine di facilitare lo scambio commerciale tra i paesi dei Balcani Occidentali, è stato messo in dubbio. I paesi dei Balcani occidentali si stano confrontando in una guerra commerciale, a colpi di embargo doganali.

Da pochi giorni e’ tornata normale la situazione alla frontiera fra Macedonia e Kosovo, dopo l’accordo che nel fine settimana ha posto fine alla guerra commerciale che ha opposto per alcune settimane i due paesi balcanici. Dopo accuse reciproche su embarghi nella circolazione delle merci, la Macedonia aveva imposto una tassa di ingresso per tutti i cittadini kosovari e per i loro veicoli, e i camionisti macedoni avevano bloccato per alcuni giorni la circolazione alle frontiere.

La stessa cosa e’ successa tra Serbia e Kosovo dove i due paesi si confrontano in una guerra commerciale da lungo tempo. Per primi, subito dopo l’indipendenza del Kosovo proclamata nel 2008, sono stati i serbi a fermare i flussi commerciali. Ma anche Pristina ha reagito con le stesse armi, fermando a volte le merci serbe.

Inoltre anche l’Albania e il Kosovo stanno mettendo a punto un sistema comune di informazione che riesca ad evitare le controversie commerciali. Il mercato albanese per il Kosovo e’ importante soprattutto per l’esportazione dei prodotti agricoli. L’anno scorso il Kosovo ha percepito introiti per un valore di 38 milioni di euro dalla vendita di merci con l’Albania, mentre ne ha importate per 129 milioni. Di recente il Kosovo aveva bloccato la vendita di alcune forniture di latte provenienti dall’Albania e contenenti una percentuale troppo elevate di aflatossine, che avrebbero potuto rivelarsi pericolose per la salute: questa decisione aveva provocato un forte scontento a Tirana, che aveva reagito con un decreto che vietava a tutti i prodotti caseari di fare ingresso nel Paese senza un certificato dell’Autorita’ nazionale per l’alimentazione, e di conseguenza anche 74 tonnellate di latte kosovaro erano state fermate alla frontiera.

Le questioni commerciali hanno colpito di recente anche altri paesi della regione, come Bosnia Erzegovina e Serbia, in particolare sul latte alle aflatossine e sul miele contraffatto. Questi conflitti sono di natura economica, ispirati dal protezionismo, combattuti fra diversi paesi attraverso le restrizioni nel commercio tali da penalizzare le importazioni reciproche rispetto a quelle di paesi terzi. Ma la guerra commerciale fra i vari Paesi nei Balcani occidentali a tratti ha raggiunto livelli assurdi, tentando di proteggere le proprie aziende, e trasformando l’intero mondo degli affari in una rissa.

Chi è Lavdrim Lita

Giornalista albanese, classe 1985, per East Journal si occupa di Albania, Kosovo, Macedonia e Montenegro. Cofondatore di #ZeriIntegrimit, piattaforma sull'Integrazione Europea. Policy analyst, PR e editorialista con varie testate nei Balcani. Per 4 anni è stato direttore del Centro Pubblicazioni del Ministero della Difesa Albanese. MA in giornalismo alla Sapienza e Alti Studi Europei al Collegio Europeo di Parma.

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Un commento

  1. In un contesto diverso e lontano, Trattato di Versailles 1919-1920, il consigliere militare del presidente americano Wilson scriveva alla moglie: “Le nazioni -sommerse- stanno venendo in superficie e non appena emergono si lanciano alla gola di qualcuno. Sono come le zanzare, cattive fin dalla nascita”.

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