MACEDONIA: Sarà Alta Macedonia? Procedono i negoziati sul nome con la Grecia

I rappresentanti dei partiti politici, ma anche molti osservatori stimano che il nome di Repubblica di Alta Macedonia, proposto dal mediatore USA Matthew Nimetz, sia una buona base per discutere e risolvere la controversia del nome che oppone Macedonia e Grecia da diversi anni.

La Repubblica di Macedonia, fin dal giorno della sua indipendenza nel 1991, è impegnata in una disputa con la Grecia a proposito del nome ufficiale del paese, i simboli nazionali e la costituzione. Fino ad oggi la Grecia è ferma sulla posizione che tale Paese non può adottare il nome Macedonia, perché tale nome è greco: si tratta del nome della provincia settentrionale, denominata appunto Macedonia, ed è parte della storia che è essenzialmente greca. La Grecia dichiarò che con l’impiego del nome, il nuovo paese esprimeva aspirazioni di carattere territoriale verso la Grecia. Ma nella costituzione della Macedonia c’e’ un emendamento in cui si dichiara espressamente di non avere alcuna aspirazione territoriale.

Dodici anni più tardi i negoziati sono ancora in corso. Durante il periodo estivo in Macedonia si sta sviluppando un’offensiva diplomatica per trovare una soluzione alla questione del nome. L’ambasciatore macedone negli Stati Uniti d’America nonché negoziatore nel contenzioso sul nome Zoran Jolevski ha detto che la Macedonia è in cerca di intensificare i colloqui, perché la situazione dello status quo per l’integrazione non è sostenibile.  Egli ancora una volta ha ribadito la posizione di impegno della Macedonia per trovare una soluzione comune sul nome, con cui si mantenerebbe l’identità e la dignità nazionale. “La Macedonia continuerà a partecipare in modo costruttivo, come sempre in questi negoziati per trovare una soluzione comune per entrambe le parti”, ha detto Jolevski alla Deutsche Welle.

Il presidente del partito albanese della coalizione di governo, BDI, Ali Ahmeti in una conferenza internazionale tenutasi a Sofia ha detto per la prima volta che il mediatore americano per la controversia del nome Matthew Nimetz ha proposto che la Macedonia può essere chiamata la Repubblica di Alto Macedonia. Secondo Ahmeti questa proposta è una base concreta su cui le parti dovrebbero sedersi e parlare. “Le parti possono essere più vicine ad una soluzione, anche se la prossima fase dei colloqui deve essere innalzata dal livello dei ambasciatori ai negoziatori con le squadre che saranno presiedute dai primi ministri dei due paesi”, ha detto Ali Ahmeti.

Dopo la dichiarazione da Sofia di Ahmeti, capo del partito di coalizione, immediata è stata reazione del governo della Macedonia. Con un comunicato stampa il governo di Nicola Gruevski  ha spiegato che il dibattito pubblico sulla questione del nome non è necessario. Questa  posizione si basa sulla mancanza di risposta positiva da parte del governo greco di Samaras e la dura campagna negativa che ha avuto luogo in Grecia dopo l’ ultima proposta del mediatore americano Nimetz.

Il primo ministro Gruevski ha detto che la decisione sul nome dello Stato non dipende né dai politici né dai partiti politici, ma da un referendum popolare. “L’ultima parola per ogni idea, proposta o decisione lo avranno i cittadini in un referendum e che in nessun caso questo dipenderà dalla volontà degli individui, uomini politici o partiti politici”, si legge nel comunicato stampa del governo. Ma l’opposizione dei socialdemocratici hanno dichiarato che l’azione del governo è chiaramente non sincronia con il partner della coalizione circa la risoluzione della questione del nome. “E’ irrazionale la posizione del Presidente del Consiglio di chiudere la porta alla proposta di Matthew Nimetz, di non informare il pubblico e l’opposizione, mentre il leader del BDI Ahmeti ha confermato la proposta dalla vicina Bulgaria”, si legge in una dura reazione del SDSM.

Inoltre, il premier Gruesvki non ha ancora ricevuto alcuna risposta dal suo omologo greco Antonis Samaras per quanto riguarda la lettera inviata all’ufficio del primo ministro greco la settimana scorsa. In questa lettera Gruevski ha cercato di riprendere i colloqui diretti per risolvere la questione del nome. Il premier macedone Gruevski ha detto che solo il dialogo ad alto livello tra i due paesi è in grado di risolvere una lunga disputa sul nome. Da parte del premier della Grecia, Antonis Samaras, il problema del nome della Macedonia non e’ una priorità politica visto che ha uno stato in un grave difficoltà economica e finanziaria. Ma anche viste le forti pressioni della diaspora negli Stati Uniti e Australia a non accettare alcun accordo.

Tuttavia per quanto irrazionale possa sembrare, la questione del  nome è una seria limitazione per la Macedonia, attraverso la sua breve esistenza da stato indipendente. La questione del nome ha prodotto un ritardo nel riconoscimento internazionale, e un’integrazione ritardata e ostacolata nelle organizzazione come l’Ue e la Nato. La Grecia non ha rispettato gli obblighi dell’accordo provvisorio tra Atene e Skopje (13 settembre 1995) opponendosi all’adesione della Macedonia alla Nato, nell’aprile 2008, con la tesi che non era stato ancora trovato un nome adatto per l’ex repubblica jugoslava. Lo ha stabilito nel 2011 anche la Corte internazionale di Giustizia, il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite, non ritenendo però necessario, come invece chiedeva la Macedonia, di ordinare alla Grecia di astenersi in futuro dall’opporsi all’ingresso di Skopje in altre organizzazioni internazionali di cui la repubblica ellenica è membro. La questione del nome ancora ingombra la posizione di Skopje nelle relazioni internazionali dal momento che le controparti spesso sono messe in posizione di dover scegliere l’amicizia o con la Macedonia o con la Grecia.

Foto: Ekaterina Didkovskaya, Flickr

Chi è Lavdrim Lita

Giornalista albanese, classe 1985, per East Journal si occupa di Albania, Kosovo, Macedonia e Montenegro. Cofondatore di #ZeriIntegrimit, piattaforma sull'Integrazione Europea. Policy analyst, PR e editorialista con varie testate nei Balcani. Per 4 anni è stato direttore del Centro Pubblicazioni del Ministero della Difesa Albanese. MA in giornalismo alla Sapienza e Alti Studi Europei al Collegio Europeo di Parma.

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Un commento

  1. La questione del nome e la controversia che ne segue è senz’altro ridicola, da ambo le parti… assurdo che gli amici greci se ne freghino di un piccolo staterello, e assurdo che gli amici slavi non possano accettare nomi del tipo “Repubblica di Macedonia del Nord” o similari.
    Il gusto kitsch e particolarmente pacchiano inoltre di costruire monumenti e statue gigantesche di Alessandro Magno a Skopje provoca inoltre una certa ilarità. I loro politici… “Ali Ahmeti”, “Nikola Gruevski”… cosa avrebbero a che fare con Alessandro Magno? Si rivolterà nella tomba, poveraccio…

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