MOLDAVIA: Bye bye Europa? L'ex primo ministro Filat si allea coi comunisti

Si fa complessa la situazione politica in Moldavia. Mentre si avvicina la Pasqua ortodossa, l’ex primo ministro liberale ed europeista, Vlad Filat, estromesso a febbraio dal governo,ha stretto un’alleanza informale con l’opposizione comunista guidata da Vladimir Voronin, con il rischio di trovarsi a disfare, novello Penelope, le stesse riforme filoeuropee che il suo governo ha portato avanti negli ultimi tre anni.

In primo luogo, venerdì 3 maggio liberali e comunisti in Parliamento hanno rigettato la nomina del nuovo procuratore generale della repubblica, Corneliu Gurin. A seguire, hanno adottato un progetto di legge costituzionale che permette al Parlamento di Chisinau di rimuovere, con una maggioranza dei 3/5, i giudici della Corte Costituzionale; un progetto che è stato immediatamente criticato dalla Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa sugli affari costituzionali. Secondo il suo presidente, Gianni Buquicchio, l’emendamento è “in evidente contraddizione con gli standard europei”: “subordinare i giudici alla fiducia del Parlamento è in evidente contraddizione con il ruolo di una corte costituzionale”.  Sulla costituzionalità di tale provvedimento dovrà pronunciarsi la stessa Corte costituzionale moldava. In terzo luogo, liberali e comunisti hanno modificato la legge elettorale, alzando la soglia di sbarramento dal 4% al 7%, mettendo così in difficoltà gli ex partner di coalizione dei liberali.

Secondo la Moldova Foundation, “dopo essere stato scalzato dal potere, l’ex primo ministro Filat in collaborazione coi comunisti sta agendo da terminator di ciò che aveva costruito. La Repubblica di Moldavia sta cambiando nel giro di una notte da una storia di successo ad un paese retto da una oligarchia

Con il de-consolidamento democratico della Moldavia, l’Unione Europea rischia di perdere l’ultimo “buon allievo” tra i paesi post-sovietici del Partenariato Orientale. L’alto rappresentante per la politica estera Catherine Ashton e il commissario ad allargamento e vicinato Štefan Füle hanno agito con insolita rapidità e incisività di linguaggio, diramando il giorno stesso il seguente comunicato:

Abbiamo appreso con forte preoccupazione l’adozione di un emendamento alla legge sulla Corte costituzionale della Repubblica di Moldova, permettendo la rimozione di giudici della Corte costituzionale, se non hanno la “fiducia” del parlamento. Questa legge, così come un certo numero di altre leggi importanti, che toccano temi fondamentali per il funzionamento della democrazia della Moldavia, sono stati adottati con estrema rapidità, e senza un’adeguata consultazione con la società moldava, né appropriato riguardo agli standard europei sulla riforma costituzionale, in particolare quelli della Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa. A questo proposito, condividiamo pienamente le preoccupazioni espresse dal Presidente della Commissione di Venezia nella dichiarazione che ha rilasciato oggi.

Ci rendiamo conto che queste leggi, in aggiunta alle misure che interessano i giudici della Corte Costituzionale, includono misure sulla legge elettorale, la soglia richiesta per i partiti di entrare in parlamento, i poteri del Primo Ministro ad interim di licenziare ministri e direttori di istituti e un cambiamento nello stato del Centro nazionale anti-corruzione. Ciò segue un preoccupante nuovo modello di processo decisionale in Moldavia, che si riflette anche in altre iniziative legislative recenti, in cui le istituzioni dello Stato sono state utilizzate per l’interesse di pochi. Ribadiamo la nostra preoccupazione che tali misure, effettuate senza un’adeguata preparazione e consultazione, potrebbero costituire una minaccia per l’indipendenza delle istituzioni nazionali di riferimento, e un ostacolo allo sviluppo e stabilità della democrazia e dello stato di diritto in Moldavia.

Esortiamo i leader politici della Moldavia a non perdere di vista l’impatto a lungo termine delle loro decisioni, tra cui il raggiungimento delle aspirazioni della Moldova.

Foto: Guttorm Flatabø, Flickr

Chi è Davide Denti

Dottore di ricerca in Studi Internazionali presso l’Università di Trento, si occupa di integrazione europea dei Balcani occidentali, specialmente Bosnia-Erzegovina.

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5 commenti

  1. Il solito delirio di onnipotenza, oltre alle sentenze dei tribunali ucraini adesso vogliono scrivere pure la Costituzione moldava. Se l’UE non si da una calmata farà scappare tutti, a nessuno piace sentirsi trattare come uno scolaretto scemo e prendere ordini dall’estero. Una vaga idea del clima politico in Moldova può darla un sondaggio appena uscito:

    – Russian President Vladimir Putin is the most popular politician in Moldova, a recent opinion poll by Magenta Consulting has found.
    The survey shows 74 percent of Moldovans trust Putin, another 49 percent of the respondents favor German Chancellor Angela Merkel, and some 47 percent of Moldovans support US President Barack Obama.
    The Moldovan politicians lag behind the foreign leaders, Russia’s Ekho Moskvy radio station said, referring to the survey, which said the country’s former president Vladimir Voronin enjoys 18.5 percent of support.
    Meanwhile, current Moldovan leader Nicolae Timofti has support of just 0.6 percent of the respondents, the poll found. –

    A scanso di equivoci Ekho Moskvy è un’emittente vicina all’opposizione russa.

  2. Io non sono proprio d’accordo con te caro Vlad62, qui si tratta di diritti dei cittadini…se consideriamo che già adesso non ne hanno (e te lo dico perchè c’ho sbattuto contro) quei sondaggi possono essere veri o falsi tanto in Moldavia alla gente basta sopravvivere, comunque adesso è da vedere come faranno senza i soldi dell’Europa. Ne devono vendere di vino alla Russia….Sono d’accordo comunque con il fatto dell’attrazione verso la Russia.

    • Francamente non vedo “diritti dei cittadini” in queste pressioni, ma solo interessi delle lobby europee (che fra l’altro dei diritti dei cittadini stanno facendo strame nella stessa Europa). Sui diritti veri (pensioni, lavoro, protezione sociale) le istituzioni europee remano sistematicamente contro, prima vengono i mercati. Riguardo ai giudici costituzionali, negli USA li nomina direttamente il Presidente degli Stati Uniti, e nessuno ci ha mai visto un vulnus alla democrazia. La Moldova è un mezzo disastro, sono d’accordo, ma la strada che vuole imporgli l’UE non farà che peggiorare le cose. Fanno bene a fare quel che ritengono meglio per se stessi, senza cedere a pressioni.

      • Stiamo a vedere, purtroppo quello che l’europa fa anche da noi non va bene e concordo con te. ho sempre sperato in un europa migliore di quella che abbiamo fin’ora.

      • Se la maggioranza della corte costituzionale viene nominata dal Parlamento, vuol dire che avrà una connotazione politica e interpreterà la Costituzione in maniera ideologica o lobbistica. E’ dal rispetto della Costituzione Democratica della Moldova che dipendono i diritti dei cittadini. Questo sarà un argomento sconosciuto alla maggioranza dei moldavi, ma ha a molto a che vedere con la loro vita quotidiana e i loro diritti.

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