Razzismo e giornali, il caso romeno

Da anni – ripeto: anni – gran parte dei giornalisti italiani, da destra a sinistra, tratta i romeni immigrati nel nostro Paese in maniera ridicola (quando va bene) o in maniera realmente discriminatoria e violenta (quando invece va proprio male, ed è la maggior parte delle volte). Non passa giorno in cui non leggiamo articoli dove l’evidenza non va tanto al crimine, vero o presunto, quanto piuttosto alla nazionalità romena del colpevole, vero o presunto.

Uno dei peggiori casi di “dagli al romeno” è l’arcinota e disgustosa vicenda della Caffarella: il colpevole dello stupro era “di certo” il romeno. Foto sulle prime pagine e titoli a nove colonne: un linciaggio mediatico dei più gravi e seducenti degli ultimi decenni. Risultato finale? I presunti colpevoli, già condannati dalla pubblica piazza, tramite velenosa induzione cartacea e catodica, erano semplicemente innocenti. Uno di loro voleva persino farsi monaco.

Per rimediare non mi risulta che gli stessi zelanti censori e istigatori abbiano in seguito, ad esempio, dato il dovuto spazio a quegli episodi di discriminazione subiti invece dai romeni, su cui chiunque può essere informato visitando i molti siti delle comunità romene in Italia o abbonandosi a una newsletter d’informazione sull’immigrazione romena (tutte fonti gratuite nella nostra lingua). E ancor oggi nessun giornalista si preoccupa di passarsi una mezza giornata in un consolato romeno per registrare lo stato dell’arte d’una situazione in moltissimi casi disperata. Di fatto, la più parte dei mezzi di comunicazione italiani che contano, seguita a ritrarre il romeno come ubriacone, nullafacente, ladro, truffatore, stupratore. E adesso anche razzista. La ciliegina bacata su di una torta già rancida.

Un esempio clamoroso dell’atteggiamento pregiudizievole è apparso sul Corriere della Sera il 27 agosto scorso. Il primo quotidiano italiano ha pubblicato, con grande evidenza, un articolo scentrato e ottuso, firmato da Alessandro Capponi, che ha come reale obiettivo quello di far credere alla gente che i romeni siano degli irrimediabili razzisti. Titolo: «Italiani e romeni uniti dall’odio per i rom». Nell’incipit del pezzo leggiamo: «A Bucarest, magari in un ingorgo, capita spesso di sentire gli automobilisti urlarsi una sola parola: “Tzigan!”. È un insulto, per chi lo pronuncia, e forse spiega più di uno studio sociologico il sentimento, sempre più diffuso, dei romeni verso i rom». Le “prove” che Capponi adduce per sostenere la sua tesi mascherata da cronaca, sono delle più sballate e unilaterali, inoltre attinge a un’unica fonte (un docente universitario), sulla cui affidabilità nessuno è in grado di giurare e noi infatti non giuriamo (si può leggere tutto l’articolo sul sito del Corriere).

Non so se Capponi sia mai stato in Romania. Se ci è stato, non ha capito di certo nulla di ciò che lì accade, oppure non ha voluto capire. E non mi pare nemmeno che su tutta la cosiddetta questione dei rom, il giornalismo italiano abbia fatto il proprio dovere d’indagine e d’informazione.

Un articolo del 14 settembre, sempre sul Corriere della Sera (edizione romana), rivelava il risultato di un’indagine delle psicologhe di polizia sulla prostituzione. Titolo del pezzo: «Mi prostituisco e non mi lamento». Settantacinque “lucciole” intervistate e settantacinque “vite felici” di questo mestiere. Il problema è che grande evidenza si dava al dettaglio che tutte le signorine intervistate erano, guarda caso, romene.

Perché tutto questo evidentissimo accanimento contro i romeni? Ho l’impressione molto forte che certi articoli siano frutto d’una propaganda programmata con precisi scopi. Che cosa c’è dietro?

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3 commenti

  1. Nonostante tutto quello che ho visto e vissuto, mi meraviglio ancora oggi a che punto può arrivare l’idizia dell’essere umano. Siamo nel 2010 e ancor oggi giorno resistono certe idee malsane. Per fortuna che i fautori di certi comportamenti raramente passano oltre al linciaggio mediatico, che anche se bruttissimo é forse meno del linciaggio fatto nella 2 guerra mondiale. Come ho scritto a qualcuno, per fortuna che i (scusate il linguaggio) i coglioni non hanno i coglioni. altrimenti qui davvero torniamo all’età della pietra. Troppo potere in mano a certi media e a certi politici. Qui parlo di TUTTI i politici, che sia destra o sinistra, rubano tutti. E per non far vedere quanto rubano o che casini fanno, mettono zizzagna fra la gente, cosi sta occupata. Esempio lampante: L’insabiamento del massacro dell Colombine in america, coperto col bombardamento della serbia 😉

  2. Condivido il commento del Sig. Miksa. Ho il timore che nel ns. paese succederà qualcosa di molto grave. Troppe persone hanno perso e continueranno aperdere il posto di lavoro. Il caso Scazzi, usato dai media per volontà del potere, al fine di distrarre la massa da problemi troppo seri per non essere affrontati, è l’ennesimo tentativo mal riuscito. Ieri pomeriggio RAI e MEDIASET avevano lo stesso palinsesto: Sabrina è colpevole oppure no? Innocentisti e colpevolisti. Intanto il paese va a rotoli, la CGIL mobilita gli operai per lo sciopero generale e nessuno, si fa per dire, si accorge di quello che sta succedendo. Povera Italia e poveri Italiani.

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