AZERBAIGIAN: Sospese le lezioni all’Università del Libero Pensiero. Esiste ancora libertà d’espressione?

In seguito all’aggressione ai danni di uno dei leader del principale partito politico d’opposizione, avvenuta esattamente un mese fa nella regione del Nakhchivan, in Azerbaigian è stato da poco sferrato un ulteriore colpo alla già latente democrazia del paese. Da pochi giorni Baku ha infatti ufficialmente sospeso tutte le attività dell’unica vera università del paese dove vengono insegnati i fondamentali valori del rispetto e della democrazia.

Si tratta dell’Azad Fikir Universiteti (AFU), Università del Libero Pensiero, istituto indipendente finalizzato a un’educazione alternativa. Il progetto è operante dal 2009, per iniziativa del Movimento OL! (OL! Hərəkatı), in italiano “ESSERE!”, i quali membri si fanno portatori di valori come la modernità, la non-violenza e la tolleranza. L’istituto ha da sempre avuto l’obiettivo di inculcare nei suoi studenti un’adeguata educazione civica, che possa servire a comprendere appieno l’importanza dell’apprendimento di alcuni principi fondamentali come la libertà d’espressione e il rispetto per la democrazia. I giovani azeri vengono avviati verso la conoscenza di questi imprescindibili concetti attraverso lezioni interattive, frequentate da centinaia di studenti, e conferenze (dalla sua apertura ne sono state organizzate più di 200), in modo che essi possano creare un “mercato delle idee”, come suggerisce il sito stesso dell’Università.

La notizia della sua chiusura è stata diffusa da alcuni addetti ai lavori tramite Facebook, i quali hanno avvisato che tutte le lezioni sarebbero state sospese fino a tempo indefinito, in quanto le autorità avrebbero deciso di sigillare aule e uffici senza alcuna spiegazione preventiva e senza dare ulteriori spiegazioni a riguardo. Le autorità governative hanno invece dichiarato, in maniera un po’ generica, che il motivo di questa improvvisa chiusura sarà chiarito solo in seguito a un esame preliminare.

Non sono mancate le proteste a livello internazionale, con numerose organizzazioni come l’USAID (United States Agency for International Development) che hanno apertamente criticato questa decisione appoggiando l’università. Hanno inoltre espresso la loro solidarietà nei confronti dell’istituto le ambasciate inglese e statunitense a Baku, con l’ambasciatore di quest’ultima, Richard Morningstar, che si è detto preoccupato per la problematica situazione in cui versa il paese.

Alla base di questa improvvisa decisione sembrerebbe esserci la volontà del governo azero di voler imbavagliaread una istituzione ritenuta rischiosa, in quanto mira a formare liberi intellettuali che potrebbero, in un futuro prossimo, rappresentare un serio problema per il regime autoritario mascherato da repubblica democratica che da anni controlla il paese. Chiudere l’Università del Libero Pensiero sembra essere stata dunque una mossa politica atta a limitare la diffusione di concetti come la libertà d’espressione, che evidentemente il governo ritiene pericolosa. Con questa azione, Baku ha dimostrato di voler far ricadere sotto diretto controllo governativo l’intero settore dell’educazione, ostacolando ogni attività sociale dagli interessi divergenti da quelli del governo, come in ogni buona dittatura che si rispetti.

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Chi è Emanuele Cassano

Ha studiato Scienze Internazionali, con specializzazione in Studi Europei. Per East Journal si occupa di Caucaso, regione a cui si dedica da anni e dove ha trascorso numerosi soggiorni di studio e ricerca. Dal 2016 collabora con la rivista Osservatorio Balcani e Caucaso.

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2 commenti

  1. Domanda: da chi è (era) finanziato questo istituto?

    m.z.

  2. Emanuele Cassano

    Dovrebbe essere tutto organizzato dal Movimento OL!, che oltre all’Università gestisce anche altri tre progetti affini. Si tratta di una università “low cost”, in quanto molte lezioni sono multimediali (vengono infatti mostrati spesso video o registrazioni di conferenze) mentre molti relatori, sia locali che stranieri, vengono invitati dalla stessa università.

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