LETTONIA: Immigrazione e demografia, identità lettone a rischio?

La Lettonia è uno dei paesi con il peggior tasso di natalità in Europa. Per questo la minaccia di una forte immigrazione che cancelli l’identità nazionale lettone è molto forte. Lo afferma il demografo lettone Ilmārs Mežs.

Mežs sottolinea il fatto che la scarsa natalità e la costante diminuzione della popolazione lettone porteranno ad un fenomeno di immigrazione nel paese baltico molto ampio nel prossimo futuro, addirittura superiore a quello che si è registrato nel periodo sovietico. Questo rappresenterà una forte minaccia alla stessa sopravvivenza dei lettoni, che si ritroveranno in minoranza nel loro stesso paese.

Mežs sostiene di non essere affatto contrario all’immigrazione, ma ritiene necessario che questa sia bilanciata e sostenibile dalla popolazione lettone. Il demografo prevede che il boom dell’immigrazione in Lettonia si verificherà intorno al 2016 – 2017, anni in cui – secondo le stime del ministero dell’economia – la mancanza di forza lavoro nel paese baltico si farà particolarmente sentire.

I dati dimostrano che l’immigrazione in Lettonia sta già aumentando in questi anni, anche se ancora lentamente e con numeri irrisori rispetto ad altri paesi europei: nel 2011 sono entrati in Lettonia circa 7000 immigrati. Una parte erano in realtà già cittadini lettoni, ma circa 5000 sono stati gli immigrati con passaporto extra UE.

Questi numeri, che per un paese di media grandezza in Europa non sarebbero significativi, in Lettonia potrebbero col tempo diventare importanti e rompere l’equilibrio demografico. Mežs ha spesso richiamato l’attenzione della politica lettone sul problema demografico, sostenendo che il fattore più importante per salvare l’identità lettone è quello di stimolare le nuove nascite, più che attendere il rientro di una parte dei circa 200-300 mila lettoni emigrati in cerca di lavoro fuori dalla Lettonia negli ultimi venti anni.

Mentre la politica lettone sembra più propensa a considerare il rientro dei lettoni emigrati come un fattore risolutivo per la questione demografica del paese, Mežs ha spesso ritenuto questa prospettiva non molto realistica. L’unica salvezza per il demografo lettone sta dunque nella crescita della natalità interna, da favorire anche attraverso misure di sostegno alle famiglie e ai neo genitori.

Proprio nella generazione attuale dei 25-35enni, Mežs vede l’unica possibilità di riequilibrare una tendenza all’impoverimento demografico che potrebbe essere fatale per i lettoni in futuro. Secondo le stime attuali, infatti, fra cento anni i lettoni (esclusi gli immigrati) potrebbero essere appena mezzo milione. “Noi siamo come un paese che naviga su una piccola barchetta, sentiamo avvicinarsi un forte rumore che ci fa capire che ci stiamo avvicinando ad una profondissima cascata, ma non facciamo niente per non finirci dentro”.

Foto: Paolo Pantaleo

Chi è Paolo Pantaleo

Giornalista e traduttore, Firenze-Riga. Jau rīt es aiziešu vārdos kā mežā iet mežabrāļi

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