UNGHERIA: L'onda di fango rosso verso il Danubio, cronaca di un disastro ambientale

di Claudia Leporatti

da Economia.hu

L’onda di fango rosso di residui di allumina ha raggiunto l’affluente del Danubio, il Mosoni-Duna, con un contenuto alcalino ridotto rispetto a quello che da lunedì scorso ha ucciso i pesci del fiume Marcal, le cui acque scorrono vicine al luogo della fuoriuscita. Lo ha dichiarato Tibor Dobson, il portavoce del corpo di salvataggio, – la protezione civile ungherese – circa 500 persone che stanno lavorando senza sosta  ai soccorsi e alla pulizia del territorio. Per contenere i danni e salvare la zona contaminata dal disastro ecologico, occorre neutralizzare gli agenti inquinanti presenti nella melma rossa. Per far questo bisogna intervenire per equilibrare il Ph dei fiumi, spiega il sito della gestione catastrofi  del Ministero degli Interni,  ma potrebbe essere necessaria anche, ad emergenza rientrata,  la sostituzione del terreno contaminato, dopo aver asportato una quantità di almeno 10-15 cm di profondità. Oltre a centinaia di migliaia di metri cubi di terra, quindi, l’area dovrebbe poi essere anche rifornita di nuova vegetazione

I fanghi rossi sono arrivati, tramite il Marcal, al Rába prima e al Mosoni-Duna questa mattina, preoccupando tutto il mondo, dato che il Moson-Duna è un piccolo affluente del Danubio. Il portavoce Dobson ha spiegato in mattinata che, grazie alle misure di neutralizzazione avviate dalle autorità per le emergenze, il livello alcalino delle acque del Rába è sceso al di sotto del livello 10. Il livello normale si aggira intorno a 6-8, ma, secondo gli esperti citati da MTI,  al di sotto del 10 non ci sono rischi che il fango provochi ulteriori danni all’ambiente.  

La paura sta comunque crescendo. Già ieri l’Unione europea aveva espresso il timore di una contaminazione dell’ecosistema del Danubio, corso d’acqua che attraversa Croazia, Serbia, Romania, Bulgaria, Ucraina e Moldova prima di gettarsi nel Mar Nero.  Queste le direttrici lungo le quali stanno procedendo gli interventi dei soccorsi: la ricerca dei dispersi e il soccorso a persone e animali feriti, la chiusura e il controllo della falla all’origine dell’incidente, la pulizia di case e strade dal fango rosso, la protezione delle acque. Inoltre ci sono le indagini per stabilire le responsabilità della Magyar Alluminium, fabbrica da cui sono fuoriusciti i fanghi e  i risarcimenti da organizzare.  


Comunicato Associazione Europea Alluminio:

L’Associazione Europea Alluminio spiega in un comunicato che offre la sua assistenza all′Ungheria, nonostante il fatto che la fabbrica di Ajka non sia sua associata. Questo il comunicato dell’Associazione:

“Alla luce dell’incidente verificatosi in Ungheria lunedì 4 ottobre, che ha coinvolto un deposito di residuo di bauxite, la European Aluminium Association si è  impegnata a dare il proprio supporto nel valutare la situazione e le origini della tragedia. Al momento EAA non ha informazioni aggiuntive poichè l’Ajka Alumina Plant non è gestito da uno dei suoi associati. La nostra associazione è pronta a mettere a disposizione la propria esperienza se necessario.
EAA sottolinea che già esiste la EU Best Available Techniques Reference Note sui depositi di scarti minerari, e che essa fornisce indicazioni chiare su come costruire e mantenere in efficienza i depositi di residuo di bauxite. Tali depositi sono operativi da molto tempo senza aver registrato fino ad ora alcun incidente di questo tipo.
Il nostro pensiero va alle famiglie delle vittime in Ungheria. L’industria dell’alluminio vuole capire le cause esatte di questo incidente in modo da adottare le misure di sicurezza necessarie per evitare che questi eventi senza precedenti si verifichino ancora, ha detto Patrick de Schrynmakers, Segretario Generale EAA.”

 

Chi è Claudia Leporatti

Giornalista, è direttore responsabile del giornale online Economia.hu, il principale magazine in italiano sull'economia ungherese e i rapporti Ungheria-Italia, edito da ITL Group. Offre tour guidati di Budapest in italiano e inglese. Parla inglese e ungherese, ma resta una persona molto difficile da capire. Scrive racconti e sta lavorando (o pensando) al suo primo romanzo. Nata a Bagno a Ripoli (Firenze) senza alcuna ragione, vive a Budapest, per lo stesso motivo.

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