UNGHERIA: Jobbik contro Rom, o viceversa?

Scontro di manifestazioni a Miskolc, in Ungheria nord-orientale, dove al corteo dei sostenitori del partito Jobbik si è opposta parte della comunità rom locale, riunita in una marcia nel centro della città e a dir poco indignata dopo una lunga serie di soprusi attribuiti proprio alla formazione di destra. Nel corso della giornata non sono stati riportati episodi di violenza.
Hanno voluto la prima parola: alcune centinaia di rom abitanti del posto hanno organizzato nella giornata di mercoledì una contro-protesta qualche ora prima del ritrovo “anti-gipsy” preannunciato da Jobbik, che, nella sua lotta ai Rom, agisce con particolare veemenza nei centri minori della nazione. Significativa l’incertezza delle fonti sul numero dei partecipanti al corteo rom: 1000 secondo Reuters, circa 600 stando alla BBC, appena 300 nel comunicato dell’agenzia di stampa magiara MTI (ricordiamo che in Ungheria lo stato controlla il sistema dei media). Aldilà della quantità colpisce la disperazione di chi manifesta e rigetta le accuse di criminalità (il famoso gipsy crimeoggetto del manifesto politico di Jobbik), denunciando tra l’altro disoccupazione e disagio sociale. “Non posso più vivere in questo posto in simili condizioni” afferma un 25enne disoccupato citato dalla Reuters. Il corteo di Jobbik avrebbe invece contato tra i 400 e i 550 sostenitori.

Jobbik li vorrebbe fuori dal paese

Entrambe le parti hanno messo in chiaro le loro argomentazioni, ma quelle di Jobbik, il partito di estrema destra in parlamento con 46 seggi su 386, sono decisamente inaccettabili da una democrazia, oltre che dall’Unione Europea. Questa volta a riaccendere le proteste del partito nazionalista sono stati gli ultimi tagli al bilancio statale comunicati da Budapest: simili riduzioni del budget, sostiene Jobbik, non lasciano alla sicurezza pubblica risorse sufficienti a coprire l’intero territorio nazionale, lasciando scoperte zone distanti dal centro come quella di Miskolc. La cittadina, quarta del paese per dimensione, conta circa 170mila abitanti.

L’Housing Program socialista per l’integrazione dei rom in Ungheria

In questa regione, pochi anni fa, il governo socialista di Ferenc Gyurcsány assegnò abitazioni popolari ai cittadini Rom nell’ambito del cosiddetto “Housing Program“. Tra le municipalità interessate quella della collina di Avas, cuore di Miskolc, dove si trasferirono alcune migliaia di rom. Jobbik denuncia, oltre al piano di aiuti in sé, il fatto che le famiglie beneficiarie abbiano abusato dell’agevolazione sovra-occupando gli appartamenti, dove vivrebbero stipati e in condizioni igieniche insalubri. Il portavoce della minoranza zigana Gábor Váradi ha definito la contestazione di pochi giorni fa “una marcia per la patria e per la democrazia”, ricordando i vari casi di discriminazione subiti e la diffusa tendenza a incolpare la sua etnia per qualsiasi problema, “dai piccoli crimini alla spazzatura nelle strade”.

Il sindaco di Miskolc da parte sua ha commentato con pacatezza che entrambe le iniziative strumentalizzano politicamente la questione dei rom e che la causa dello scontento è da ricercarsi nell’alta concentrazione di questa etnia nella collinetta della città, dove il precedente governo ha assegnato abitazioni a famiglie che non hanno fatto il minimo sforzo per trovare lavoro e integrarsi. Questa è tra l’altro una delle maggiori ragioni a sostegno del sentimento anti-rom presente in Ungheria. “A Miskolc ci sono sempre stati pace e ordine e così continuerà a essere” ha chiosato il primo cittadino. Respinge le accuse di razzismo il leader di Jobbik, Gábor Vona: “Jobbik aiuterà chiunque voglia costruire l’Ungheria, a prescindere dal suo colore. Ma – ha continuato con tono poco conciliante – ci opporremo contro coloro che la distruggono e non li lasceremo stare!”.

Chi è Claudia Leporatti

Giornalista, è direttore responsabile del giornale online Economia.hu, il principale magazine in italiano sull'economia ungherese e i rapporti Ungheria-Italia, edito da ITL Group. Offre tour guidati di Budapest in italiano e inglese. Parla inglese e ungherese, ma resta una persona molto difficile da capire. Scrive racconti e sta lavorando (o pensando) al suo primo romanzo. Nata a Bagno a Ripoli (Firenze) senza alcuna ragione, vive a Budapest, per lo stesso motivo.

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