UCRAINA: Lesya Ukrayinka, una giovane donna nel panteistico romanticismo ucraino

RUBRICAUcraina in pillole

(cultura)

L come Lesya Ukrayinka

La critica ufficiale sovietica l’aveva definita “poetessa della democrazia rivoluzionaria” e “cantautrice della lotta popolare”, oggi grazie alla rivisitazione fatta da Lina Kostenko alla fine degli anni ‘80, Lesya Ukrayinka viene considerata non solo la capostipite del Modernismo ucraino in ambito letterario, ma una vera e propria icona dell’Ucraina indipendente. Tant’è che la Banca Centrale Ucraina nel maggio 2001 ha deciso di omaggiarla emettendo banconote da 200 hryvni con la sua effige.

Nata nel 1871 a Novohrad-Volynsky da una famiglia di grandi tradizioni culturali – suo zio Mykhailo Drahomanov, nobile di origine cosacca strenuo difensore delle radici europee dell’Ucraina, fu uno degli intellettuali più importanti dell’Ottocento slavo – Larysa Kosach (Lesya Ukrayinka è uno pseudonimo che significa Foresta Ucraina) trascorre gli anni della sua formazione a Lutsk.
Malata sin da piccola di tubercolosi e quindi impossibilitata a seguire un regolare corso di studi, riceve un’eccellente istruzione in casa imparando più di dieci lingue e interessandosi sin da giovanissima di arte, letteratura e filosofia. A soli tredici anni, incoraggiata dalla madre, la poetessa e prosatrice Olena Pchilka, sorella di Drahomanov, inizia a pubblicare.

Alla fine degli anni ’80 lascia la casa di Lutsk e si trasferisce a Kyiv. In quel periodo, dopo aver pubblicato per una casa editrice di Leopoli la raccolta poetica Na krylach pisen (Sulle ali delle canzoni), traduce Dante, Shakespeare, Byron, Hugo, Turgenev, frammenti dell’Odissea di Omero, inni indiani, antica poesia egizia e inizia a scrivere prosa. Nel biennio 1894-1895 Lesya Ukrayinka è ospite dello zio Drahomanov in Bulgaria dove frequenta emigrati politici e approfondisce la conoscenza di molta letteratura messa all’indice dal regime zarista. In questi anni, a causa della radicalità delle sue posizioni politiche e dell’amicizia con Ivan Franko, subisce continue perquisizioni da parte della polizia. Nell’ultimo decennio della sua attività, prima della prematura scomparsa, avvenuta nel 1913 a soli 42 anni, la Ukrayinka si dedicherà quasi esclusivamente alla drammaturgia.

La sua opera più famosa Lisova pisnya (Canto del bosco) è un dramma in cui l’autrice rievoca la natia Volinia attraverso la storia d’amore tra Mavka, una driade ucraina, figlia del vecchio spirito del bosco Lysovyk, e Lukash, un comune mortale. Un dramma intriso di quel panteismo, tipico della cultura ucraina, da cui prenderà le mosse la stessa Lina Kostenko, poetessa e scrittrice contemporanea considerata oggi la sua più autorevole erede.

Tanti i monumenti eretti in suo onore anche in Canada e in Georgia. In Ucraina ci sono ben sei musei dedicati a Lesya Ukrayinka. Quello di Kyiv si trova al civico 97 di via Saksahanskoho, non troppo distante dal Giardino Botanico della capitale.

Chi è Massimiliano Di Pasquale

laurea alla Bocconi in Economia Aziendale, ha lavorato a Londra come consulente di marketing, per imprese americane e inglesi, nel settore tecnologico. Tornato in Italia si dedica alla cultura, lavorando come consulente e scrittore freelance. E' è membro dell’AISU, Associazione Italiana di Studi Ucraini e scrive di politica internazionale sulle pagine di diversi quotidiani nazionali. Nel giugno 2007, con un’intervista all’allora Presidente ucraino Viktor Yushchenko, inizia la sua collaborazione con East, bimestrale di geopolitica sull’est dell’Europa e del mondo. Ha pubblicato il libro fotografico "In Ucraina, immagini per un diario" (2010) e "Ucraina, terra di confine" (2013).

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