Hemon, storia di uno scrittore bosniaco (rifugiato) a Chicago

di Andrea Monti

da BalcaNews

“So di avere le carte in regola per presentarmi come un esempio di sogno americano realizzato. E sono grato all’America per molte delle cose che mi ha dato. Ma so anche che è più complicato di così, perché la mia storia è costellata di perdite che non si accordano alla morale del lieto fine”. Aleksandar Hemon è nato a Sarajevo 46 anni fa. Da dieci è cittadino americano. Da diciotto vive negli Stati Uniti. Negli States era arrivato come turista. Ma la guerra ha stravolto la sua vita.

Nel 1992 Hemon era un giornalista bosniaco con un inglese incerto. Oggi è uno scrittore (in lingua anglosassone) famoso in tutto il mondo. In Italia sono stati pubblicati la raccolta di racconti Spie di Dio (2000) e i romanzi Nowhere man (2004) e Il progetto Lazarus (2010). “Quando sono arrivato in America, mi sono dato cinque anni per riuscire a scrivere il mio primo racconto in inglese. Ce l’ho fatta dopo tre”, racconta al Corriere della Sera.

A 28 anni, Aleksandar è rimasto bloccato negli Stati Uniti dallo scoppio del conflitto jugoslavo. “Non ero certo venuto per restare. Mi sono chiesto: e adesso cosa faccio?” La risposta non tarda ad arrivare. Nel corso degli anni Hemon si impegna come attivista di Greenpeace, gira in bicicletta per le strade di Chicago come corriere, lavora come libraio, studia la letteratura (e la lingua) inglese. Intanto scrive. Nel 1995 la rivista letteraria Triquarterly pubblica il suo primo racconto, “La vita e il lavoro di Alphonse Kauders”. Nel 1999 un suo scritto viene ospitato dalle pagine del New Yorker. Un anno dopo esce il suo primo libro, The question of Bruno.

Nelle opere di Hemon ricorre sempre l’episodio decisivo della sua vita: quel giorno del febbraio 1992 in cui telefonò in Bosnia e seppe della tragedia che non gli avrebbe più permesso di tornare indietro. Ne Il progetto Lazarus, appena uscito in Italia, il suo alter ego è Vladimir Brik, giovane scrittore rifugiato, che torna in patria con un amico reporter. Come Aleksandar, Vladimir è arrivato negli Stati Uniti poco prima dello scoppio delle guerre balcaniche. Oggi anche Hemon può tornare liberamente in ex Jugoslavia. Ma il Paese che ha lasciato non è più quello di diciotto anni fa.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

Leggi anche

governo

BOSNIA: A un anno dalle elezioni finalmente un governo

In Bosnia, ad oltre un anno dalle elezioni, sarà il serbo-bosniaco Zoran Tegeltija il Presidente del Consiglio dei Ministri incaricato di formare il nuovo governo bosniaco. Sembra dunque risolta una situazione che ha paralizzato il paese ritardandone le indispensabili riforme. Tutti vincitori?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: