Celebration di Bruno Ankovic si inserisce in un cinema croato sempre più consolidato a livello internazionale.

CINEMA: Celebration di Bruno Ankovic al Karlovy Vary Film Festival

Celebration di Bruno Ankovic si inserisce in un cinema croato sempre più consolidato a livello internazionale.

Una storia a frammenti, tra il 1926 ed il 1945, che va a completarsi solo nella conclusione: in Celebration, il titolo compare a un’ora dall’inizio del film, della durata complessiva di 86 minuti: non è altro che l’epilogo, l’immagine conclusiva che da il significato al resto dell’opera.

Al centro del film, Mijo, un ragazzo che cresce nelle montagne dell’entroterra croata., un ambiente quasi isolato dal mondo esterno, in cui i meccanismi della grande Storia sembrano lontani ed incomprensibili. Fin da subito Ankovic riesce ad implementare la bellezza del paesaggio nel suo racconto in modo sapiente, uno degli aspetti di certo di maggior lustro del film.

Un film con ritmi molto lenti, senza speranze, un’atmosfera spesso percepita in opere dell’Europa centro-orientale, e che si coniuga bene con la durata breve dell’opera.

La cronologia non-lineare, la mancanza di un contesto chiaro permette a Celebration di illudere, confondere lo spettatore, fino alla rivelazione nella scena finale, che esplicita finalmente il tema: l’ascesa degli Ustascia e delle ideologie di estrema destra, le conseguenze e le cause, nascoste in modo sottile nei vari episodi. Una rivelazione che comporta anche una sensazione di profondo disagio per lo spettatore, fino ad allora legato emotivamente al percorso emotivo del protagonista, e che scopre alla fine essere in una direzione eufemisticamente problematica.

In Celebration c’è un accorgimento narrativo che riesce a scuotere lo spettatore meglio di molte opere che hanno trattato in modi più aperti questo tema, e al contempo è un film che ha tutti i migliori pregi della narrazione filmica.

Negli ultimi anni, spesso si sono viste emrgere opere di cinema croato importanti – sempre quest’anno a vincere la Palma d’Oro al miglior cortometraggio è stato Nebojša Slijepčević.

In concorso al Karlovy Vary Film Festival, Celebration è un’altra delle tante opere interessanti presentate al festival ceco.

Chi è Viktor Toth

Cinefilo focalizzato in particolare sul cinema dell'est, di cui scrive per East Journal, prima testata a cui collabora, aspirante regista. Recentemente laureato in Lingue e Letterature Straniere all'Università di Trieste, ha inoltre curato le riprese ed il montaggio per alcuni servizi dal confine ungherese-ucraino per il Telefriuli ed il TG Regionale RAI del Friuli-Venezia Giulia.

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