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GRECIA: Vandalizzato ancora il memoriale dell’Olocausto a Salonicco

Il memoriale all’Olocausto presso il campus dell’Università Aristotele di Salonicco (AUT), che commemora un cimitero ebraico distrutto dai nazisti nel 1942, è stato nuovamente preso di mira da vandali giovedì 29 dicembre.

Gli autori hanno spruzzato una svastica rossa sulla targa commemorativa centrale in marmo che simboleggia il cimitero e una croce celtica (simbolo fascista) su una dedica marmorea del Monumento. Il Comitato centrale delle comunità ebraiche in Grecia (KIS) ha diffuso una foto giovedì 29 dicembre.

E’ almeno la quarta volta dal 2014 che il monumento viene deturpato. Nel 2019, ignoti hanno frantumato le lastre di marmo con scritte in ebraico, mentre nel luglio 2018 una svastica è stata dipinta a spruzzo sul monumento.

Le reazioni al vandalismo

“Questo atto è un insulto al Monumento che commemora i 50.000 ebrei di Salonicco sterminati nei campi nazisti e collega l’immagine moderna della zona con la sua storia ricordando a tutti l’esistenza, per secoli, dell’antico Cimitero Ebraico che fu distrutto dai nazisti e dai loro collaboratori nel 1942″, ha dichiarato la Comunità ebraica di Salonicco in un comunicato. “L’atto immorale di imprimere svastiche e altri simboli associati all’ideologia nazista sui marmi del monumento è anche la più grande mancanza di rispetto e insulto all’Università Aristotele di Salonicco, un luogo di educazione, formazione del carattere e della coscienza”, ha aggiunto.

Il Comitato centrale delle comunità ebraiche in Grecia (KIS) ha descritto come “orribile” l’ultimo vandalismo: “con la macchia dell’orribile svastica nazista e un graffito di ispirazione fascista salutiamo il 2022, anno durante il quale in Grecia non sono stati registrati episodi di vandalismo ai danni di siti ebraici. Condanniamo l’atto empio dei vandali, seguaci dell’intolleranza e dell’antisemitismo che esprimono il loro odio e il loro fanatismo attraverso la profanazione della memoria degli ebrei di Salonicco. Tolleranza zero contro l’antisemitismo!“.

Il ministero degli esteri greco ha condannato l’atto: “Lo Stato e la società greca respingono totalmente qualsiasi atto di razzismo, intolleranza e antisemitismo ovunque possa essere compiuto. Tanto più quando tali atti si verificano in una città che ha pianto 50.000 membri della sua storica comunità ebraica, nostri compatrioti, che sono diventati vittime durante l’Olocausto sotto il nazismo, solo perché erano ebrei. Non ci può essere tolleranza per tali azioni illegali e immorali”.

Anche l’ambasciata americana ad Atene ha condannato il vandalismo. In una dichiarazione l’ambasciatore George Tsunis ha affermato che “questo atto irragionevole profana le vite e la preziosa memoria dei 50.000 ebrei di Salonicco, assassinati dai nazisti durante l’Olocausto.”

Il neonazismo in Grecia

La decade dell’odio” sono stati soprannominati gli anni 2010, segnati in Grecia dall’ascesa e declino del partito neonazista Alba Dorata. Il numero due e ideologo del partito, Christos Pappas, era stato arrestato nel luglio 2021, dopo 8 mesi di latitanza, dopo la condanna13 anni di carcere insieme ad altri 37 membri del partito per aver costituito un’organizzazione criminale, oltre che per omicidio, aggressione e possesso illegale di armi. Tra questi, il leader del partito Nikolaos Michaloliakos. Anche l’ex eurodeputato Ioannis Lagos è stato estradato dal Belgio in Grecia a maggio 2021, dopo la revoca dell’immunità parlamentare. Il processo d’appello ha avuto inizio a luglio 2022.

Nel frattempo, l’ideologia neonazista di quello che fu, brevemente, il terzo partito del parlamento greco, continua a farsi presente in atti criminali come il vandalismo contro il memoriale della Shoah a Salonicco.

Il memoriale del cimitero ebraico

Lo storico cimitero ebraico di Salonicco – la più antica necropoli ebraica del Mediterraneo – data alla prima epoca romana. Comprendeva oltre 300.000 tombe, ma ben poche lapidi sono sopravvissute all’assalto nazista del 1942. Su parte delle sue rovine è sorto il campus dell’Università Aristotele di Salonicco.

Nel 2014, in ricordo del cimitero ebraico distrutto, l’Università e la comunità ebraica di Salonicco hanno eretto un semplice monumento sotto forma di una scultura in bronzo, e una composizione di lastre marmoree provenienti dalle tombe profanate. Il memoriale è stato creato dall’architetto Konstantinos Lentaris. La menorah e la stella di David posizionate di traverso simboleggiano la distruzione dell’antica comunità.

Salonicco, “madre de Israel

Oggi la comunità ebraica in città non supera le mille persone. Ma durante l’ottocento, la Salonicco ottomana era l’unica città d’Europa a maggioranza ebraica. La comunità ebraica della città era principalmente sefardita, erede degli ebrei espulsi dalla penisola iberica nel 1492, sebbene comprendesse anche una pre-esistente comunità di romanioti di lingua giudeo-greca.

Per 450 anni, la città fu il più importante centro dell’ebraismo sefardita e della comunità di lingua ladina (giudeo-spagnola) – Selanik era nota come “fiore dei Balcani” e “madre de Israel“. Arrivati a contare fino a 90.000 persone attorno al 1900, la comunità ebraica declinò nei decenni successivi con il passaggio della città sotto il controllo della Grecia nel 1912, e il devastante incendio del 1917 che lasciò oltre 50.000 persone senza un tetto.

Ma fu l’Olocausto a darvi il colpo finale. Tra marzo e agosto 1943, 49.000 ebrei di Salonicco vennero deportati e uccisi ad Auschwitz-Birkenau, dopo il più lungo trasporto in treno di tutta la “soluzione finale”. Meno di 2.000 di loro sopravvisse.

Gli archivi della Comunità ebraica, trafugati dai nazisti, furono portati dai sovietici fino a Mosca. Un accordo tra Russia e Grecia per la loro restituzione è stato trovato solo a inizio 2022.

  • Per approfondire: leggi Salonicco, madre di Israele, di Dr Lena Molho

Foto: greece-is.com

Chi è Andrea Zambelli

Andrea Zambelli è uno pseudonimo collettivo usato da vari membri della redazione di East Journal.

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