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POLONIA: Un muro per isolarsi da Kaliningrad?

Nei giorni scorsi il Ministro della difesa polacco, Mariusz Błaszczak, aveva preannunciato l’inizio dei lavori per innalzare un muro al confine con il territorio russo di Kaliningrad: più di 200 km. giustificati, a suo dire, dall’intensificazione dei collegamenti tra l’aeroporto di Kaliningrad, Africa e Medio Oriente. La Polonia teme, in sostanza, il ripetersi di una situazione analoga a quella col confine bielorusso, dove Lukashenko ha convogliato (e convoglia) migliaia di profughi per soffiare sul fuoco di una crisi umanitaria e internazionale. Anche lungo i confini con la Bielorussia è stato eretto un muro (186 km.), che però, oltre a denunciare tutte le incongruenze e le debolezze europee sul tema, non ferma l’attraversamento dei profughi, né la morte di molti di loro in circostanze tragiche. Di recente, è stato ritrovato il corpo di un cittadino sudanese di 21 anni in un affluente del fiume Nemunas.

Jarosław Kaczyński, presidente del partito forte (il PiS) all’interno della maggioranza di governo, è tornato sull’argomento in queste ore, rilanciando l’ipotesi della costruzione di un muro forse anche più imponente di quello costruito lungo il confine bielorusso: “In breve, dobbiamo difenderci. Al momento, varie persone provenienti dal Medio Oriente stanno entrando nell’enclave di Kaliningrad ed esiste il pericolo concreto che vengano utilizzate come accaduto sul confine polacco-bielorusso. Certe decisioni vanno adottate perché c’è una guerra in corso, la quale viene combattuta con metodi anche molto diversi tra loro”, ha detto Kaczyński.

La costruzione di una barriera temporanea di filo spinato, alta 2,5 metri e profonda 3, è iniziata mercoledì scorso nel comune di Gołdap e, secondo gli annunci del Ministero della difesa, necessiterà di un mese per essere completata. Dovranno essere installati, inoltre, dei dispositivi per consentire la sorveglianza elettronica delle frontiere. Incalzato sul bisogno di un maggior numero di soldati nell’area confinante con il territorio di Kaliningrad, Kaczyński ha detto: “Questo è un luogo che potremmo definire strategico. Tuttavia, al momento le forze russe del distretto di Kaliningrad sono molto ridotte, poiché sono state trasferite per la gran parte, presumibilmente due terzi, alcuni dicono anche per l’80 per cento, sul fronte ucraino”.

 

Chi è Alessandro Ajres

Alessandro Ajres (1974) si è laureato all’Università di Torino con una tesi su Gustaw Herling-Grudziński, specializzandosi nello studio della lingua e letteratura polacca. Nel 2004 ha conseguito il dottorato di ricerca in Slavistica con un lavoro sull’Avanguardia di Cracovia, da cui scaturirà poi il volume Avanguardie in movimento. Polonia 1917-1923 (Libria 2013). Attualmente è professore a contratto di Lingua Polacca all’Università di Torino.

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