La figura di Ross Daly e i 40 anni del progetto “Labyrinth”

I seminari musicali del Progetto Labyrinth, nati a Creta quarant’anni fa attorno alla figura di Ross Daly, hanno contribuito a sensibilizzare e formare giovani di ogni nazionalità sugli strumenti e i linguaggi musicali del Mediterraneo orientale.
Ma qual è la loro genesi e il conseguente sviluppo?

Facciamo un passo indietro

Per raccontare il progetto non si può prescindere dal suo ideatore e fondatore, il musicista anglo-irlandese Ross Daly, che prima ha contribuito in maniera significativa a dare forma al revival della musica tradizionale (Paradosiaká), nella Grecia degli anni Ottanta e Novanta, finendo poi per dare vita ad un vero e proprio nuovo approccio compositivo, performativo e didattico, orientato alla musica modale contemporanea.

Alle origini di questo percorso, come nelle migliori storie, c’è una sorta di “viaggio iniziatico” e quasi mitico attraverso l’Asia Centrale, il Vicino Oriente e l’India, compiuto da Daly negli anni Settanta, che lo mise in contatto con i maestri delle rispettive tradizioni. Per finire ai primi anni Ottanta, quando il musicista trentenne arrivò nell’isola di Creta, interessato alla musica locale: nonostante la formazione cosmopolita e la successiva carriera internazionale, sarà proprio qui che si stabilirà nei successivi quarant’anni, in un piccolo villaggio sulle colline a sud di Iraklion, confermando in qualche modo la propria natura e vocazione glocale.

Lo sguardo verso Oriente

È proprio da una prospettiva così “periferica”, da un’isola così orgogliosamente legata alle proprie tradizioni, che Daly riesce in un’operazione per nulla scontata, particolarmente in un periodo in cui la Grecia andava ridefinendo la propria identità culturale contemporanea, pochi anni dopo la dittatura dei colonelli e dopo l’esplosione della questione di Cipro.

Grazie ad uno “sguardo esterno” e internazionale, all’autentica passione per lo studio delle tradizioni musicali orientali e – non ultimo – alla sua abilità di polistrumentista, egli contribuisce a pieno titolo a riportare l’attenzione della musica greca verso Est, indirizzando la propria ricerca a quel crogiolo multiculturale che furono l’Asia Minore e il Levante ottomani. Nel fare questo, riesce in ciò altrove era parso impossibile: sostenere e dimostrare nei fatti l’affinità, la parentela, la “somiglianza di famiglia” dei linguaggi musicali del Mediterraneo orientale, al di là di ogni confine e nazionalismo. Sarà in questo modo che nei suoi dischi compariranno fin da subito liuti e salteri orientali, di chiara provenienza microasiatica, ma addirittura strumenti persiani e indiani, a sottolineare la prospettiva trasversale e l’approccio decisamente creativo, non strettamente filologico.

Anche se l’operazione appare in linea con coeve “contaminazioni” della world music, in questo caso la ricerca è mossa e motivata dalle affinità concrete tra le grammatiche musicali delle tradizioni musicali evocate, tutte fondate su sistemi modali con moltissimi rimandi ed elementi comuni. Il risultato è uno stile molto riconoscibile, profondamento radicato negli elementi condivisi dai linguaggi musicali del Mediterraneo orientale e dell’Asia centrale, eppure dotato di una propria originalità, caratterizzato com’è da una sua compostezza classica – ispirata al repertorio colto ottomano – e da un’atmosfera ipnotica, a tratti decisamente spirituale e mistica.

Musicisti e formatori

Fin qui abbiamo tracciato brevemente le linee essenziali della carriera artistica di Ross Daly, come studioso delle tradizioni musicali orientali prima, come performer e come compositore di nuova musica di ispirazione modale poi. Ma il ruolo – forse ancora più decisivo – da lui giocato negli anni è quello di ideatore, fondatore e organizzatore del progetto “Labyrinth”. Diversamente da tanti artisti, concentrati prevalentemente o esclusivamente sulla dimensione performativa, Daly ha fatto suo fin dal principio un intento divulgativo e didattico: essendosi formato egli stesso attraverso “le fonti”, che nelle tradizioni orali sono incarnate dai musicisti attivi, ha pensato di offrire luogo ed occasione perché questo incontro tra allievi e maestri si rendesse possibile e agevole.

Ecco quindi nascere il primo nucleo di Labyrinth/Lavýrinthos, cresciuto negli anni fino a diventare un progetto permanente e in rete di seminari didattici, rivolti a musicisti di ogni provenienza e tenuti da maestri d’eccellenza, virtuosi del proprio strumento e profondi conoscitori dei rispettivi stili, repertori, linguaggi.

Un’idea felice e fertile che, pur non potendosi sostituire alla ricerca individuale e allo studio “sul campo”, ha contribuito a far conoscere il ricchissimo mondo delle tradizioni musicali orientali, avvicinando giovani d’ogni nazionalità e di diversa formazione a strumenti e repertori più o meno lontani.

Ed è così che la sera dello scorso 11 luglio, nell’affascinante cornice del teatro di Erode Attico, sulle pendici meridionali dell’Acropoli di Atene, ha avuto luogo il concerto “Ross Daly — 40 Years of Labyrinth”, che celebrava il quarantennale della fondazione del Progetto, con Daly e più di venti musicisti-collaboratori ospiti sul palco. Come non gioire di un traguardo così importante?

foto: facebook.com/labyrinthmusicalworkshop

Chi è Sergio Pugnalin

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