BULGARIA: Approvato il piano per l’ingresso nell’euro dal 2024

Il governo di Sofia adotta un piano per porta la Bulgaria nell’euro dal 2024, ma non tutta la maggioranza è convinta

Il governo guidato da Kiril Petkov vuole tirare diritto: nonostante lo scetticismo di una parte della maggioranza, venerdì l’esecutivo di Sofia ha approvato un piano per l’adozione dell’euro da parte della Bulgaria a partire dal primo gennaio 2024. Un traguardo al quale tuttavia i bulgari non guardano con eccessiva fiducia, almeno stando a un recente sondaggio che vedeva di poco superiore la fetta di popolazione che ritiene i vantaggi superiori agli svantaggi.

L’ottimismo del ministro Vassilev

“Il piano fornisce una chiara tempistica alle banche e agli altri istituti di pagamento su come sarà adottato l’euro: è solo un primo passo tecnico”: queste le parole del ministro delle Finanze Assen Vassilev, per il quale ormai il dado è tratto: “La Bulgaria di fatto ha già adottato l’euro. Tecnicamente sta andando abbastanza bene, quindi pensiamo che non ci saranno problemi”, ha dichiarato alla Reuters il ministro.

Vassilev ha sottolineando che con l’ingresso nell’eurozona “ci sono due grandi vantaggi: il costo delle attività commerciali che diminuirà e la fiducia degli investitori, che quando si fa parte dell’euro si sentono molto più a loro agio”. Oggi la Bulgaria rispetta tutti i parametri richiesti, eccezion fatta per l’inflazione, che ha risentito soprattutto dell’impennata dei prezzi dell’energia. Un parametro che, secondo Vassilev, sarà rimesso in linea nel corso dei prossimi mesi.

Perplessità nella maggioranza

Non tutti sono però convintissimi della bontà del piano nella coalizione di governo in carica da fine 2021, che ha preso in mano il Paese dopo ben tre tornate elettorale in meno di un anno. L’alleanza guidata dal premier Petkov è formata da socialisti, C’è un popolo così (Itn), Bulgaria democratica e Continuiamo il cambiamento, il partito fondato nel 2021 da Petkov e Vassilev, che ha 67 dei 134 seggi che sostengono la maggioranza in parlamento.

I più scettici sono i socialisti e Itn, rispettivamente 26 e 25 parlamentari, comunque favorevoli all’ingresso nell’eurozona. Secondo le due forze di governo, manca un’analisi della banca centrale sull’impatto dell’euro sui redditi delle persone e sull’economia nel suo insieme. Per il ministro socialista dell’Economia Kornelia Ninova “è chiaro che adotteremo l’euro”, ma “dobbiamo prendere una decisione informata e ragionevole, e quella di oggi non è tale”.

L’euro negli ex Paesi socialisti

Se tutto va bene, la Bulgaria sarà il quinto Paese che ha fatto parte del Patto di Varsavia ad adottare la moneta unica, nonché il primo uscito “intero” dal blocco sovietico. Dell’eurozona infatti oggi fanno parte Estonia (dal 2011), Lettonia (2014) e Lituania (2015) che fino al 1991 erano inglobate nell’Urss, la Slovacchia (2009) che si è scissa dalla Repubblica Ceca nel 1993. L’euro è moneta corrente in tre zone dell’ex Jugoslavia: oltre alla Slovenia, lo hanno adottato unilateralmente anche Montenegro e Cossovo.

Un evento atteso dal 2012

Molto ottimisticamente, i bulgari avevano ipotizzato l’ingresso nell’eurozona una decina di anni fa. All’epoca i criteri economici richiesti non vennero soddisfatti, e l’obiettivo slittò al 2015, ma venne nuovamente mancato. Nel luglio 2020 è però arrivata, contemporaneamente alla Croazia, l’adesione all’Erm II, il meccanismo di cambio europeo che ha lo scopo di ridurre la variabilità del tasso di cambio per raggiungere la stabilità monetaria.

Sulle monete il kahn che marciò su Costantinopoli

A lasciare il lev, moneta nazionale da oltre 140 anni, e a mettersi in tasca l’euro, i bulgari ci avevano comunque pensato da subito. Una consultazione popolare nel 2008, appena un anno dopo l’ingresso nell’Unione europea, aveva scelto la faccia nazionale della moneta europea: la spuntò il Cavaliere di Madara, bassorilievo scolpito all’inizio dell’VIII secolo nella roccia dell’altopiano di Madara, nel nord-est del paese. La scultura, realizzata a 23 metri dal suolo, rappresenterebbe il khan Tervel nell’atto di conficcare una lancia su un leone.

Chi è Andrea Rapino

Nato nel 1973 a Lanciano, in Abruzzo, dove vive e lavora come giornalista professionista, si è laureato in Storia a Bologna con una tesi sulla letteratura serba medievale, e ha frequentato la scuola di giornalismo dell'Università di Roma - Tor Vergata. Si occupa di cronaca, sport e cultura per diverse testate locali. Ha iniziato a scrivere per East Journal dal dicembre 2021.

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