BULGARIA: Nuova sconfitta per Borisov, pronostici capovolti

Da Sofia Nella giornata di domenica 14 novembre i cittadini bulgari in patria e all’estero sono stati chiamati per la terza volta alle urne, allo scopo di eleggere il nuovo parlamento e rinnovare la carica presidenziale. L’affluenza media registrata dalla Commissione elettorale centrale (TSIK) è stata estremamente bassa, di una decina di punti al di sotto del 50%. Dopo lo scrutinio di circa l’80% dei voti, appare evidente la vittoria della neoformazione “Continuiamo il cambiamento” (PP) guidata dai due ex ministri Kiril Petkov e Asen Vasiliev, che ha superato GERB del premier uscente Boyko Borisov capovolgendo i pronostici prospettati dai sondaggi.

Petkov e Vasiliev hanno infatti ottenuto il 25,3% delle preferenze, catalizzando la delusione e il malcontento dei bulgari che alle tornate precedenti si erano schierati con il cantante e showman Slavi Trifonov e il suo “C’è un popolo così” (ITN) e una parte degli elettori di “Bulgaria Democratica” (DB), la coalizione guidata da Hristo Ivanov. Quest’ultimo si è dimesso lunedì pomeriggio a seguito del bassissimo risultato ottenuto (5%). “Continuiamo il cambiamento” vede uniti la sezione bulgara del partito progressista Volt, la formazione europeista “Classe media europea” (SEK) e i socialdemocratici (PDS). Schierata a sostegno del presidente uscente Rumen Radev, punta allo sviluppo socio-economico della Bulgaria “senza corruzione e con competenza su tutti livelli”.

GERB rimane fermo a qualche punto di distanza con il 22,4%. Al terzo posto si piazza il partito della minoranza turca “Movimento dei Diritti e delle Libertà” (DPS) che ha ottenuto oltre il 40% della diaspora bulgara, arrivando al 13,6%. I socialisti (BSP) di Kornelija Ninova e il progetto di Trifonov precipitano in quarta e quinta posizione, con un risultato che si aggira attorno al 10%.

Colpo di scena finale è l’esclusione dal parlamento di uno dei cosiddetti “partiti delle proteste”, la coalizione “Rialzati, Bulgaria!” guidata da Maya Manolova, cedendo il posto ai nazionalisti euroscettici e no-vax del partito di estrema destra “Rinascimento” (Văzraždane) che per un soffio supera la soglia di sbarramento del 4%.

Stando così le cifre, nessuna delle formazioni entrate ha i numeri sufficienti per formare un nuovo governo autonomamente. Si prospettano quindi settimane di consultazioni alla ricerca di una coalizione. Trifonov ha dichiarato già lo scorso venerdì di essere disposto a collaborare con Petkov e Vasiliev (PP) e Ivanov (DB). Come primo tentativo si ipotizza Kiril Petkov nel ruolo di premier e Asen Vasiliev al ministero delle finanze. “La Bulgaria inizia un nuovo percorso e insieme riusciremo a sfruttare il massimo del potenziale del paese, di cui saremo tutti orgogliosi”, ha affermato Petkov.

Per quanto riguarda le elezioni presidenziali, l’uscente Rumen Radev ha superato il 49% delle preferenze. Per essere eletto al primo turno però sia l’affluenza che la percentuale dei voti devono superare la percentuale del 50%. Si prospetta quindi un ballottaggio tra Radev e il rettore dell’Università di Sofia Anastas Gerdžikov, il quale ha ottenuto il 22,4%. In terza posizione c’è il leader del DPS Mustafa Karadayı al 12,3%. Il presidente della Corte suprema di cassazione Lozan Panov si ferma al 3%. Un nuovo voto, dunque, attende i bulgari. 

foto: Boyko Borisov in galera – murales dello street artist emircA, Sofia/Giorgia Spadoni

Chi è Giorgia Spadoni

Marchigiana con un debole per le lingue slave, bibliofila e assidua frequentatrice di teatri e cinema. Laureata al Dipartimento di Interpretazione e Traduzione di Forlì, la sua incessante curiosità l'ha portata a vivere in Russia (Arcangelo), Croazia (Zagabria) e soprattutto Bulgaria, che è riuscita a strapparle un pezzo di cuore. Nel 2018 ha vinto il premio di traduzione "Leonardo Pampuri", indetto dall'Associazione Bulgaria-Italia. Da gennaio 2020 continua a scrutare oltrecortina per East Journal, raccontando frammenti di cultura est-europea, storia e attualità bulgara.

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