GEORGIA: L’ex presidente Saakashvili arrestato alla vigilia delle elezioni

L’ex presidente georgiano Mikheil Saakashvili, tornato in Georgia alla vigilia di elezioni amministrative cruciali per il paese, è stato arrestato lo scorso 1 ottobre. Nella serata di venerdì, il ministero dell’Interno georgiano ha rilasciato un breve video in cui Saakashvili, in manette ma sorridente, viene scortato da due agenti della polizia verso il carcere n.12 della città di Rustavi.

Leader della “Rivoluzione delle Rose” e presidente georgiano dal 2004 al 2013, Saakashvili ricopre attualmente la carica di capo del comitato esecutivo per le riforme in Ucraina. Già governatore della regione di Odessa tra il 2015 e il 2016, dopo essere stato privato del passaporto georgiano nel 2014 Saakashvili aveva ottenuto (poi perso, e in seguito ri-ottenuto nel 2019) la cittadinanza ucraina.

L’ex presidente aveva lasciato la Georgia nel 2013, caduto in disgrazia e doppiamente sconfitto nelle elezioni parlamentari e presidenziali del 2012-2013 dalla coalizione del Sogno Georgiano – partito tutt’ora al governo. Da allora, Saakashvili ha ripetutamente promesso di fare ritorno in patria, nonostante le autorità georgiane avessero giurato di arrestarlo non appena avesse messo piede sul territorio nazionale.

Nei confronti dell’ex presidente sono infatti stati avviati quattro procedimenti penali per abuso di potererisultati nel 2018 in una condanna in contumacia a nove anni di carcere. Tra le accuse, la violenta aggressione ai danni del deputato Valeri Gelashvili e l’omicidio del banchiere Sandro Girgvliani, sulla cui morte si sospetta il coinvolgimento del ministero degli Interni.

A fine settembre, Saakashvili aveva anticipato il suo ritorno in Georgia il 2 ottobre, giorno delle elezioni amministrative, pubblicando sulla sua pagina Facebook un biglietto aereo per un volo Kiev-Tbilisi. Cogliendo tutti di sorpresa, nella mattinata di venerdì 1 ottobre l’ex presidente aveva invece pubblicato due video in cui dichiarava di trovarsi a Batumi, città georgiana sul Mar Nero.

Il ministero dell’Interno georgiano aveva inizialmente negato la veridicità dei video, affermando che l’ex presidente non aveva mai lasciato il territorio ucraino. Dichirazioni che sono però state contraddette poche ore dopo, quando nel corso di una conferenza stampa il premier Irakli Gharibashvili ha confermato l’arresto di Saakashvili, sostenendo che le forze dell’ordine ne avessero seguito gli spostamenti dall’Ucraina fino in Georgia. Gharibashvili ha anche colto l’occasione per congratularsi con Bidzina Ivanishvili, fondatore del Sogno Georgiano, per il nono anniversario della “storica vittoria” contro Saakashvili alle elezioni parlamentari del 2012.

Nella tarda serata di venerdì, la presidente georgiana Salome Zurabishvili si è espressa per smentire categoricamente le voci secondo cui avrebbe concesso la grazia a Saakashvili. Zurabishvili ha accusato l’ex presidente di aver varcato illegalmente i confini georgiani per “destabilizzare” il paese.

Aggiungendo un ulteriore colpo di scena ad una situazione già abbastanza rocambolesca, nella serata di venerdì la deputata ucraina Elizaveta Yasko ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un video, girato prima della partenza di Saakashvili, in cui i due annunciano al pubblico la loro relazione amorosa. Nelle ore successive, il ministero degli esteri ucraino ha convocato l’ambasciatore georgiano a Kiev per discutere delle circostanze dell’arresto di Saakashvili.

Nei video girati prima dell’arresto e pubblicati sulla sua pagina Facebook, l’ex presidente invitava i suoi sostenitori ad andare a votare per poter “celebrare la vittoria” e a scendere in strada il giorno dopo le elezioni, domenica 3 ottobre. Anche Nika Melia, leader del partito d’opposizione Movimento Nazionale Unito (fondato da Saakashvili) nonché candidato sindaco nella capitale, ha incitato la popolazione a “liberare il paese e Saakashvili” recandosi alle urne.

Mentre lo spoglio dei voti prosegue ancora nel paese, nel corso della giornata di domenica non sono state registrate manifestazioni nel centro di Tbilisi.

Il 29 settembre, l’eurodeputata Viola von Cramon aveva dichiarato che l’Unione europea “non ha le risorse né desidera mediare un’ulteriore inutile crisi politica, che sarebbe inevitabile nel caso in cui Saakashvili facesse ritorno” in Georgia.

In attesa di nuovi sviluppi sul caso Saakashvili, torneremo a parlare di Georgia domani con un commento sui risultati delle elezioni amministrative.

Immagine: TV Pirveli, screenshot.

Chi è Laura Luciani

Nata a Civitanova Marche il giorno in cui tre presidenti riuniti in una dacia firmavano un accordo sulla dissoluzione dell'URSS. Attualmente è dottoranda in scienze politiche presso la Ghent University (Belgio), con una ricerca sulle politiche dell'Unione europea per la promozione dei diritti umani e il sostegno alla società civile nel Caucaso meridionale. Oltre a questi temi, si interessa di spazio post-sovietico in generale, di femminismo e questioni di genere, e a volte di politiche linguistiche. E' co-autrice del programma "Kiosk" di Radio Beckwith.

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