JUGOSLAVIA: Tito alla conquista dello spazio

Anche negli ultimi giorni, sui quotidiani dei paesi dell’ormai lontana Jugoslavia, campeggia il noto volto del Maresciallo il cui carisma non affatto sembra affievolirsi.
Stavolta, la miccia jugonostalgica è stata innescata da due documentaristi sloveni: Žiga e Boštjan Virc, i quali hanno pubblicato su youtube il trailer “Houston, we have a problem!” (Yugoslavian space program); trailer che ha già riscosso un buon successo tra il pubblico ed ha immediatamente risvegliato l’attenzione mediatica.I due giovani autori sloveni stanno preparando un documentario basato sulla propria teoria, in base alla quale gli Stati Uniti., agli inizi degli anni ’60, avrebbero acquistato il programma di conquista spaziale proprio da Tito, per poter così riuscire a sopraffare l’Urss. Al tempo, secondo i due autori, la Jugoslavia non era altri che il terzo giocatore fondamentale nell’espugnazione dell’universo, grazie al programma elaborato dall’ingegnere sloveno Herman Potočnik-Noordung. Tito avrebbe deciso di vendere il progetto all’allora presidente Kennedy, ricevendo in cambio un cospicuo sostegno finanziario.

Il “dubbioso” programma spaziale jugoslavo, come lo definisce la testata slovena Mladina, sarebbe stato sviluppato nella basa militare sotterranea di Željava, vicino a Bihać sul confine tra la Croazia e la Bosnia Erzegovina.
Che il tutto sia una simpatica trovata jugonostalgica, forse a carattere pubblicitario, o che, chissà, ci sia qualche fondo di verità lo vedremo a documentario ultimato.

Intanto dalla Serbia arrivano secche smentite: lo storico Čedomir Janić, esperto in storia dell’aeronautica militare, dichiara al quotidiano serbo Blic di non aver mai sentito che la Jugoslavia avesse sviluppato un programma spaziale e che tanto meno gli americani fossero interessati ad ottenerlo. Questi ultimi erano invece interessati al complesso sotterraneo Željava dal punto di vista militare. Questa base militare costruita sotto il monte Pleševica, un tempo una delle principali dell’aereonautica jugoslava, oggi distrutta e abbandonata; era infatti una delle basi sotterranee più grandi in Europa, una vera e propria grande città sotterranea per la cui costruzione la Jugoslavia spese più di 4 miliardi di dollari.

Chi è Daria Costantini

Leggi anche

A 100 anni dall’incendio fascista il Narodni Dom di Trieste restituito alla comunità slovena

Incendiato dai fascisti nel 1920 nella "notte dei cristalli" triestina, il Narodni Dom viene oggi ufficialmente restituito alla comunità slovena della città. L'incendio diede il via alle violenze fasciste e all'ascesa al potere di Mussolini. La sua restituzione, a un secolo di distanza, segna un importante traguardo nel riconoscimento dei diritti e delle persecuzioni ai danni della comunità slovena nell'area giuliana.

2 commenti

    • Parole in libertà…..
      Che un paese arretrato come la Jugoslavia potesse avere voce nel campo spaziale, che nell’ipotesi vi sia “qualche fondo di verità” fa venire alla mente il raggio della morte che gli scienziati italiani avevano inventato a maggior gloria di Mussolini.. …

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com