CULTURA: Middle East Underground racconta le controculture mediterranee

C’è un bel po’ di Grecia e di Turchia in Middle East Underground, il nuovo progetto del collettivo surf, skate e punk HoboTheMag, che così presenta il proprio lavoro: “Negli ultimi 1300 anni quel mare chiuso, stretto tra le coste siriane e Gibilterra, che noi chiamiamo mar Mediterraneo, è stato testimone di una serie continua di eventi catastrofici, dalle crociate cristiane al dissolversi dell’impero ottomano, dai conflitti mondiali alle lotte d’indipendenza dal colonialismo; poi i conflitti arabo-israeliani, i silenzi europei, Nasser e l’Unione Sovietica, Sadat e lo sguardo egiziano agli Stati Uniti, la pace del Cairo con Israele, le sofferenze della Palestina, ancora i silenzi europei, il Libano che sprofonda, un nuovo satrapo in Turchia, i naufragi colpevoli dei migranti a due passi da Lampedusa, di nuovo le bombe su Gaza.

Ma, all’ombra di questi grandi avvenimenti e davanti allo sguardo attonito di quel mare, succedeva anche altro; succedeva che i popoli, abituati ad avere negli occhi gli stessi orizzonti e nell’anima le stesse passioni, dessero vita a una coscienza comune plasmata da anni di incontri, scontri e condivisioni e a un sentire collettivo che – nonostante le spinte divisive promosse dalla falsa logica degli stati – hanno continuato a diffondersi e a esistere, malgrado le inevitabili differenze culturali.

Perché i popoli mediterranei hanno, nell’animo, più aspetti di unione che di divisione e la contrapposizione tra mondo islamico e Occidente è sempre stata più un affare di Stato che di popolo. Di questo enorme e complesso sentire collettivo noi abbiamo provato a narrarne una parte, quella relativa alle sottoculture; un’eco importante di un bagaglio culturale immenso, sottile e fortissimo come un filo di grafene che, inserito nella cruna della contestazione, riesce a cucire assieme gli spiriti ribelli, dalle sponde del Nord Africa all’Europa, passando per la Palestina, per Israele, per il Libano, la Turchia e il Sudan”.

Il Collettivo

HoboTheMag è un collettivo che nasce nel 2015 per mano di un gruppo di appassionati di surf, skate, fotografia, reportage e musica. Prende il proprio nome dagli Hobo, una parola derivata dallo slang angloamericano di fine ‘800 e tanto cara ad autori come Jack London. Il termine è usato per indicare il vagabondo che gira gli immensi spazi degli Stati Uniti spinto dalla necessità ma, spesso, anche da un’istanza libertaria e da un’insofferenza innata verso il sistema sociale, in un eterno viaggio, pericoloso e al tempo stesso romantico, alla ricerca dell’avventura.

L’arte del riding, con le sue linee incise su asfalto e acqua, traccia uno tra i mondi possibili. Hobo, ripercorrendo le gesta di chi ha contribuito a disegnare quelle linee, vuole riprendere quel vissuto e raccontarlo. Perché vogliamo generare momenti di rottura con il presente per riappropriarci dell’unico immaginario proprio del surf, dello skate e del punk: l’estensione del rifiuto.

Così, HoboTheMag, accoglie i visitatori sul proprio sito internet dove, da più di cinque anni, racconta le controculture mediterranee. Circa ogni anno il collettivo cerca di produrre un libro, con l’intenzione di dare valore al proprio lavoro trascinandolo fuori dell’etere, dentro la fisicità, così da mettere un punto fermo di fronte alla bulimia di immagini e informazioni a cui siamo sottoposti quotidianamente a mezzo rete.

Middle East Underground

Il 18 maggio 2021 è stata lanciata la campagna di crowdfunding per Middle East Underground, compendio di due anni di reportage inerenti le culture underground di alcuni paesi mediterranei e del Medio Oriente. Il libro oggetto della campagna di finanziamento sulla piattaforma italiana Produzioni dal basso conta 60 pagine di cultura surf, skate e punk in carta patinata di alta qualità, corredate da foto in gran parte analogiche e da illustrazioni originali.

Non una rivista usa e getta quindi, ma un libro da conservare, parte di un progetto che crede fermamente nell’indipendenza delle culture di cui tratta e che, in questa sua nuova veste cartacea, si presenta, come da tradizione, totalmente privo di pubblicità.

 

Per sostenere Middle East Underground:

https://www.produzionidalbasso.com/project/middle-east-underground/

 

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