CALCIO: La Russia che si prese il bronzo a EURO 2008

Durante la propria esistenza, la nazionale di calcio sovietica ha raggiunto alcuni successi. Primo su tutti la vittoria dei primi campionati europei di calcio disputati in Spagna nel 1960 e il secondo posto sempre agli Europei del 1988, dove perse in finale contro l’Olanda di Van Basten, Gullit e Rijkard. Il 26 dicembre 1991, l’Unione Sovietica cessa ufficialmente di esistere. Dalla dissoluzione dello stato sovietico nascono 15 nuovi paesi e di conseguenza 15 nuove federazioni calcistiche. Tra queste c’è anche quella della Federazione Russa, che raggiunse il massimo successo agli Europei del 2008 in Austria e Svizzera arrivando in semifinale.

Gli insuccessi nei primi anni post-dissoluzione

La nazionale russa viene costituita nel 1992, l’anno successivo alla dissoluzione dell’Unione Sovietica. I russi in generale si qualificano per la maggior parte dei maggiori tornei internazionali, ma con scarsi risultati.

Le uscite al primo turno delle fasi finali di Europei e Mondiali sono una costante negli anni Novanta. In tutte le occasioni, i russi si sono trovati ad affrontare nazionali molto più competitive: sia al Mondiale di USA 1994 e agli Europei del 1996 si sono scontrati al primo turno con le finaliste dei rispettivi tornei (Brasile a USA 1994, Repubblica Ceca e Germania a EURO 1996).

Alla fine del millennio, i russi hanno mancato la qualificazione sia al Mondiale di Francia 1998 che agli Europei del 2000 in Belgio e Olanda. La striscia negativa di risultati a Europei e Mondiali continua anche nei primi anni 2000, uscendo ai gironi sia al Mondiale coreano-giapponese del 2002 sia agli Europei portoghesi del 2004 e non riuscendo a qualificarsi per il Mondiale di Germania 2006. A causa di ciò, nell’aprile del 2006, il commissario tecnico Jurij Semin rassegna le proprie dimissioni.

L’arrivo di Guus Hiddink e l’inizio della campagna di qualificazione

Con le dimissioni di Semin, la Federcalcio russa chiama sulla panchina della nazionale il tecnico olandese Guus Hiddink, che era riuscito nell’impresa di portare la nazionale australiana al Mondiale del 2006 raggiungendo addirittura gli ottavi di finale. Sotto la sua guida, la Russia inizia la propria campagna di qualificazione ai campionati europei del 2008 in Austria e Svizzera. Viene sorteggiata nel gruppo E, considerato abbastanza ostico data la presenza della Croazia e dell’Inghilterra, favorita per la qualificazione alla fase finale. I russi vanno molto bene, grazie ad un gruppo ben coeso di giocatori talentuosi: in difesa ci sono i gemelli Vasili e Aleksej Berezuckij, a centrocampo troviamo Dmitrij Torbinskij e Jurij Žirkov, davanti c’è il gioiello di questa nazionale Andrej Aršavin affiancato da Roman Pavljučenko e Aleksandar Keržakov.

21 novembre 2007: l’ultima rocambolesca giornata

Le prestazioni sono buone, ma non abbastanza per restare ai primi due posti nel gruppo. Si arriva all’ultima giornata delle qualificazioni, il 21 novembre 2007. Le ultime due partite si giocano in contemporanea: la Russia sfida Andorra in trasferta, la Croazia affronta l’Inghilterra a Wembley. La giornata precedente, il 17 ottobre, la Russia sconfigge clamorosamente gli inglesi a Mosca con una doppietta di Pavljučenko, portandosi a soli due punti dal secondo posto.

I russi devono assolutamente vincere ad Andorra, sperando in un miracolo croato a Wembley. Ed è esattamente quello che succede. Dmitrij Syčëv segna al 38’ la rete decisiva. All’intervallo, la Croazia è in vantaggio 2-0 grazie ai goal di Niko Kranjčar e Ivica Olić. Nel secondo tempo gli inglesi pareggiano con Frank Lampard e Peter Crouch. Al 77° minuto di gioco, Mladen Petrić segna il goal partita per la Croazia. L’Inghilterra viene scavalcata dalla Russia, che stacca il pass per andare in Austria e Svizzera.

Il girone D a EURO 2008 con Grecia, Spagna e Svezia

La nazionale russa viene sorteggiata nel gruppo D insieme a Spagna, Grecia e Svezia. Alla prima giornata, allo stadio Tivoli-Neu di Innsbruck, i russi affrontano proprio gli spagnoli. Vengono letteralmente presi a pallonate in faccia, perdendo 4-1. La sfida successiva è contro i campioni d’Europa in carica: la Grecia. La Russia segna l’unica rete della partita ad opera di Konstantin Zyrjanov, conquistando così il secondo posto a pari merito con la Svezia che ha sconfitto gli ellenici alla prima giornata. Contro gli svedesi, l’unico risultato utile per passare il turno è la vittoria. Aršavin e Pavljučenko spezzano la maledizione. La Russia passa per la prima volta dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica alla fase a eliminazione diretta di un grande torneo internazionale.

I quarti di finale con l’Olanda e la semifinale con la Spagna

Ai quarti di finale a Basilea incontrano i primi del girone C: l’Olanda. Gli Oranje sono molto più quotati dei russi, avendo in squadra giocatori come Klaas Jan Huntelaar, Wesley Sneijder, Ruud van Nistelrooy, Arjen Robben e Rafael van der Vaart. Sulla panchina olandese siede Marco van Basten, proprio colui che nella finale dell’Europeo 1988 segnò uno straordinario goal al volo proprio contro l’Unione Sovietica.

A vent’anni da quella finale, la situazione in campo è molto diversa. La Russia va in vantaggio all’inizio del secondo tempo con Roman Pavljučenko, ma all’86° Ruud van Nistelrooy pareggia. Si va ai supplementari. Il primo tempo passa senza reti. Lo spettro dei calci di rigore aleggia sul St. Jakob Park. Torbinskij segna al 112°, Aršavin lo segue quattro minuti dopo. La Russia è alle semifinali degli Europei.

Ora c’è la Spagna, già affrontata al primo turno. Purtroppo, come dimostrato nella fase a gironi, gli spagnoli sono troppo forti. La Sbornaja perde 3-0. Tornano a casa con la medaglia di bronzo insieme alla Turchia, la sconfitta dell’altra semifinale con la Germania. Un grande risultato per una nazionale che, fino a qualche anno prima, si qualificava a fatica alle grandi competizioni internazionali. Grazie a questo terzo posto la Russia torna di prepotenza sulla mappa del calcio che conta, posizione che culmina con il risultato al Mondiale casalingo del 2018 dove raggiunge i quarti di finale.

Immagine: commons.wikimedia.org

Chi è Tobias Colangelo

Nato nel 1997 a Casale Monferrato (AL), sono un aspirante giornalista con una grande passione per lo sport sin da piccolo, in particolare calcio e basket. Appassionato di Europa Orientale dall'adolescenza, passione che è aumentata dopo aver passato il quarto anno di liceo linguistico in Serbia tramite l'associazione Intercultura.

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