SERBIA: Nikola Tesla, l’uomo elettrico

Nella notte tra il 9 e il 10 di luglio del 1856 sul villaggio croato di Smiljan imperversa un fortissimo temporale. Allo scoccare della mezzanotte, un fulmine violentissimo illumina il cielo sopra le case quasi fosse giorno. È proprio assieme a quel fulmine che secondo la leggenda viene alla luce Nikola Tesla: il primo vagito all’unisono con il boato dell’energia elettrica, un vero e proprio segno del destino. Sarà lui stesso a raccontarlo più volte, alimentando abilmente una biografia che straripa volutamente nel mito di una vita fuori dall’ordinario.

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Tutto inizia in un’area rurale della Croazia, allora parte dell’Impero Austro Ungarico. Nikola nasce da un padre, Milutin, ministro del culto serbo ortodosso e da una madre, Georgina-Đuka Mandić, a sua volta figlia di un pope. Ma nella vita di uno nato assieme al fulmine non c’è spazio per la carriera ecclesiastica: Nikola studia ingegneria elettrica a Graz. Ma non si laureerà mai: dopo il secondo anno lascia gli studi. A questo punto emerge un altro dei piccoli misteri della biografia di Tesla: non ha il titolo, ma nel 1881 viene assunto in qualità di ingegnere da una società di telegrafi di Budapest, dando il proprio contributo alla costruzione della prima rete telefonica ungherese. Ma è un animo irrequieto e nel 1882 è già a Parigi, la Ville-Lumière, la città delle luci. Qui entra in contatto con la branca europea della Edison Company, l’azienda di Thomas Alva Edison, l’uomo che sarà fondamentale per la parabola di Tesla.

Un anno luminoso

Nikola Tesla nel 1890 circa.

La velocità a cui si muove Tesla, assieme all’alone del mito postumo, solleva un polverone che non permette di vedere chiaramente e rischia di confondere. Il 1882 è però un anno importante, sul quale vale la pena premere il tasto pausa, perché durante la sua prima esperienza alla Edison Company che Tesla sostiene di avere avuto l’idea del motore a induzione elettrica, l’invenzione che ha rivoluzionato il mondo. Negli Stati Uniti Thomas Edison sta costruendo un impero basato sull’elettricità. Il 4 settembre proprio del 1882 a Pearl Street, a New York, inaugura quella che viene considerata la prima centrale elettrica moderna della storia. Da uomo attento alle relazioni pubbliche, Edison ha scelto quel punto perché serve a illuminare il centro finanziario dell’America: Wall Street

A partire da Pearl Street, la Edison Company vorrebbe costellare il mondo di tante centrali per portare l’elettricità a tutti coloro che sono disposti a pagarla. Ma c’è un problema: la tecnologia di Edison si basa sulla corrente continua, poco adatta a essere trasportata a grande distanza perché perde in potenza. E qui torna in gioco Nikola Tesla, perché fin dai tempi di Parigi pensa invece che l’idea migliore sia quella di utilizzare la corrente alternata, che può essere facilmente trasportata senza grandi perdite di potenza. Non solo, con la corrente alternata, che sfrutta le capacità magnetiche della corrente elettrica per generare movimento circolare, Tesla sa che si possono far funzionare motori più potenti. Sono del 1888 alcuni brevetti che dimostrano alcune di queste idee di Tesla.

Di là dall’Atlantico

Ma Nikola intanto è già negli Stati Uniti, incaricato proprio da Edison di riprogettare il generatore di corrente continua. Ci lavora un anno, con la promessa del premio di 50mila dollari dell’epoca (circa un milione di dollari attuali) che avrebbero dovuto renderlo indipendente. Ma a lavoro finito, Edison si rifiuta di pagare il premio, sostenendo che si trattasse di uno scherzo frutto del “senso dell’umorismo americano”. Tesla se ne va sbattendo la porta e per tutto il resto della sua vita alternerà momenti di indigenza a periodi di floridità economica grazie a dei finanziatori. Uno di questi ha un ruolo centrale. Si chiama George Westinghouse, proprietario della Westinghouse Electric & Manufacturing Company. Lui e Tesla si conoscono nel 1887, quando il serbo ha appena realizzato il primo prototipo di quel motore a induzione immaginato a Parigi. Tra Edison e Westinghouse/Tesla scoppia la “guerra delle correnti”.

Il motore di Tesla esposto alla World Columbian Fair di Chicago del 1893.

La prima tappa fondamentale della marcia trionfale della corrente alternata di Tesla è il 1893. Chicago è la sede della World Columbian Exposition, una fiera periodica che per la prima volta dedica un intero padiglione all’elettricità. In più, la Westinghouse Company viene scelta dagli organizzatori per illuminare tutta la manifestazione: è un trionfo tecnico e mediatico. Solo due anni dopo, grazie alle idee di Tesla, la stessa azienda riesce ad attivare il primo generatore di corrente elettrica che sfrutta le cascate del Niagara e da lì portare l’elettricità a New York, a quasi 600 chilometri di distanza. È la dimostrazione che la corrente alternata è più efficiente per essere trasportata a grandi distanze ed è la dimostrazione definitiva che fa scegliere agli Stati Uniti la corrente alternata quale standard nazionale.

Un trionfo senza eguali, ma che è solo un pezzo molto piccolo della storia del suo inventore e ideatore. Anche con Westinghouse, infatti, le cose a un certo punto non funzionano più e già nel 1897 Tesla lascia l’azienda senza nessun diritto sulle proprie invenzioni. Per tutto il resto della vita lavorerà a ciclo continuo a idee che sembrano sgorgargli nella mente come fulmini improvvisi. Un elenco parziale comprende la candela elettrica (che si trova in moltissimi motori a combustibile, come quelli delle auto), un brevetto di base per la radio (la cui invenzione egli stesso contesta a Guglielmo Marconi), la registrazione di presunte tracce extraterrestri (erano in realtà i segnali delle stelle pulsar, che però vengono scoperte decenni dopo la sua morte), un rudimentale sistema di trasmissione dei segnali elettrici senza fili (una specie di wi-fi ante litteram), un brevetto per un aereo a decollo e atterraggio verticale, il primo veicolo telecomandato della storia.

Ma tutte queste invenzioni non frutteranno mai ricchezze: Nikola Tesla morirà in povertà nel 1943. A stroncarlo in una squallida stanza di hotel di New York è un attacco cardiaco, senza che sia mai ritornato nemmeno un volta nella sua terra natale. Oggi è celebrato dai croati nel memoriale di Smiljan, dai serbi nel museo di Belgrado e da tutti noi ogni volta che accendiamo una lampadina in casa. E ovviamente da Elon Musk, che ha scelto di chiamare la sua azienda di auto elettriche proprio Tesla…

Foto: mohamed Hassan/Pixabay

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