ESTONIA: La politica estera del nuovo governo

In seguito alle dimissioni del primo ministro Jüri Ratas dello scorso 13 gennaio, accusato di corruzione e sospettato di accettare donazioni in cambio di favori politici, il nuovo governo di Kaja Kallas (del partito Riforma) ha delineato le principali priorità in materia di politica estera. In particolare, l’Estonia ha riaffermato l’intenzione di salvaguardare le relazioni con l’Occidente e mantenere un approccio freddo (quando non conflittuale) con l’Oriente – nello specifico, con la Russia.

UE, NATO e Russia

L’accordo di coalizione firmato rispettivamente dai partiti Riforma e Centro indica che il governo intende rafforzare la cooperazione con l’Unione europea e la NATO. Durante una videoconferenza con il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, la premier Kallas ha ribadito che la presenza degli alleati della NATO nel paese e nella regione è una questione chiave, aggiungendo come sia “positivo che la NATO stia prestando sempre più attenzione alle nuove sfide, pur continuando a concentrarsi sulla difesa collettiva in Europa. È importante per noi preservare l’unità dei nostri alleati”. Inoltre, in nome del governo, ha assicurato che l’Estonia continuerà a investire almeno il 2% del suo prodotto interno lordo nella difesa e a sostenere le missioni NATO, di cui il paese è membro dal 2004.

Ed è proprio l’ombra della Russia di Vladimir Putin – paese con cui condivide metà dei suoi confini – che costringe l’Estonia a una costosa corsa al riarmo (qui il link alla puntata che TGR Est/Ovest ha dedicato al tema, dal minuto 9:15). Kallas aggiunge anche: “Sono dell’opinione che il dialogo sulle sanzioni debba essere ripreso, perché se si guarda alle azioni della Russia, sono molto draconiane. La Russia ricorre all’hard power e sembra non capire altro che un approccio d’opposizione altrettanto ferreo”.

USA e Cina

Per quanto riguarda l’Occidente, Washington rimane il principale alleato per la politica estera dell’Estonia. L’accordo di coalizione del nuovo governo rileva che Tallinn mira a rafforzare i legami transatlantici e presta particolare attenzione allo sviluppo delle relazioni con la nuova amministrazione americana, capitanata da Joe Biden. 

Guidata proprio dalla posizione statunitense, Tallinn rimane ancora diffidente nei confronti di Pechino e sembra attendere segnali da Washington per poter capire che tipo di dialogo instaurare con il partner orientale. La cosa che, attualmente, preme di più è mantenere delle relazioni il più possibile neutre, al fine di gestire al meglio l’attuale pandemia di coronavirus.

 

Foto: Tallinn – Claudia Bettiol/East Journal

Chi è Claudia Bettiol

Nata lo stesso giorno di Gorbačëv nell'anno della catastrofe di Chernobyl, sono una slavista di formazione. Grande appassionata di architettura sovietica, dopo un anno di studio alla pari ad Astrakhan, un Erasmus a Tartu e un volontariato a Sumy, ho lasciato definitivamente l'Italia per l'Ucraina, dove attualmente abito e lavoro. Collaboro con East Journal e Osservatorio Balcani e Caucaso, occupandomi principalmente di Ucraina e dell'area russofona.

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