STORIA: La Zlín di Tomaš Bat’a e delle sue scarpe che conquistarono l’Europa

La collocazione di Zlín sulla mappa dell’Europa può non essere molto intuitiva. Zlín è una città della Moravia orientale, in Repubblica Ceca, contraddistinta da edifici costruiti in mattoni rossi che tradiscono immediatamente il suo sviluppo industriale – quello dedicato alle scarpe di Tomaš Bat’a.

Zlín non è una meta turistica, non offre gli sfarzosi castelli della Boemia, le torri o le Chiese di Praga, l’architettura di Vienna. Ma la città conserva tutte le tracce del suo più recente passato. Per secoli sottomessa malvolentieri al dominio asburgico, fino alla fine dell’Ottocento Zlín è rimasto un piccolo villaggio di qualche migliaio di anime dell’estrema periferia asburgica.

La città attraverserà tutte le fasi storiche che caratterizzarono quella parte geografica del Vecchio Continente. Da essere una piccola comunità marginale dell’Impero a entrare a far parte della Cecoslovacchia indipendente del padre della Patria Tomaš Garrigue Masaryk, nel 1918 primo presidente del paese finalmente libero dalla tirannia asburgica. Attraversa la seconda guerra mondiale sopravvivendo ai bombardamenti nazisti, e poi sperimenta il regime comunista instaurato dopo la liberazione della città da parte dell’Armata Rossa e il colpo di stato di Klement Gottwald, il segretario del partito comunista cecoslovacco che costruì un socialismo sul modello sovietico. In suo onore, per 40 anni, Zlín si chiamerà Gottwaldov, riappropriandosi del nome originale solamente dopo la Rivoluzione di Velluto del 1989 e la conseguente caduta del regime comunista.

Il fondatore moderno di Zlín: Tomaš Bat’a

La Zlín odierna deve la sua immagine, e in qualche modo la sua stessa esistenza sulle mappe, alla grandiosa trasformazione degli ultimi anni del XIX secolo, quando la rivoluzione industriale che attraversava l’Europa passò anche per la periferia asburgica, e quindi per Zlín, che nel giro di qualche decennio cambiò completamente faccia. Zlín iniziò a espandersi in maniera vertiginosa, e con lei la sua popolazione che crebbe a dismisura.

Questo sviluppo avvenne intorno a una modesta fabbrica di scarpe, fondata nel 1894 da un diciottenne di nome Tomaš Bat’a che con qualche centinaio di dollari, frutto dell’eredità materna, iniziò la produzione di calzature. Quel diciottenne passerà alla storia come l’ideatore di una delle realtà industriali più importanti del continente. A lui oggi sono dedicate strade, parchi, musei, università, perfino statue, come quella di Otrokovice, cittadina nata a una manciata di km da Zlín, sviluppatasi proprio grazie alla famiglia di Tomaš Bat’a e alle sue scarpe.

La storia di Tomaš Bat’a ci mostra quanto fosse visionario nelle sue intuizioni. Per mancanza di pelle, il giovane Tomaš decise di produrre una scarpa in tela, che ben presto divenne famosa come Batovka, un tratto distintivo delle popolazioni dell’area di Zlín e della sua stessa azienda di famiglia. Capì presto quanto fosse necessario imparare nuove tecniche di produzione e per questo attraversò l’oceano, iniziando a lavorare nelle neonate catene di montaggio degli Stati Uniti. Qui, apprese l’utilità della scomposizione dei processi di lavorazione e della meccanizzazione della produzione, caratteristiche tipiche delle teorie del Taylorismo, molto in voga nei primi anni del ‘900, che permettono a Tomaš di rientrare in patria con innovazioni mai viste prima nel Vecchio Continente.

Tomaš Bat’a sviluppò quindi un modello produttivo ispirato a un equilibrio tra profitto e solidarietà sociale: la sua azienda si impegnò nella costruzione di case, scuole, ospedali, servizi pubblici per i propri dipendenti. Un modello di organizzazione del lavoro basato sul principio cardine per il quale il benessere dei lavoratori aumentava l’efficienza produttiva: quel prendersi cura di tutti gli aspetti della vita di un operaio che in Italia diverrà celebre sull’esempio di Adriano Olivetti.

Nella prima guerra mondiale fu proprio Zlín, con Bat’a, a fornire le scarpe di tela per i soldati dell’Impero, e negli anni Trenta la Bat’a Shoe corporation era già la prima azienda calzaturiera in Europa. Iniziò a esportare in tutto il mondo e parallelamente Zlín a crescere e a espandersi attirando i lavoratori delle campagne morave, divenendo presto un punto di riferimento per l’industria dell’epoca. La sua popolazione quintuplicò nell’arco di un solo decennio.

La Zlín degli anni ‘30 vide la nascita del cinema più grande d’Europa, la costruzione di uno tra gli ospedali più importanti del paese, l’edificazione del grattacielo più alto del continente. Utopia per quelle poche migliaia di anime che abitavano la cittadina prima dell’avvento di Bat’a.

Tomaš Bat’a morì nel 1932 in un incidente aereo. Ce ne ricorda oggi il memoriale a lui dedicato situato proprio nel centro di Zlín. Uno scheletro di cemento armato circondato da vetrate colorate che rende omaggio all’uomo che non solo ha creato una fabbrica di calzature ancora tra le più famose al mondo, ma ha reso Zlín quello che è oggi, una città indissolubilmente legata al suo fondatore dell’era moderna, a Tomaš Bat’a e alle sue scarpe.

 

Le orme di Bat’a

Camminando per Zlín, le tracce di Bat’a e delle sue calzature sono ovunque. Visitandola, ci si imbatte presto nell’edificio simbolo della città: il Baťův mrakodrap, letteralmente il “grattacielo Bata”. In realtà, si tratta di una costruzione piuttosto modesta per i canoni moderni, un palazzo con solamente 16 piani distribuiti su un’altezza di circa 77 metri.

Il Baťův mrakodrap oggi

Il grattacielo fu costruito negli anni Trenta come quartier generale dei Bat’a e, nonostante oggi sia in parte adibito all’amministrazione regionale, al suo interno è possibile visitare il vecchio ufficio di Tomaš Bat’a. Una stanza ascensore, arredata secondo i canoni dell’epoca, con la sua storica scrivania e le vetrine contenenti i modelli di scarpe prodotti nei decenni, come ogni grande uomo d’affari che si rispetti.

Zlín l’esempio perfetto per comprendere le modalità di sviluppo di una città industriale e merita dunque una visita. Se il solito consiglio di viaggio è quello di portare un comodo paio di scarpe, per Zlín ci si può anche dimenticare di metterle in valigia e innamorarsi delle opere di Bat’a.

Foto: Nadácia Tomáša Baťu

Chi è Leonardo Benedetti

Nato, cresciuto e laureatosi a Roma, si è innamorato della Mitteleuropa dopo un soggiorno studio a Praga. Attualmente vive in Polonia dopo aver transitato tra Romania e Repubblica Ceca, dedicando a quest'ultima gran parte dei suoi sforzi accademici ma soprattutto epatici.

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