POLONIA: Può il sindaco di Varsavia diventare presidente?

È confermato: le elezioni presidenziali si svolgeranno il 28 Giugno. Il voto, originariamente previsto per il 10 maggio, è stato posticipato a causa dell’epidemia covid-19.

I cittadini polacchi saranno chiamati a decidere se confermare o meno il mandato dell’attuale presidente Andrzej Duda, espressione politica del partito di maggioranza “Diritto e Giustizia” (PiS). Le elezioni legislative del 2019 hanno garantito al PiS una solida maggioranza al Sejm ma il partito non è riuscito a conquistare la maggioranza dei seggi al Senato. Il voto di giugno diventa cruciale per il partito di Kaczyński in quanto la vittoria dell’opposizione rischierebbe di intralciare la lunga stagione di riforme preannunciata dal governo.

Il rinvio del voto ha finito per cambiare le carte in tavola. Il 15 maggio Małgorzata Kidawa-Błońska, la candidata per il principale partito d’opposizione Piattaforma Civica (PO), si è ritirata dalla corsa. Il sostituto, il sindaco di Varsavia Rafał Trzaskowski, ha dovuto raccogliere le 100mila firme necessarie per la propria candidatura in soli quattro giorni.

Il percorso politico

Figlio poliglotta di un musicista jazz, Rafał Trzaskowski si è laureato in relazioni internazionali presso l’università di Varsavia specializzandosi in studi europei. Dopo aver iniziato la propria carriera politica diventando europarlamentare nel 2009, nel 2014 è stato nominato come ministro della pubblica amministrazione e della digitalizzazione sotto il governo Tusk. Come ministro, si è occupato di protezione dei dati personali e di sviluppare un sistema informatico in grado di notificare ai cittadini notizie utili in caso di disastri meteorologici come le alluvioni del 2014.

Nello stesso anno è tornato a lavorare sul fronte delle complesse relazioni UE-Polonia in veste di viceministro degli affari europei. Nel 2015 è stato eletto come parlamentare al Sejm. Infine, nel 2018 ha vinto con il 57% dei voti le elezioni comunali della città di Varsavia, sconfiggendo al primo turno il candidato del PiS.

Il personaggio

A seguito della rinuncia di Kidawa-Błońska, legata a un calo nei sondaggi dopo le incertezze mostrate in campagna elettorale, la necessità di Piattaforma Civica era di individuare un candidato con forti capacità comunicative e che potesse catalizzare il più ampio consenso possibile in clima politico altamente polarizzato. Da questo punto di vista, Trzaskowski rappresenta una scelta più efficace.

Il primo gesto del neoeletto sindaco di Varsavia è stata la firma di una dichiarazione dei diritti LGBT+, che gli ha fatto guadagnare consenso anche all’estero. Con tale dichiarazione, l’amministrazione comunale si è impegnata ad attivare misure concrete per combattere l’omobitransfobia in aree come il lavoro, la salute e l’istruzione. Altro settore al centro dell’amministrazione Trzaskowski è quello dei trasporti pubblici della capitale: durante questi due anni di mandato, l’amministrazione ha acquistato un numero record di autobus ecologici e inaugurato diverse stazioni della metropolitana cittadina, nonché avviato i lavori per l’inizio di una nuova linea.

Come sindaco, Trzaskowski è diventato noto per aver cercato di creare un’asse europeista tra le capitali dei quattro Stati Visegrad, avente il duplice scopo di indebolire politicamente i governi in tensione con Bruxelles ed evitare di perdere i fondi europei di cui le capitali dell’Europa centrale hanno fatto largo uso per migliorare le proprie infrastrutture.

L’attenzione ai temi dell’ecologismo e dei diritti LGBT+ lo rendono un candidato in grado di catalizzare voti anche nell’elettorato più a sinistra. Il candidato della coalizione Lewica, Robert Biedron, lo ha apertamente sostenuto durante la raccolta firme. Proprio il sostegno ai diritti civili, però, ha esposto Trzaskowski a duri attacchi da parte del PiS. Un esponente del comitato esecutivo del partito di governo ha affermato che “la scelta alle presidenziali è tra una Polonia bianco-rossa e una Polonia arcobaleno”, presentando Trzaskowski come un candidato “estremista”.

La replica non si è fatta attendere: il candidato di Piattaforma Civica ha risposto chiedendo la chiusura della rete TV di stato, accusata di fare propaganda filo-governativa. Nella propria campagna, il sindaco di Varsavia si è incentrato sulla protezione dello stato di diritto e della libertà di stampa.

I punti di forza 

Tuttavia, le accuse del PiS centrano il punto forse più debole di Trzaskowski, una personalità troppo legata all’élite progressista di una città internazionale come Varsavia, incapace di intercettare i bisogni e i consensi dei cittadini che vivono nelle aree rurali. A tale scopo, il PiS ha cercato di focalizzare nuovamente il dibattito pubblico sul tema, da sempre divisivo, dei diritti LGBT e l’educazione sessuale.

Se alcune posizioni del candidato di PO rischiano di alienarlo a parte consistente della società polacca, sul fronte economico Trzaskowski si mantiene su posizioni saldamente liberali che potrebbero avere forte presa sui cittadini preoccupati per le conseguenze della crisi epidemiologica in corso e delusi dalla gestione del governo. Nell’eventualità di un ballottaggio, Trzaskowski potrebbe riuscire a guadagnare terreno.

Sebbene i sondaggi collochino in netto vantaggio il presidente uscente con il 40% delle intenzioni di voto, nel caso di un secondo turno la posizione di Duda rischia di diventare molto più sfumata.

 

Foto: Maciej Kulczynski/EPA/Shutterstock

Chi è Maria Savigni

Nata a Lucca nel 1994, si è laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa con una tesi sul multiculturalismo. Durante un soggiorno studio in Polonia si è perdutamente innamorata della Mitteleuropa e della sua storia. In segreto coltiva il sogno di diventare giornalista.

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