RUSSIA: Entrare nel Wto in cambio di un fondo salva-Europa

di Lorenza La Spada

La “grande Russia” è in attesa della sua rivincita e di uno sconvolgimento degli equilibri economici che ridisegni presto le cartine dei poteri mondiali.

Ecco l’Unione Euroasiatica

Putin ha ricostruito in questi mesi una zona di libero scambio a dominazione russa con alcune delle ex Repubbliche Sovietiche: l’Unione Euroasiatica. Il primo passo del processo di unificazione avverrà già il 1° gennaio 2012, quando l’unione doganale nata due anni fa tra Russia, Bielorussia e Kazakistan diventerà un vero e proprio Spazio economico comune (Sec), al quale dovrebbero aderire anche Tagikistan e Kirghizistan e successivamente, almeno nelle intenzioni di Putin, Uzbekistan, Armenia, Moldova e Ucraina. Ma il sogno nel cassetto potrebbe essere ben più ambizioso: accaparrarsi l’intera Unione Europea.

Dopo aver osservato a lungo la crisi del sistema finanziario capitalistico disgregare e portare al collasso l’eurozona avanzando ripetuti tentativi di accordo che sono stati sonoramente rifiutati, la Russia ha capito che se avesse aspettato ancora qualche mese, non avrebbe più dovuto bussare alla porta dell’Europa sperando di essere ricevuta, ma sarebbe entrata sfondando il portone d’ingresso.

Pronti alla fase finale

“Ora comincia la fase finale”. Queste le parole di Putin, commentando la probabilità dell’imminente ingresso della Russia nel Wto, il club “ristretto” del Fondo Monetario Internazionale. Lunedì 7 novembre infatti è sbarcata a Mosca la direttrice dell’FMI Christine Lagarde, ufficialmente per discutere delle conseguenze mondiali del debito in Europa.

Il comportamento del governo italiano (che ha di fatto reso mortalmente vulnerabile l’eurozona minacciando di far crollare anche la Francia, oltre ad innervosire pesantemente l’opinione pubblica tedesca) ha permesso alla Russia una mossa molto rapida ed indolore per raggiungere due obiettivi fondamentali che altrimenti le sarebbero costati ancora numerosi sforzi e negoziazioni.

Salvare l’Europa in cambio dell’ingresso nel Wto

In occasione dello scorso G20, infatti, Medvedev ha lanciato sul piatto 10 milioni di dollari con il mandato di centrare con un solo, preciso colpo, due obiettivi attesi da tempo: entrare nel Wto ed avere in pugno un’eurozona in pesante difficoltà. La Russia, infatti, sta trattando con Lagarde la possibilità di destinare una parte degli introiti delle esportazioni di petrolio per creare un fondo salvastati per i Paesi dell’euro ed in cambio vuole fare il suo ingresso nel Fondo Monetario Internazionale, eventualità contro la quale si era finora strenuamente battuta la Georgia.

Russia e Germania

In queste stesse ore il Presidente Medvedev sta compiendo una visita ufficiale in Germania per rafforzare le relazioni bilaterali tra due Paesi: la Germania ha rinunciato di recente all’utilizzo dell’energia atomica e sta quindi negoziando un incremento delle importazioni di gas dalla Russia. Merkel e Medvedev stanno inaugurando sorridenti un gasdotto nel Mar Baltico, il Nord Stream, che per la prima volta collegherà direttamente i due Paesi. Ma forse non solo questo.

Non dimentichiamoci che ai tempi in cui era nel KGB, Putin ha prestato il suo servizio nella DDR e oltre alla loro lingua, conosce perfettamente cosa passa nella testa dei tedeschi. E la Russia è maestra nella politica del divide et impera.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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