La Cina investe nella ferrovia Belgrado-Budapest

All’inizio dell’estate, il ministro delle finanze ungherese ha completato la richiesta di finanziamento per 1,42 miliardi di euro alla banca cinese Exim. Il prestito verrà finalizzato al pagamento dei lavori previsti per il miglioramento della linea ferroviaria Belgrado-Budapest.

Linea ferroviaria Belgrado-Budapest

Il progetto di investimento nella linea ferroviaria Belgrado-Budapest riguarda un piano di miglioramento della struttura ferroviaria esistente. Il progetto è pensato per ridurre il tempo di viaggio tra le due capitali dalle attuali 8 ore e mezza a 3 ore. La funzione principale di questa tratta ferroviaria sarà il trasporto di beni prodotti in Cina verso la capitale ungherese collegando Budapest al porto greco di Piraeus, la cui proprietà di maggioranza è proprio cinese.

Il costo previsto per il progetto è 3,2 miliardi di euro, di cui 1,68 a carico dalla stessa Ungheria. Il 15% di questa cifra verrà finanziato attraverso la compagnia ungherese dei trasporti ferroviari, mentre il rimanente 85% sarà finanziato con un prestito della banca cinese Exim. Questo progetto, in aggiunta al prestito di 10 miliardi ricevuto dalla Russia per l’ampiamento della centrale nucleare ungherese di Paks, esporrà il paese a creditori esterni per il 10% del proprio PIL.

L’alleanza sino-ungherese

I motivi della Cina per investire in Ungheria sono piuttosto chiari. Infatti, il progetto ricade nell’ambito della One Belt One Road Initiative, destinata a migliorare i collegamenti infrastrutturali tra la Cina e l’Europa per facilitare l’export di prodotti cinesi. I motivi dell’Ungheria, invece, risultano meno chiari. Infatti, le città attraversate da questa linea ferroviaria non superano una popolazione di 27.000 persone ciascuno, senza contare la presenza dell’autostrada M5 che collega i due paesi. Il traffico di persone sarà quindi piuttosto limitato. Secondo gli esperti intervistati da Samuel Rogers (2019), le ragioni ungheresi per appoggiare l’investimento sono quattro: 1) migliorare l’arretrato comparto ferroviario ungherese, 2) stimolare iniziative economiche complementari, 3) facilitare l’ingresso di Serbia e Macedonia nell’Unione Europea e 4) diventare centro di distribuzione di prodotti cinesi nell’Europa centro-orientale.

Questa non è la prima volta che la Cina propone all’Ungheria progetti per i miglioramenti delle sue infrastrutture. Dal 2010, i cinesi avevano proposto il Ferex, un piano per la connessione ferroviaria rapida tra l’aeroporto Liszt Ferenc e una delle stazioni ferroviarie centrali di Budapest, e la costruzione della linea ferroviaria V0, ideata con l’intento di assistere treni in transito per l’Ungheria ad aggirare il centro della capitale. Entrambi i progetti non vennero realizzati per via del fallimento della compagnia ferroviaria Malév oltre a limitazioni imposte dalla legislazione europea per gli appalti.

È quindi chiaro, che l’investimento è stato concordato in prospettiva politico-economica visto il frequente allontanamento di compagnie occidentali dal territorio ungherese. Come chiarito nei mesi scorsi su East Journal, l’approvazione della cosiddetta legge schiavitù non fu che il disperato tentativo di convincere le compagnie automobilistiche tedesche a non delocalizzare la produzione altrove. L’avvicinamento ungherese prima alla Russia e poi alla Cina dimostra l’intenzione del governo Orbán di diversificare le fonti di investimenti. Il governo cinese, invece, ha dimostrato ancora una volta di saper sfruttare a suo favore il pragmatismo dei governi euro-scettici.

Foto: Hungary Today

Chi è Gian Marco Moisé

Dottorando alla scuola di Law and Government della Dublin City University, ha conseguito una magistrale in ricerca e studi interdisciplinari sull'Europa orientale e un master di secondo livello in diritti umani nei Balcani occidentali. Ha vissuto a Dublino, Budapest, Sarajevo e Pristina. Parla inglese e francese, e di se stesso in terza persona.

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