UNGHERIA: Approvata la legge “anti-ONG”

La controversa legge sulle Organizzazioni non governative sembra concretizzarsi sempre di più. Dopo aver ottenuto la maggioranza in parlamento martedì 13 giugno con ben 130 voti favorevoli a fronte di 44 contrari e 24 astensioni, il capo di stato János Áder ha firmato il provvedimento, affermando di non vedere nessun impedimento legale o costituzionale che possa ostacolarlo.

L’emendamento prevede l’iscrizione da parte delle ONG che ricevono – direttamente o indirettamente – più di 7,2 milioni di fiorini (circa 23.400 €) l’anno in un particolare registro delle “organizzazioni finanziate dall’estero”. I fondi dell’Unione Europea sono esclusi da questa normativa. Di conseguenza, il patrimonio delle ONG sarà pubblico. Inoltre, le organizzazioni dovranno apporre la dicitura speciale “finanziate dall’estero” in tutti i loro documenti, comunicati stampa e siti web. La mancata adeguatezza ai requisiti indicati, potrà portare ad ammonimenti, sanzioni e – in extremis – il loro diritto di operare nel paese potrà essere sospeso.

Amnesty International ha espresso la sua evidente preoccupazione, definendo l’emendamento una mossa repressiva. Secondo l’organizzazione, infatti, lo scopo del governo ungherese è proprio di indebolire e screditare le ONG. John Dalhuisen, direttore europeo di Amnesty, paragona il provvedimento alla legge russa del 2012, che identifica le organizzazioni no-profit riceventi fondi dall’estero come “agenti stranieri”.

Per il governo ungherese, la legge ha come unico scopo proteggere la sicurezza nazionale, evitare il riciclaggio di denaro e prevenire il terrorismo internazionale. L’emendamento, però, andrà a colpire soprattutto le organizzazioni che proteggono i diritti dei rifugiati e dei migranti, fornendo così tutti i servizi e le tutele legali necessarie che lo stato sembra negare. Non a caso, l’Ungheria ha ricevuto pesanti ammonimenti dall’Unione Europea in maniera di diritti umani.

Il primo ministro Viktor Orbán sembra sempre più deciso nella sua crociata verso l’Unione Europea e verso il suo acerrimo nemico George Soros, soprattutto dopo che quest’ultimo ha definito l’Ungheria come uno “stato mafioso”. Non a caso, molte delle ONG colpite dalla legge sono finanziate dal magnate americano.

Le organizzazioni non governative sono sul piede di guerra: Hungarian Civil Liberties Union e Hungarian Helsinki Committee hanno già annunciato che non si iscriveranno ad alcun registro, mentre Amnesty ha definito la legge come “un attacco alla società civile”. Hatter Society, un’organizzazione che supporta i diritti LGBT in Ungheria e riceve il 90% del suo patrimonio dall’estero, ha espresso la sua preoccupazione. Tamas Dombos, uno dei membri del board direzionale, ha manifestato il suo disappunto, spiegando come questa legge possa cambiare la percezione dell’opinione pubblica verso le ONG. “La legge, chiaramente, non mira alla sola trasparenza, ma rendere il lavoro delle ONG molto più difficile, se non impossibileha aggiunto Dombos.

 

Chi è Giulia Pracucci

Giulia Pracucci
Classe 1991, laureata in Mediazione Linguistica e Culturale con una tesi sulla carriera degli interpreti dei dittatori. Dopo aver passato un inverno in Lettonia e una primavera in Germania, si stabilisce a Budapest dove vive e lavora da quasi tre anni.

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