MACEDONIA: 12 arresti e tanta rabbia

È di dodici arresti il bilancio della giornata di ieri nella capitale macedone. Ma andiamo con ordine:

Ieri, la decisione del presidente Gjorge Ivanov di bloccare tutte le procedure giudiziarie nei confronti dei politici coinvolti nello scandalo intercettazioni viene pubblicata sulla gazzetta ufficiale.

Verso le 18,30 inizia l’assembramento, organizzato da Protestiram, davanti all’ufficio del presidente della Macedonia a Skopje. In piazza ci sono le varie componenti della società civile, le NGOs, i partiti di sinistra e anche l’opposizione di Zaev. Un’ora dopo, la manifestazione continua verso il parlamento, dove si sviluppano alcune tensioni con la polizia. I manifestanti intendono raggiungere la sede del partito di governo, VMRO-DPMNE, ma la polizia li blocca.

Il corteo ritorna sui suoi passi e si dirige nuovamente verso l’ufficio presidenziale. Questa volta inizia una sassaiola e l’ufficio viene letteralmente demolito. Spuntano i primi ermellini della polizia, ma i getti d’acqua non vengono azionati. I manifestanti si dirigono verso il Ministero della Giustizia e intervengono le forze speciali che attaccano i manifestanti e disperdono il corteo.  “La folla si è divisa in tre”, spiega Mariglen Demiri, uno dei leader del movimento, “è a questo punto che sono iniziati i fermi e gli arresti”. Tra i dodici arrestati anche Branimir Jovanovic, economista e ricercatore ospite all’università di Torino, mentre non è chiaro il numero dei feriti, tra i quali anche un giornalista del portale web Plusinfo.

In queste ore la polizia macedone ha bloccato ai mezzi l’accesso al centro. La società civile si sta radunando nuovamente davanti al parlamento. Si attende, sempre in centro, anche una manifestazione dei pro-governativi, organizzata dall’associazione dei cittadini per la difesa della Macedonia. Dopo i fatti di ieri la tensione è alta e il clima dopo gli arresti non può che peggiorare.

La galleria fotografica della giornata di ieri è stata gentilmente concessa da Vanco Dzambaski.

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Chi è Mattia Marinolli

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Nato a Torino nel 1983, inizia ad occuparsi seriamente di fotografia nel 2009 durante un periodo in Cina di tre anni. Si sposta nel 2012 in Inghilterra per un anno e mezzo. Tornato in Italia si occupa di progetti fotografici e reportage. Parla inglese, cinese mandarino e francese.

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