INTERVISTA: "Sono stato un separatista in Ucraina"

Artur Gasparyan, 24 anni, è nato a Spitak in Armenia. Nel maggio scorso è stato reclutato a Mosca per combattere nell’Ucraina orientale. Ora, tornato nella capitale russa, ha rilasciato un’intervista a Mumin Shakirov, pubblicata dal quotidiano britannico The Guardian. Ne emerge uno spaccato interessante di chi sono i volontari che vanno a combattere, di cosa pensano e delle loro esperienze.

Tutto è cominciato con l’incendio di Odessa, dove sono morte 42 persone che manifestavano a favore di Mosca. Dopo quel fatto hai scritto sul social network V-Kontakte esprimendo il desiderio di andare a combattere in Ucraina. Cos’è successo dopo?

Mi è stato dato appuntamento a nord di Mosca, dalle parti del Centro delle esposizioni panrusso (VDNK), e lì c’erano altre dieci persone. Ci ha incontrato un uomo, dall’accento slavo, che senza dirci il suo nome ha cominciato a farci domande. Prima di tutto ci ha chiesto se sapevamo maneggiare armi. Poi ci ha messo in guardia dicendo che saremmo stati mandati a Sloviansk, che vi avremmo trovato morte certa, e che la punizione in caso di saccheggio era l’esecuzione sul posto – come poi ho visto con i miei occhi diverse volte mentre ero in Ucraina. A quelle parole, due dei convenuti se ne sono immediatamente andati.

Ti hanno promesso dei soldi?

Non mi hanno promesso né una paga né dei soldi. Solo cibo, vestiti, armi e la garanzia che avrebbero trasportato i nostri cadaveri a Rostov sul Don per consegnarli alle nostre famiglie. Se le avessero trovate. Hanno insistito perché distruggessimo i nostri account online e rimuovessimo ogni informazione personale dai social network.

Come sei arrivato al confine ucraino?

La mattina del 12 maggio siamo saliti su due auto in direzione sud. Ci sono volute quasi 24 ore solo per arrivare a Rostov sul Don. Ho capito poi che anche gli autisti erano volontari. Ci hanno portato a un campo fatto di piccole case vicino a un torrente e alla foresta. Non ho idea di dove fossimo, anche perché avevano sequestrato tutte le carte stradali in nostro possesso, le nostre schede telefoniche e altri effetti personali. Lì abbiamo indossato i vestiti che ci hanno dato

Quanto sei rimasto in questo campo?

Circa due settimane. Ogni giorno sempre più persone arrivavano. Alla fine eravamo quasi un centinaio. Abbiamo ricevuto un addestramento militare, le nostre giornate avevano ritmi stabiliti. Appena svegli si andava a correre, poi c’era la colazione e dopo l’addestramento nella foresta. Lì abbiamo imparato l’uso dei segni manuali.

Cosa intendi con segni manuali?

Ci hanno insegnato a comunicare usando gesti e facendo segni in modo da riconoscerci gli uni con gli altri, o per comunicare silenziosamente durante le notti. Ora so parlare con le mani come fanno i sordi. Tutto questo ci è stato insegnato da un istruttore in abiti civili che non ci ha mai rivelato il suo nome, come tutti i capi tra l’altro. Tra di noi ci chiamavamo con nomi di battaglia e anche adesso ignoro il nome di gran parte dei ragazzi che sono stati uccisi in quell’inferno.

Avevi esperienze di combattimento prima di andare in Ucraina? Sei stato nella regione separatista del Nagorno-Karabakh…

Sì, ho combattuto in Nagorno – Karabakh, ma si è trattata più che altro di una guerra di posizione, con qualche scambio di fuoco o lanci di granate. Ero però quello che ne sapeva di più di guerra tra i ragazzi che c’erano là.

C’erano nazionalisti russi tra loro?

Non ho visto nazionalisti benché molti degli uomini che combattevano con me fossero slavi, principalmente russi, bielorussi e ucraini. Non so, erano dei buoni patrioti. Nessuno di loro mi ha mai preso in giro perché sono armeno. C’era un gruppo di uomini dal Caucaso, e altri armeni che provenivano da Krasnodar o dalla città ucraina di Kryvvi Rih. Alcuni ceceni si sono uniti al gruppo poco dopo. Sono diventato amico con un paio di loro, uno chiamato “Rosso” e l’altro “Piccolo”. Sono stati uccisi in quei camion Kamaz...

Come avete passato il confine?

Intorno a mezzanotte, il 23 maggio, lasciammo la base. Eravamo un centinaio a bordo di camion Kamaz. Eravamo accompagnati da una guida, a bordo di una jeep Niva. Ci sono volute diverse ore prima di giungere al confine. Lì ci siamo uniti ad altri cinquanta uomini provenienti da un altro campo e ci sono state date le armi: lanciagranate, fucili automatici, pistole e granate. Poi siamo stati fatti risalire sui camion.

Vi hanno insegnato a usare quelle armi?

Alcuni sapevano come usare i lanciagranate. Io sono stato messo a capo di una squadra di mitraglieri composta da tre-sei uomini. Loro mi hanno assegnato questo compito dopo aver esaminato i miei documenti di servizio militare. C’erano alcuni codici numerici che non avevo notato prima. Quando mi hanno chiamato mi hanno chiesto di leggere un codice che serviva loro per capire qual è stato il mio addestramento. Questo mi ha fatto supporre che ogni settore lavorasse indipendentemente dall’altro.

Cosa intendi dire con “loro”? Sono quelli del FSB [i servizi segreti eredi del KGB, ndr], dell’intelligence militare (GRU), del ministero degli interni russo? Chi sono queste persone che vi hanno addestrato e portato oltreconfine?

Non conosco i loro nomi, nemmeno il nome di battesimo. Sembravano slavi. Erano tutti in abiti civili. Ma non ricordo nemmeno le loro facce.

Quando avete attraversato il confine?

E’ stato intorno al 24 maggio. Oltre il confine, dal lato ucraino, siamo stati accolti da alcuni alti rappresentanti della Repubblica Popolare di Donetsk. Ci hanno portato in una base militare sotto il loro controllo e ci hanno assegnato ad una caserma. Abbiamo dormito tutto il giorno. Il 25 maggio abbiamo preso parte a una parata in città, sfilavamo sui nostri camion. quella parata è stata resa famosa dai ceceni che rilasciarono interviste, posarono per le telecamere mentre sparavano in aria e tutta la gente ci acclamava come i liberatori russi. A sera siamo tornati nelle nostre caserme.

E quando hai partecipato al primo combattimento?

La notte del 25 maggio è suonato l’allarme. Siamo stati fatti salire su un autobus civile e spediti all’aeroporto. Tutto il nostro gruppo, eravamo un centinaio, è stato mandato in un edificio dove ci siamo uniti a un gruppo di ossetini. I passeggeri sono stati evacuati ma alcuni impiegati sono rimasti nell’edificio. L’aeroporto è stato così rapidamente occupato e alla mattina alcuni aerei sono atterrati senza che interferissimo con le operazioni. Ci siamo posizionati in ogni piano dell’edificio. Con un mio aiutante sono salito sul tetto e ho piazzato la mitragliatrice: l’ordine era che nessuno si avvicinasse all’aeroporto per un raggio di mezzo chilometro.

Qual era lo scopo di occupare l’aeroporto civile a Donetsk? In quel momento i combattimenti stavano avendo luogo in tutt’altro posto, nei pressi di Sloviansk…

Allo scopo di prevenire l’invio di truppe da Kiev. Ci è stato detto che nessuno avrebbe sparato su di noi. Che dovevamo solo posare per le telecamere, disarmare tutti e mandarli a casa, occupando l’aeroporto.

Cosa intendi dire? Disarmare chi?

Le truppe intorno all’aeroporto. Dovevamo spaventarli, mostrare che eravamo dei duri e tutti ci temevano. Ma si è rivelato il contrario. Alle due del pomeriggio è arrivato un elicottero, poi degli aeroplani, e hanno cominciato a bombardarci. Fu un grosso attacco, dal tetto ho potuto contare quattro elicotteri e due aerei.

Avevate armi antiaeree mobili?

Il nostro comandante era Alexander Khodakovsky [già a capo delle forze speciali Alfa durante la presidenza Yanukovich], capo del battaglione Vostok, composto da volontari russi. Lui ci disse che non avrebbero mai bombardato l’aeroporto e per questo lasciammo gli “zenit”, cioè le armi anti-aereo da spalla, nelle nostre caserme. Con noi c’erano però i suoi cecchini, oltre che agenti del SBU, il servizio di sicurezza ucraino. Costoro, che erano passati dalla parte della Repubblica popolare di Donetsk, portavano fucili che non avevo mai visto prima. All’una però sono spariti e alle due l’attacco è iniziato.

Cos’è successo nel luogo dove ti trovavi tu?

Eravamo sul tetto con la mia squadra. Un ceceno è stato subito ucciso, altri due feriti. Sparavamo sull’elicottero con tutto ciò che avevamo ma siamo stati costretti a rifugiarci nell’edificio. Cadevano bombe da tutte le parti. Loro avevano dei lanciamissili posizionati intorno all’aeroporto da cui ci sparavano. Khodakovsky ha ingenuamente pensato che siccome l’aeroporto era nuovo – aperto nel 2012 per gli europei di calcio – non l’avrebbero bombardato. Se solo avessimo avuto le nostre armi antiaeree niente di tutto ciò sarebbe accaduto.

Pensi a un tradimento o a incompetenza?

Non lo so. Abbiamo perso molti uomini. Uno dei ceceni, lanciando due bombe fumogene sul tetto, ci ha condotto in salvo dentro l’edificio e in un modo o nell’altro siamo scesi fino al piano terra, aspettando di essere uccisi. Non potevamo uscire da lì. Qualcuno trovò il comandante, detto Spark, che diede l’ordine di salire sui camion. Non volevo, sapevo che rischio era, ma Spark mi disse: “se discuti gli ordini, ti ammazzo qui”. E sono salito.

Quanti eravate sul camion?

C’erano circa una trentina di uomini per camion. Una squadra rimase di copertura nell’aeroporto. Sono poi riusciti a tornare a piedi nella notte. Spark diede l’ordine di uscire a tutta velocità dall’aeroporto sparando in tutte le direzioni a ogni cosa si muovesse. Abbiamo scoperto il cassone del camion e siamo partiti. Ogni camion viaggiava a 500 metri di distanza dall’altro, sparando ovunque. E’ stato terrificante.

Qual è stata la versione ufficiale?

In televisione hanno detto qualcosa di milizie che venivano trasportate disarmate e ferite sotto il segno della Croce Rossa e che l’esercito ucraino avrebbe sparato su di esse. Ancora oggi non so se fu fuoco amico o cosa. Ero sicuro si trattasse della Guardia nazionale ma due giorni dopo uno degli uomini rimasti all’aeroporto a coprirci la fuga mi disse che erano stati i nostri a spararci. Ci siamo chiesti allora che fare e decidemmo di fuggire a piedi, durante la notte, e tornare in Russia. Abbiamo trovato alcuni abiti civili e ci siamo cambiati, prendendo alcuni zaini e abbandonando le armi. C’era un autista con noi, ci ha detto che aveva uno zio fuori Donetsk. Nella notte sei di noi raggiunsero quella casa ma alla mattina del 27 abbiamo sentito degli spari e capimmo che avevano mandato una squadra a cercarci.

Come vi hanno trovato?

Non ne ho idea, forse qualcuno ci ha venduto. Siamo corsi via e ce la siamo cavata ma eravamo senza soldi né documenti. Andammo così fino a un checkpoint a Horlivska, controllato dai separatisti, e raccontammo loro la nostra storia. Ci affidarono a un comandante, detto “Diavolo”, che ci promise di rispedirci in Russia alla prima occasione. Si rivelò essere un tipo a posto, un soldato professionista di Horlivska, e ci disse che non ci avrebbe rimandato dagli “orientali”. Restammo con lui due settimane.

Cosa hai fatto a Horlivska dal 28 maggio al 15 giugno?

Ho nuovamente indossato la divisa. Mi sono state date armi e ho preso parte a molte operazioni. Questi erano meglio organizzati, più sistematici. Abbiamo fatto azioni di guerriglia, sgattaiolando e facendo saltare obiettivi come una stazione di benzina a Dokuchayevsk. Passavamo la notte dentro auto civili protetti da una postazione con mitragliatrice e lancia granate.

Perché avete fatto saltare la stazione di benzina?

Così gli ucraini non potevano più rifornire i loro blindati e i loro camion.

Ma a voi non serviva benzina?

Non avevamo veicoli. Cose così sono arrivate solo dopo che me ne sono andato.

Quali sono le storie raccontate in televisioni che trovi più oltraggiose e che più ti disturbano?

Quando intervistano persone responsabili della Repubblica Popolare di Donetsk. La Repubblica Popolare di Donetsk è una finzione. Esiste solo negli uffici di Borodai (Alexander, primo ministro dell’autoproclamata Repubblica) ma le decisioni vengono prese altrove.

Alcune fonti dicono che circa il 20% dei miliziani è russo e più dell’80% è composto da milizie locali ucraine

Io dico l’esatto opposto. La gran parte sono russi, ceceni e ingusci. Ci sono poi armeni, come me. Ho parlato con la gente del posto e mi hanno detto che loro fanno quel che sono obbligati a fare. “Che cosa vi hanno obbligato a fare” e loro “Di votare, e lo abbiamo fatto. Ma il resto è affar vostro”. Questo è. Hanno partecipato al referendum per l’indipendenza della Repubblica Popolare di Donetsk ma non vogliono combattere. Uno mi ha detto: “Quel che voglio è prendere il mio stipendio e bere fino al giorno dello stipendio successivo”.  In genere non hanno esperienza, non sanno maneggiare armi, non sono stati nell’esercito. Almeno così è a Donetsk.

E a Horlivka?

Mezzo e mezzo, ma i russi combattono meglio. C’è gente che è stata nell’esercito ma gli ucraini non hanno un vero esercito da 23 anni.

Perché ci stai raccontando tutto questo?

Perché le persone che hanno tradito me e i mie compagni all’aeroporto ancora danno ordini, e volontari dalla Russia ancora vanno a servire ai loro ordini. Voglio che queste persone sappiano chi li comanderà. Io sono andato. Sono sopravvissuto per miracolo. Mi dispiace per loro perché serviranno gente come Khodakovsky.

Come sei tornato in Russia?

“Diavolo” ha mantenuto la parola. Tre ragazzi sono venuti con me. Ci ha ringraziato e ci ha dato mille hryvnie lungo la strada augurandoci buona fortuna. Abbiamo attraversato la regione di Lugansk su auto civili, evitando i posti di blocco, per circa 150 chilometri. Superato il confine russo siamo stati raccolti e condotti a Rostov, nella stessa base dove siamo stati addestrati. Ci hanno restituito i nostri documenti, i vestiti, i soldi e siamo tornati a casa.

Tu sei armeno. Perché hai deciso di rischiare la vita per una nazione straniera?

Non considero la Russia un paese straniero. Ho una mentalità sovietica. Mio nonno ha combattuto per l’Unione Sovietica e io ho fatto lo stesso. Non considero la Russia un paese straniero.

This article originally appeared in Russian on RFE/RL’s Russian Service

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Nella foto Gasparyan during his time in the Vostok battalion

Photograph: Artur Gasparyan

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60 commenti

  1. Grazie Matteo per questa testimonianza, la ritengo molto interessante tutto possibile e tutto vero nulla di strano e propongo ai lettori anche questo articolo
    http://www.ilgiornale.it/static/reportage/ucraina/uomini_neri.htm

  2. Ma va? Che strano la tv della nostra patria Russia dice il contrario :D.. e il problema è che la maggiore parte dei miei connazionali ci crede! in russia serve che suoni una sveglia per la gente… ma non suonerà mai questa sveglia… solo chi se ne è andato dalla russia può capire quanto bella sia e quanto schifo faccia il resto dentro la russia.

  3. Il fatto che l’abbia pubblicata il Guardian rende questa “intervista” poco credibile. Fra l’altro l’inviato del Sunday Times Mark Franchetti, che è stato un mese tra le milizie di Donetsk, racconta che i miliziani sono tutti locali e che lui di russi o ceceni non ne ha visti.

    • Mark Franchetti… uno dei più grandi bufalisti in circolazione: finto rapito, finto prigioniero, finto liberato.
      Uno che non riconoscerebbe la differenza fra un monumento a Volodymyr il Santo e uno a Lenin…
      Una delle sue ultime “fatiche” è un’intervista registrata a Sloviansk, durante la quale è stato praticamente mandato a quel paese, ma che è andata in onda lo stesso, sperando che nel mondo anglosassone nessuno capisca l’ucraino/russo.

      • Ti stai confondendo con Graham Phillips, il giornalista inglese di Russia Today. Mark Franchetti è uno dei più rispettati cronisti di guerra del mondo, lavora per il Sunday Time, è stato in Cecenia, Irak, Afghanistan e in un sacco di altri posti. Scrive anche per La Stampa di Torino. E’ da sempre uno dei più acerrimi critici di Putin, per questo la sua testimonianza è stata cosi indigesta a Kiev, non se l’aspettavano

        • Touché! Effettivamente ho confuso Franchetti con Phillips.
          Confermo comunque l’intervista registrata a Sloviansk. Circa la “testimonianza” vorrei far notare che risale al primi di giugno e tenendo conto che dobbiamo andare indietro di un mese, significa che parliamo dei primi di maggio: un’era geologica fa per la crisi ucraina. Chi sa cosa troverebbe oggi?

  4. “Ci ha incontrato un uomo, dall’accento slavo,”
    Scusate, e che accento doveva avere?!

  5. Non avevo visto che il servizio originale era di Radio Free Europe, l’emittente della CIA. E’ la prova definitiva che si tratta di una montatura.

  6. Vlad62 può essere possibile, ci sono mercenari da entrambe le parti che problema c’è?
    ovvio gli americani aiutano e sovvenzionano rivolte in Ucraina come in mezzo mondo i russi possono fare uguale.
    Poi quanto sia vera o falsa la testimonianza chi lo sa ma la cosa non sposta il problema.

    • Certo che ci sono mercenari da entrambe le parti, ma non rilasciano interviste ai media del nemico. Questa è palesemente fasulla. Comunque in Russia ho conosciuto gente del Donbass, loro in realtà speravano che Putin li liberasse come ha fatto con la Crimea, non si aspettavano di dover combattere da soli e finire sotto le bombe. Penso che alla fine la Russia dovrà intervenire, e in questo caso la guerra finirà in 48 ore come in Georgia.

      • Adesso però non possiamo paragonare la presenza di mercenari tra le fila ucraine e tra le fila separatisti. Ci corre un abisso.A capo della repubblica di Donetsk ci sono Borodai e Strelkov che risultano essere cittadini russi, la presenza di centinaia di mercenari ceceni è ammessa dagli stessi vertici delle Repubbliche autoproclamate. La Russia cerca volontari e invia mercenari sul fronte ucraino, questo è innegabile. Soprattutto in Cecenia pare che il reclutamento sia piuttosto “forzato”, d’altronde che i ceceni siano un po’ considerati da Mosca “carne da macello” non è un mistero. Certo è difficile distinguere tra propaganda e verità, ma credo che questo sia un aspetto difficilmente confutabile.

        https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=5&cad=rja&uact=8&ved=0CEAQFjAE&url=http%3A%2F%2Fwww.agccommunication.eu%2Fgeopolitica%2Fregoledingaggio%2F7339-ucraina-cecenia-mercenari&ei=x_LXU_aaB6Kb0QXOr4GYAQ&usg=AFQjCNE6edOxl1RyiX-mibiExTzuRy22IQ&sig2=mngNfWggvihN25AMZ7RHcQ

        • Scusa Alessandro ma queste regole chi le ha scritte?
          I mercenari dell’Ucraina si dalla parte dei filorussi no?

        • Guarda, l’esercito ucraino detiene centinaia di miliziani prigionieri, se solo tra questi ci fosse un militare russo o un ceceno l’avrebbero mostrato a tutte le TV del mondo, puoi stare tranquillo. Finora di questi fantomatici russi non ce ne hanno fatto vedere uno.

          • Nelle televisioni ucraine se ne parla spesso e si mostrano anche immagini.

            Questa è la televisione della Repubblica di Donetsk. Non credo ci sia bisogno di aggiungere niente altro.

          • questi sono volontari che vanno li di loro iniziativa, non li manda la Russia. Anche nella naz(i)guardia ucraina combattono neonazisti di tutto il mondo, anche italiani.

          • Solo degli abbacinati mentali possono pensare che qualcuno in Russia si possa sognare di organizzare campi di raccolta e addestramento militare, decidere di andare “VOLONTARIO” IN QUALSIASI PARTE, senza una precisa direttiva della GRU!
            E’ semplicemente impensabile che uno qualunque si procuri carri armati, lanciamissili, armi leggere e se ne vada in giro per la Russia fino al confine con l’Ucraina, attraversarlo e andare a combattere in un altro paese…. senza una direttiva precisa delle autorità militari russe.
            Sarebbe impensabile in Italia, è semplicemente INCREDIBILE in Russia.
            Va bene le fette di salame, ma qui si tratta di interi culatelli……

          • tutte le armi che hanno i miliziani le hanno ricevute dai disertori dell’esercito ucraino. Non hanno armamenti russi, è tutta roba degli arsenali ucraini

          • Sicuramente !!! Gli asini hanno le ali e li vede volare…..

          • Ma cosa dici . . .

          • Esattoo, sono le TV Occidentali che non informano correttamente, anzi dipingono a loro piacimento !

          • Patriot le tv occidentali sono TUTTE schierate con l’Ucraina e gli USA nessuna voce fuori dal coro stanne certo quindi non dire falsità.

  7. Caro Vlad62 guardati questo video sul perché la Russia non può aiutare i fratelli del Donbass

    http://www.pandoratv.it/?p=1587#.U9fTTUEhYuA.mailto

    È un video diramato sulle reti dell’est ucraina per tenere calmi gli indipendentisti.

    • Interessante, solo che non dicono chi lo ha realizzato. Mi sembra uno spot piuttosto astuto, in realtà la Russia sta aiutando il Donbass eccome, ma senza farsi coinvolgere direttamente. Tanto sanno che basta tener duro per qualche settimana ancora e l’Ucraina andrà in pezzi. A Kiev hanno chiuso l’acqua calda, in Transcarpatia (Ucraina occidentale) la gente da tre giorni sta bloccando le strade per impedire la partenza dei soldati locali per il fronte. Nella stessa Kiev i parenti dei soldati al fronte hanno minacciato di bloccare il palazzo presidenziale se non fanno tornare a casa i loro congiunti. Il consenso per la guerra è in picchiata tra gli ucraini e la coalizione di governo si è già sfaldata.

      • È stato realizzato dalla Russia, per far capire le motivazioni del non intervento.
        Lo so che in ucraina molte madri mogli e sorelle stanno protestando per evitare che i loro cari vadano a morire in guerra ma non son convinto che l’Ucraina crollerà io penso riescano a riconquistare l’est..mi sbaglierò , anche se comunque anche militarmente lo prenderanno quella terra non sarà mai più loro almeno non come prima di questa guerra !!
        Guarda l’altro video che ho postato giusto per controbilanciare l’altra informazione che arriva dai media europei!

  8. Dimenticavo è anche arrivata la lettera di richiamo al figlio del presidente Poroschenko, chi l’ha spedita è stato subito rimosso ovviamente e il figlio non è partito.
    Son stati richiamati tutti i ragazzi dai 18 anni o su !!!

    • Ieri sui media ucraini è andata un’intervista con un miliziano della Guardia Nazionale che ha raccontato che le perdite ucraine al fronte sono enormi e vengono occultate dal governo. Deve essere una cosa seria perchè la Nazgvardia si è presa la briga di diramare un comunicato ufficiale per dire che il soldato Bogdan Loziskov non è dei loro, ma ormai la realtà sta venendo a galla e pure i media ucraini iniziano a denunciarla.

    • Quale che sia la situazione del fronte interno in Ucraina, bisogna riconoscer che sui media ucraini se ne discute liberamente e criticamente, questo comunque è una segno di consenso/dissenso e partecipazione. Il richiamo nella riserva dei cittadini maschi da 18 a 50 anni è stata decisa dal parlamento, praticamente all’unanimità… dove se non sbaglio siedono ancora i deputati del Partito delle Regioni.
      Su quelli russi passano solo le veline e le direttive del Minculpop. Ricordiamoci come era stata coperta l’avventura cecena…..
      Solo per curiosità: il sig. Poroschenko ha quattro figli, di cui due maschi, a quale dei due è occorsa la “piacevole” disavventura?

      • “se ne discute liberamente e criticamente” – è una barzelletta ?

        • “A Kiev hanno chiuso l’acqua calda, in Transcarpatia (Ucraina occidentale) la gente da tre giorni sta bloccando le strade per impedire la partenza dei soldati locali per il fronte. Nella stessa Kiev i parenti dei soldati al fronte hanno minacciato di bloccare il palazzo presidenziale se non fanno tornare a casa i loro congiunti. Il consenso per la guerra è in picchiata tra gli ucraini e la coalizione di governo si è già sfaldata.”
          “e pure i media ucraini iniziano a denunciarla”
          Sono sue affermazioni o sbaglio? quindi vuol dire che se ne discute, oppure le “denunce” le fanno in un angolo tutti da soli e con la RT? La famosa “testimonianza” di Franchetti venne trasmessa in un talk show ucraino, sicuramente non sui media cekisti russi….
          Le uniche barzellette sono certi interventi…., anzi no troppo livore e confusione.

          • la notizia che a Kiev non c’è piu l’acqua calda è un po difficile da tener nascosta agli abitanti, non credi ? La testimonianza di Franchetii li ha presi alla sprovvista perchè è avvenuta in diretta, difatti gli hanno tolto subito il collegamento

          • Guardando l’intervento completo ed originale dopo il contributo di Franchetti la trasmissione è continuata e c’è stato pure un dibattito, non ho percepito nessun collegamento tolto.

          • Gian Angelo confermo che il dissenso sul reclutamento di riservisti e non solo hanno precettato tutti gli uomini dai18 in su è verissima !
            Madri mogli sorelle stanno manifestando per non farli partire, non è una barzelletta ne propaganda putiniana…

          • Madri, mogli e sorelle hanno sempre manifestato per non far partire i loro uomini, e molte li hanno pure pianti dopo.
            Chi ha scatenato questa aggressione ha sulla coscienza molti morti.
            In casi del genere proprio perché non mi permetterei mai di fare dello spirito, non sono molto tollerante su certe qualunquistiche boutades.

    • Direi che dal mio punto di vista, il dato interessante è che si parli tranquillamente di “aggressione” russa e truppe regolari russe. Circa il DOPO, è illustrato il solito trito copione di balli e canti e gente sorridente, militari in pensione e speranze per il futuro.
      Roba da documentari Luce del ventennio. Piazza Venezia era sempre strabocchevole quando lui parlava dal balcone.

      • E si li trovi come i documentari LUCE mentre i bollettini di Oksa li trovi molto interessanti…..ma per favore!

        • Ha letto il secondo punto del bollettino di Oksa?
          Sa come sono morti nella casa di cura?
          Non a seguito di un combattimento ma hanno semplicemente bombardato un ospizio di anziani invalidi con granate?
          Non è vero che è stato chiusa l’uscita ai civili è stato sgombrato per esempio un orfanotrofio di bambini malati di AIDS con i bus russi prima che venisse NUOVAMENTE bombardato dall’esercito di Liev, sperando che nel viaggio non bombardino ance i bus!!
          Sta succedendo ne più ne meno quello che fanno in Palestina gli israeliani bombardano scuole ONU con bambini dentro, per poi giustificarsi che è colpa dei terroristi che si nascondono fra i civili.

        • I bollettini di Oksa sono quello che sono, ognuno è libero di leggerli o no. E di contestarli.
          C’è sempre qualcuno (non parlo di Lei) che ha il vizio di volerci dire cosa dobbiamo leggere, cosa dobbiamo pensare ed ad applaudire a comando.

  9. 29 luglio – Il battaglione di volontari “Azov”, supportato dai militari, ha preso la città di Novyi Svit nei pressi di Donets’k.

    29 luglio – I terroristi hanno completamente bloccato le uscite da Luhans’k per i civili, – ha detto il portavoce del Consiglio di Sicurezza e di Difesa Nazionale Andrii Lysenko. Gli abitanti sono ostaggi dei terroristi. A Luhans’k nel corso della sparatoria sono morti 5 pensionati di una casa di cura.

    29 luglio – I terroristi russi hanno sparato al minibus che traportava i bambini evacuati dagli orfanotrofi. Un bambino è stato ucciso, dieci sono stati feriti, – ha comunicato il capo del gruppo “Informatsijnyi Opir” Dmytro Tymchuk.

    29 luglio – Igor Bezler, noto come “Bes”, uno dei principali leader terroristi, si trova in Russia, nell’Ufficio della Direzione principale dell’Intelligence delle Forze Armate della Federazione russa, – ha dichiarato il consigliere del ministro degli Affari Interni dell’Ucraina Zorian Shkiriak. Sarà andato a ricevere nuove istruzioni o a comperare nuovi sistemi “Buk” nei supermercati di Mosca?

    29 luglio – In tutto, per colpa del fuoco aperto sul territorio russo contro gli ucraini, sono morti 27 militari ucraini e 185 soldati sono stati feriti, – ha detto il portavoce del Centro Informazioni del Consiglio di Sicurezza e di Difesa Nazionale Andrii Lysenko.

    29 luglio – Gli ambasciatori degli Stati membri dell’UE nel corso di una riunione a Bruxelles hanno deciso di introdurre sanzioni di terzo grado nei confronti della Federazione russa. Le sanzioni finanziarie introdurranno restrizioni per le banche statali russe, le istituzioni statali della Federazione russa, il settore petrolifero e quello dei prodotti per fini bellici.

  10. 30 luglio – I terroristi russi hano minato tutte le vie di accesso al luogo dello schianto del Boeing 777, il che rende impossibile agli esperti internazionali intraprendere i lavori per stabilire la causa

    della caduta dell’aereo, – comunica il Consiglio di Sicurezza e di Difesa Nazionale. La Commissione sospetta che i corpi delle vittime non ancora ritrovati si trovino ancora nella zona dove l’aereo si è schiantato.

    30 luglio – I servizi di Controspionaggio del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina hanno individuato una rozza falsificazione delle immagini satellitari del luogo dello schianto del Boeing 777 nel Donbas da parte dei russi. Lo scopo era quello di consegnare tali “prove” alla Commissione investigativa e dare la colpa alla parte ucraina, – ha detto il capo del servizio di Controspionaggio Vitalii Naida. Il personale del servizio di Intelligence della GRU della Federazione russa ha lavorato per quattro giorni sulle falsificazioni delle prove provenienti dai satelliti, ma hanno commesso non pochi errori. Dovranno rifarle.

    30 luglio – Il ministro degli Esteri della Federazione russa Sergei Lavrov ha proposto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di adottare una risoluzione riguardante il dispiegamento delle forze di pace russe nella zona in cui si è schiantato il Boeing 777. Forse sarebbe meglio invitare le forze di pace russe direttamente in Olanda, per monitorare al meglio la “corretta” esecuzione delle indagini?

    30 luglio – Nel corso del conflitto armato, nella zona dell’ATO gli sminatori ucraini hanno individuato e neutralizzato 3314 mine.

    30 luglio – Dall’inizio dell’operazione anti terrorismo nel Donbas, i terroristi russi hanno ucciso 363 militari ucraini, – ha comunicato il portavoce del Centro Informazioni del Consiglio di Sicurezza e di Difesa Nazionale Andrii Lysenko.

    30 luglio – Le forze dell’ATO stanno effettuando gli attacchi in più direzioni nello stesso tempo, restringendo il cerchio intorno ai territori occupati dai teroristi in Ucraina orientale, in particolare intorno a Donets’k e Luhans’k, – comunica il portavoce del Centro Informazioni del Consiglio di Sicurezza e di Difesa Nazionale Andrii Lysenko. Nella prima parte della giornata l’aviazione ucraina ha effettuato degli attacchi mirati sui raggruppamenti di terroristi nelle vicinanze di Makiivka. Intanto dalla Russia stanno arrivando nuovi terroristi.

    • Non sarebbe il caso di bannare questa sedicente “oksa”, che probabilmente è una qualche funzionaria governativa ucraina ?

      • Parafrasando una celebre parola d’ordine del maggio francese:
        BANNIAMO I BANNATORI (o aspiranti tali) !
        Gratta gratta ci troveremmo qualche travet (un minuscolo Fantozzi cekista) del vecchio Sovinformburo.

        • preciso che questo commento di Gian Angelo, è riferito ad uno precedente non mio dd. 31 Luglio 2014 .

          grazie

          • Confermo: si sono accavallati commenti riferiti a post dei giorni precedenti.
            La mia personale simpatia non può che andare all’Ucraina, aggredita dalla follia autoritaria di Putin e dei suoi manutengoli locali.

          • Grazie Gian Angelo

            La sua obiettività è molto apprezzata..

            Buona giornata a lei.

    • ‘ voi chi sareste Funzionari RUSSI ???

      Oksa ha i vostri stessi diritti di scrivere (pto)

      E mi chiedo se foste o siete italiani che interessi avreste verso la russia ?

      L’ Ucraina è un popolo che è stato aggredito, ora si sta difendendo !

      E fa benissimo

  11. Sinceramente Gian Angelo non capisco cosa non le sia piaciuto visto che non ho detto nulla di strano.

  12. Sarebbe interessante leggere una intervista di qualche contractor Usa a servizio del governo golpista di Kiev per far guerra al proprio popolo e uccidere civili innocenti… a centinaia. Una strage silenziata dall’informazione occidentale e sostenuta dall’appoggio criminale degli Usa e della Ue. Dal rapporto dell’Onu siamo venuti a sapere che in questa guerra di Kiev contro il popolo sono morti più di 1000 persone. Dov’erano i giornalisti occidentali in questo periodo? Dove è stata data l’informazione di tali morti? E i bombardamenti? Ah è vero. Quando si tratta di parlare delle morti dei civili filorussi ci vogliono riscontri e contro-riscontri. E poi si pubblicano interviste chiaramente inventate come questa.

  13. Quando nel 1938 la Gran Bretagna e la Francia hanno ceduto la Cecoslovacchia a Hitler, hanno trovato la guerra, non la pace. Quando nel 1941 gli Stati Uniti credevano che la guerra fosse lontano, da qualche parte in Europa, Pearl Harbor ha ricordato loro che la guerra era in casa loro. Quando nel 2008 l’Europa e l’America non hanno sostenuto la Georgia, la guerra si è avvicinata più di prima a Parigi e Berlino – in Ucraina. Nel 2014 l’Europa e l’America non osano sostenere l’Ucraina e la guerra sta coinvolgendo le loro famiglie – olandesi, inglesi, belga, tedesche, australiane. Non si può fuggire da una guerra, da un’aggressione sfrenata; questa avanzerà ancora se non ci si oppone con la massima determinazione.

    31 luglio – I piloti ucraini nel corso della giornata hanno effettuato 11 missioni e con l’artiglieria sono stati portati a termine 24 attacchi, distruggendo militanti e i loro armamenti, – ha detto il leader del gruppo “Informatsijnyi Sprotyv” Dmytro Tymchuk.

    31 luglio – I terroristi non hanno preso sul serio il “giorno di tregua” annunciato per il 31 luglio nel Donbas, nella zona di schianto dell’aereo malaysiano su richiesta del Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon, – dichiara il centro stampa dell’ATO.

    31 luglio – Per gli abitanti civili di Luhans’k è stato organizzato un “corridoio umanitario” perché possano uscire dalla città.

    31 luglio – La fase attiva dell’ATO in Ucraina orientale potrebbe terminare tra meno di un mese, – ha detto il Capo di Stato Maggiore Viktor Muzhenko.

    31 luglio – Il Parlamento dell’Ucraina non ha appoggiato le dimissioni del Primo Ministro Arsenii Iatseniuk; egli dunque rimarrà in carica.

    31 luglio – Il Parlamento dell’Ucraina ha ratificato l’accordo tra l’Ucraina, l’Olanda e l’Australia riguardante la missione internazionale per la protezione delle indagini sulla catastrofe dell’aereo malaysiano. Il primo gruppo di esperti olandesi ed australiani ha raggiunto il luogo dell’incidente nella regione di Donets’k.

    31 luglio – Il servizio stampa del governo tedesco ha negato le informazioni circolanti sui colloqui segreti tra il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente russo Vladimir Putin aventi per oggetto l’Ucraina.

    31 luglio – A causa dei continui bombardamenti e scontri armati, la città di Luhans’k è stata completamente scollegata dalla rete elettrica. La città è circondata dalle truppe ucraine.

  14. redazione

    Gent. Patriot

    la preghiamo di contenersi. Questo spazio non è pensato per lanciare slogan o inneggiare a questa o quella parte politica. Cordialmente

    la redazione

  15. Vistoo . . .

    Quello che avevo scritto 4 giorni fa era vero !

    estratto dall ‘articolo ( http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/14/08/06/ucraina-situazione.html ) :

    Kiev pepara l’assalto – Pur smentendo di avere avviato bombardamenti, l’esercito ucraino ha confermato di stare preparando un assalto alle due ultime grandi città in mano ai separatisti: oltre a Donetsk, Lugansk. “La morsa si stringe “, ha detto al telefono con France Presse Oleksii Dmytrachkivski, un portavoce dell’esercito ucraino che non ha voluto invece commentare il blitz aereo notturno. “Le truppe si stanno raggruppando e rafforzano le barricate. Ci apprestiamo a liberare le città”, ha aggiunto.

    LA MORSA SI STRINGE !

    Nonostante, diserzioni (se vere???), tante notizie contradditorie di partiste di sinistra, (mai 2 uguali).

    Speriamo solo che Putin non intervenga con le 20’000 truppe al confine, così dalla caduta di Donetsk e Lugansk, la guerra sarebbe finita.

    Ognuno a casa sua, tutti felici, mercato Gas da rivedere . .

  16. Osservate qua

    il ricercato Internazionale Vladimir Antjufeev sarebbe stato paracadutato nel Don Bass ?

    https://news.vice.com/article/the-other-side-of-the-same-coin-meet-moscows-parachute-politicians-in-eastern-ukraine

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