Gheddafi e Ceausescu, morti parallele

di Luca Bistolfi

da CPE Eurasia

In questo momento mi trovo in Romania e ricevo la notizia, attraverso la Rete, dell’uccisione, o per meglio dire, dell’assassinio del Presidente Gheddafi. Nonostante i pur legittimi dubbi che circolano sulla sua morte, simili a quelli che tuttora aleggiano sulla fine di Osama Bin Laden, dobbiamo dare per scontato che la morte del capo libico sia autentica. E questo perché troppe sono le solite cosiddette “coincidenze” e troppi, soprattutto, i parallelismi con altre luride situazioni simili.
Dicevo che sto trascorrendo qualche giorno in Romania non per mettere a parte i lettori dei fatti miei, bensì perchè la notizia della morte del Colonnello mi ha immediatamente riportato a un’altra morte, avvenuta vent’anni fa qui nel Paese carpatico. Il lettore si sarà subito avveduto che sto parlando di Nicolae Ceausescu.

Il parallelismo, ben lungi da essere una semplice suggestione, ha diverse ragioni d’essere.

Primo. In Romania la morte di Ceausescu fu preceduta da quella che ancora molti storici (soprattutto occidentali, ivi compresi i cosiddetti romenisti dei miei stivali), seguitano con ostinata ignoranza a chiamare “rivoluzione”. Ossia da un vastissimo movimento di piazza “spontaneo” sopraggiunto per saturazione causata dall’abuso del potere politico da parte del dittatore. La stessa cosa hanno detto e scritto, e diranno e scriveranno negli annali ufficiali, per quanto riguarda la Libia. Solo i più ottusi sostenitori della democrazia american style e del politicamente corretto fanno finta di non sapere che ciò che accadde in Romania nel 1989 non fu affatto una rivoluzione, bensì un colpo di Stato. Ci sono molti documenti pubblicati in questi anni nel Paese danubiano che, al di sopra di ogni ragionevole sospetto o dubbio, dimostrano questo. La “rivolta” di Timisoara e i “massacri” di civili per opera dell’esercito su ordine diretto di Ceausescu, seguitano a scrivere e a ripretere storici, giornalisti e la mia portinaia: nessun massacro.

Parlavano e scrivevano in tutto il mondo di 60mila morti ammazzati a Timisoara, quando questa città all’epoca aveva circa… 60mila abitanti. Poi la fuga in elicottero: altri documenti dimostrano che Ceausescu non scappò, bensì fu costretto a salire sul velivolo dal generale Stanculescu, una delle menti di quel colpo di Stato; egli stesso ne ha più volte parlato, ammettendo con chiarezza il suo ruolo in quella vicenda. (Tra le altre cose, il reverendo Lazlo Tokes, il pastore protestante ungherese che avrebbe dato l’abbrivio alla rivolta di Timisoara ora è vicepresidente del Parlamento europeo…). La lista delle “stranezze” è parecchio lunga, ma qui non posso dilungarmi oltremodo, ma altrove le ho scritte.

Secondo. Gli esperti di questioni arabe hanno in questi mesi, tra le altre cose, sottolineato la volontà autonomista di Gheddafi, la sua politica non disposta a piegarsi agli interessi privati del mondialismo e dell’atlantismo; in più la sua perfetta coscienza di capo politico, la quale gli suggeriva senza dubbio di mantenere posizioni tanto radicali quanto di evidente buon senso in relazione alle libertà economiche e politiche della Libia rispetto ai radioattivi invasori occidentali. La stesso principio automista e antioccidentale – ancorché non isolazionista, beninteso – può e deve essere applicato alla politica di Ceausescu, il quale, a principiare dal 1968 nei confronti dell’invasione sovietica in Cecoslovacchia, ha, da una parte, sempre rivendicato il diritto all’autonomia e alla libertà della Romania rispetto a Mosca (non a caso per il regime di Ceausescu si deve parlare di nazionalcomunismo), mentre, dall’altra, ha sempre denunciato i tentativi di ingerenza non tanto da parte sovietica, quanto soprattutto da parte occidentale, e questo in particolare negli anni Ottanta. Per chi conosce il romeno suggerisco di ascoltare ciò il Conducator disse in più di un’occasione pubblica, ivi compreso un discorso del luglio 1989 e soprattutto quello del 21 dicembre dello stesso anno, il suo ultimo. Era evidente la sua consapevolezza circa l’ingerenza da parte di forze straniere, che ieri come oggi sono ben identificabili. E con questo passiamo all’altro parallelismo, forse il più interessante.

Terzo. Come ormai è noto, pochi giorni prima di essere catturato e ammazzato, Ceausescu si era recato a Teheran. Pochi tuttavia conoscono il motivo di questo viaggio, che è il seguente. All’epoca era in progetto la costituzione di una banca per i Paesi in via di sviluppo, che prestasse soldi a questi ultimi con tassi di interesse che andavano dal 3% al 5%, a fronte di tassi di interesse quattro o piu’ volte maggiori applicati dalle banche private. Ogni Stato avrebbe dovuto contribuire all’istituzione di questa banca (che nulla avrebbe avuto a che fare con, ad esempio, il Fondo Monetario Internazione, la Banca Mondiale e i loro accoliti) con 5 miliardi di dollari. Ebbene, i primi tre sostenitori di un progetto che avrebbe messo i bastoni tra le ruote alle banche private mondialiste, erano: l’Iran, la Romania e, guarda caso, la Libia. Proprio così. Gheddafi, gli ayatollah iraniani e il governo nazionalcomunista di Bucarest si erano alleati al fine di rompere il monopolio usurocratico bancario, almeno in relazione ai loro interessi e a quelli di quanti si sarebbero uniti per questo progetto. La Romania, sin dal giorno dopo la caduta di Ceausescu, cadde nelle mani del Fmi.

Ion Iliescu, emblema per eccellenza del “nuovo corso” politico romeno, gia’ due volte presidente del Paese carpatico e oggi “grande vecchio” della politica romena – in particolare del Partidul social-democrat, vasta camera di riciclaggio degli ex comunisti e degli (ex?) agenti della Securitate, la polizia segreta del precedente regime – è di fatto uno degli uomini di maggior fiducia del Fmi in Romania.

Quelle che molti non vedono oppure, peggio, chiamano “coincidenze” sono puri e semplici fatti, puri e semplici punti di partenza, ovvero di arrivo, che spiegano alla perfezione non solo ciò che è accaduto vent’anni fa e ciò che è accaduto poche ore fa in Libia, ma altresì ciò che accadrà presto in un Paese a qualche migliaio di chilometri dalla Siria.

Né Gheddafi né Ceausescu hanno voluto capitolare davanti ai ricatti, non hanno voluto darsela per inteso, non hanno voluto cedere la loro legittima sovranità. E per questo l’hanno pagata cara. È il destino di uomini come questi.

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12 commenti

  1. giovannini giuliano

    Sostenere che Iliescu e l uomo del FMI? Gli ultimi accordi che hanno affamato la popolazione romena sono stati firmati e sottoscritti da Basescu e Boc che sono i rappresentati della destra romena oggi al governo. Il Presidente attuale e stato comandante di nave e spia al servizio del regime comunista. Era piu corretto dire che gli ex comunisti sono in tutti i partiti che e poi la verita. Il presidente Iliescu ha liberato il popolo romeno da Ceausescu ed e sicuramente lo statista piu autorevole che oggi c e in Romania. Gheddaffi e stato un assassino che ha accumulato miliardi di dollari per se e per la sua famiglia. La politica di autonomia e di indipendenza da Mosca e stata storicamente una caratteristica della politica romena. Ceausesc ha solo utilizzato questa per farsi apprezzare in occidente mentre nel suo paese massacrava e faceva morire di fame il suo popolo. Quindi creare attorno a questi personaggi l aureola di rivoluzionari e semplicemente assurdo. In Iran, Ceasescu c e andato anche per altri motivi suoi personali e di questa storia della banca sarei curioso di saperne di piu. A me non risulta assolutamente. Io conosco il romeno perche abito in Romania ed anche il russo e non mi si dica poi che non ho letto quali documenti. Grazie

  2. claudio vito buttazzo

    Finalmente un articolo controcorrente e non allineato ai vulgata della mistificazione mediatica al servizio dei padroni del mondo. I miei complimenti a Luca e anche la mia solidarietà preventiva rispetto agli attacchi che sicuramente riceverà dagli adepti del Nuovo (dis)Ordime Mondiale imposto dalle superpotenze imperialiste temporaneamente vincenti. Un (dis)ordine che durerà poco. Come sempre, ride bene chi ride ultimo.

    • Gradirei conoscere il ruolo di Gheddafi nel disastro aereo di Lockerbie (259 morti). Un tribunale internazionale condannò come autore un libico che poi, liberato, fu accolto da Gheddafi in Libia tra una folla plaudente. Si trattava di una congiura dei “padroni del mondo” contro il dittatore libico?
      Emilio Boniti

      • claudio vito buttazzo

        Sappiamo bene cosa sono e chi muove i fili dei cosiddetti Tribunali interazionali. Chissà perchè davanti a tali tribunali non ci va mai a finire un Bush, un Blair o un Sarkozy…

  3. complimenti per l’articolo e la libertà di pensiero.
    i francesi hanno portato a termine oggi il lavoro iniziato nel 1980 con l’abbattimento del dc9 di Ustica.
    l’italia, serva come al solito, convinta dagli Stati Uniti, fa buon viso a cattivo gioco.
    il ministro frattini sorride ugualmente a chiunque gli mettano di fronte…
    ricordo bene i sorrisi smaglianti riservati a Gheddafi “grande amico dell’Italia”
    tutto disgustoso…

  4. Complimenti Luca Bistolfi … potrei dire senza sbagliare che vedo finalmente un giornalista italiano che ha capito come erano andate le cose in Romania nel lontano ’89 .Io sono sempre stato uno di quelli che nel mio piccolo non ho mai digerito l’abuso del potere ,la dittatura comunista ,il stato poliziesco e ovviamente in qualche modo mi sono ribellato .Ho pagato caro perché all’ epoca ero ancora tanto giovane,bello,pazzo,sognatore … mi sono liberato ,ho festigiato in piazza la caduta di Ceausescu ,pensavo che la moralità ,la meritocrazia ,insomma i valori della vita, avessero in qualche modo prevalso. Niente di tutto ciò … siamo da capo, nelle mani dei grossi interessi ,nelle mani della finanza mondiale ,nelle mani di coloro che hanno tradito con la leggerezza con cui hanno vissuto la propria vita ,togliendo in questo modo l’alternativa a milioni di persone nel nome di una paranoia personale … Chi sono paranoici d’allora ? Paranoici di oggi ,coloro che hanno cambiato soltanto lo stato poliziesco con lo stato mafioso .La nostra epopea continua in diaspora dove – guarda caso – ogni giorno che passa non si conclude con la creazione di un corrente politico unitario ed riparatore ma con l’ennesimo sfasciamento della poca unità che esiste nelle comunità rumene al estero . Chi sono i bei signori che stano bloccano con ogni mezzo qualsiasi pensiero politico – organisativo fuori della tradizione alla rumena ? Li lascio indovinare …

    • Rispondo in maniera succinta ai commentatori del mio articolo.

      Anzitutto ringrazio chi mi ha rivolto dei complimenti che sento come sinceri; in secondo luogo mi preme chiarire alcuni punti che invece non sono chiari ad alcuni miei critici.

      Ora, il lettore Emilio Bonaiti chiede di chi sia la colpa della strage di Lockerbie. La risposta e’ in parte gia’ nel seguito del suo commento, quando scrive che “un tribunale internazionale condannò come autore un libico che poi, liberato…”. Se un tribunale internazione ha reso libero il presunto colpevole libico (e altrettanto presunto uomo a libro paga di Gheddafi), possiamo essere pressoche’ sicuri che i colpevoli non sono da intercettare a Tripoli. A meno che non si voglia attribuire a quel tribunale internazionale la malafede o, peggio, un diretto legame con l’allora comandante libico. Inoltre ormai e’ assodato che Gheddafi, con quella strage, non c’entra assolutamente niente. A tal proposito suggerisco questo video, in cui Francesco Cossiga relaziona in maniera molto informale ad alcuni giornalisti italiani il suo incontro con il presidente libico (http://video.corriere.it/gheddafi-privato-francesco-cossiga/5ebf8aae-bac0-11e0-9ed5-57850404ec1a).

      Detto questo, pur se terribile, la vicenda di Lockerbie non sarebbe sufficiente a mettere in imbarazzo un governo. Pare invece noto che i massacri peggiori, in ogni senso, siano opera delle potenze democratiche occidentali, che nessun tribunale processera’ mai.

      Veniamo alla questione Ceausescu. Mi compiaccio con il lettore Giuliano Giovannini perche’ conosce il romeno, purtuttavia sarebbe necessario capire quali documenti egli abbia in verita’ letto, visto che, stando per esempio all’Institutul de Investigare a Crimelor Comunismului si Memoria Exilului Romanesc (IICCMER), un’istituzione non certo amica dei comunisti, non risulta che il “genio dei Carpazi” abbia mai massacrato chicchessia (massacrare e’ termine che adopera questo lettore). Basta compiere un viaggio di qualche giorno in Romania e intervistare la popolazione per rendersi conto che, dopo il 1965, anno della salita al potere di Ceausescu, i massacri cessarono; quei massacri che invece ci furono eccome durante l’era di Ana Pauker, alias Hannah Rabinsohn, e dopo il 1989.

      La questione Fmi. E’ vero che Basescu e altri politici erano parte integrante del regime, chi piu’ e chi meno. La differenza pero’ e’ che nel 1989 questi erano dei semplici “soldati” e, al di la’ di funzione specifiche in ambito nazionale, non ricoprivano incarichi di rilievo, ne’, tanto meno, hanno avuto alcuna parte nel colpo di Stato. Ion Iliescu invece si’. Inoltre basta aprire qualsiasi quotidiano romeno e leggere quali sono le dichiarazioni dell’ex presidente circa il ruolo del Fmi in Romania e dei potentati politico-economici internazionali. Un conto e’ essere corrotti e ricattati come accade per qualcuno: un altro e’ essere corrotti e felici di esserlo.

      Solo il 10 ottobre, il Jurnalul national ha pubblicato una grande foto di Iliescu (p. 3) con questa didascalia: “Octombrie 1991. Presedintele roman, Ion Iliescu, trimite secretarului general NATO un mesaj in care afirma disponibilitatea Romaniei de a se angaja intr-o cooperare stransa cu NATO”. Traduco: “Ottobre 1991. Il presidente romeno Ion Iliescu trasmette al segretario generale della Nato un messaggio in cui dichiara che la Romania e’ disponibile a impegnarsi in una stretta cooperazione con la Nato”. Credo non vi siano commenti da fare circa questa profferta di Iliescu, visto che cosa ha prodotto la cooperazione Nato nel mondo.

      Anche l’affermazione secondo cui Iliescu ha “liberato il popolo romeno da Ceausecu” e’ da approfondire. Anzitutto il concetto di liberazione: si dovrebbe piuttosto parlare di cambio di asservimento: da un regime nazionale a una dittatura impersonale globalizzata. Inoltre Iliescu altro non e’ stato che il burattino nelle mani di alcuni precisi poteri internazionali e stranieri. Lo stesso Conducator, nei minuti precedenti la sentenza che lo avrebbe condannato a morte, disse esplicitamente (come risulta dai famosi documenti…) che “la mia sorte e’ stata decisa a Malta”, ossia, spiego, durante l’inconto sull’isola tra Gorbaciov e George Bush.

      Se poi nel concetto di “liberazione” vogliamo far rientrare anche i massacri – questi, si’, reali, veri, documentati, evidenti – delle mineriade, ossia dei pestaggi a sangue e delle morti operate dai minatori su ordine di Iliescu, e, sempre su ordine del nuovo corso romeno, i morti ammazzati nei giorni immediatamente successivi la cattura di Ceausescu, allora sono perfettamente d’accordo: c’e’ stata liberazione. D’altra parte anche noi italiani sappiamo dal 1943 che cosa significhi, per qualcuno, liberazione.

      E potrei continuare, ma per mancanza di spazio e per pieta’ qui mi taccio.

      Luca Bistolfi

      • Giuliano Giovannini

        Caro Bistolfi,
        per me dire che Ceasescu era a capo di un regime despota che ha torturato e massacrato fa molto male. Perche io sono un marxista convinto. Alla prima occasione vada a visitare il museo di sighetul marmatiei http://www.memorialsighet.ro per farsene un idea che non esagero sul ruolo di Ceausescu. Questo calzolaio dei carpazi che faceva fatica a parlare correttamente la sua lingua ha contribuito ad affossare l idea di una societa che non fosse il capitalismo attuale. Sui massacri non mi dilungo perche altrimenti diventa troppo lungo il commento. Ho avuto la fortuna di essere a Bucarest quando i minatori arrivarono, abitavo vicino alla televisione ed e assurdo affermare che ci sono stati massacri in qualche manovrati dal Presidente Iliescu. C e stata violenza certo ma non maggiore di quella che c e stata giorni fa a Roma. Basescu e da 15 anni tra i massimi dirigenti romeni e dire che non fa responsabilita nella gestione dei rapporti con l FMI non e esatto. Basta sentire cosa
        dice di Basescu l ex capo del governo Petre Roman. E Roman figlio
        dell ebreo Roman Valter ne sa molte anche sui massacri.

  5. Giuliano Giovannini

    Scordavo di dire a proposito della Nato che Iliescu vieto agli aerei Nato di sorvolare la romania quando attaccarono e bombardarono ingiustamente Belgrado

    • Giuliano Giovannini

      Lo sa che il generale Stanculescu e in carcere e quanto sia falso e bugiardo quell uomo perfino i giudici romeni se ne sono accorti.

  6. Rispondo con colpevole ritardo e mi scuso per avere scritto affrettatamente: “un tribunale internazionale condannò come autore un libico che poi liberato” ma ritenevo che l’episodio della liberazione fosse a conoscenza. del signor Bisolfi. In effetti avvenne a distanza di anni ad opera del governo inglese, ufficialmente per motivi di salute, trattavasi di malato terminale, ma si mormorò per “motivi petroliferi”. Vi fu grande costernazione tra le famiglie delle vittime e riprovazione nell’opinione pubblica internazionale cosa della quale ritenevo che il signr Bisolfi fosse a conoscenza.

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