RUSSIA: Primo maggio all’insegna di arresti e violenze

Mercoledì primo maggio, durante le manifestazioni per la Festa dei Lavoratori, la polizia e i servizi di sicurezza hanno arrestato oltre cento persone in tutta la Russia, in particolare nella città di San Pietroburgo. Nella lista spuntano i nomi di attivisti dell’opposizione e membri dei sindacati, alcuni dei quali sono stati fermati ricorrendo all’uso della forza.

I disordini a San Pietroburgo

Nella seconda città più grande del paese, la polizia ha interrotto una protesta dell’opposizione e ha arrestato 66 persone dopo che i partecipanti, secondo quanto riportato da un attivista del gruppo di monitoraggio OVD-Info, avevano intonato dei cori critici nei confronti del presidente Vladimir Putin. Alcuni manifestanti gridavano “Putin è un ladro” oppure “questa è la nostra città”, mentre altri mostravano cartelli riportanti le scritte “Putin non è immortale”, “per libere elezioni” o “San Pietroburgo contro Russia Unita”, il partito che sostiene il presidente.

Secondo quanto riportato da Radio Free Europe, il primo maggio nella sola San Pietroburgo sarebbero stati presenti circa duemila sostenitori del leader dell’opposizione Aleksei Navalny, il quale su Twitter ha commentato gli arresti scrivendo “Tremendo. Sono stati catturati durante una manifestazione senza nessuna valida motivazione”. Il deputato locale Maksim Reznik, che è stato a sua volta arrestato e poi rilasciato, ha condiviso una foto che mostra gli agenti della polizia mentre lo trascinano violentemente sull’asfalto.

La situazione nel resto del paese

In altre città del paese, inclusa la capitale Mosca, migliaia di persone hanno manifestato all’interno dei cortei che erano in programma per la Festa dei Lavoratori. Alcuni sventolavano bandiere rosse, altri intonavano cori di protesta e altri ancora innalzavano cartelli con scritte contro il presidente Putin.

Secondo il conteggio riportato sul sito di OVD-Info, sarebbero 125 in totale le persone arrestate in tutto il paese. Anche se il maggior numero degli arresti è concentrato a San Pietroburgo, nel resto del paese la situazione non si è rivelata particolarmente tranquilla, con sedici persone arrestate e poi rilasciate  a Petropavlovsk-Kamchatsky, 10 a Tomsk, 8 a Kursk e altri ancora in diverse località. Alcuni non sarebbero ancora stati rilasciati.

Le proteste del primo maggio hanno luogo in un momento particolarmente complicato per Putin, il quale vede il suo consenso scivolare al di sotto del 60 percento, dopo aver toccato picchi di oltre il 90 percento. Secondo i sondaggisti, le motivazioni di questo abbassamento sarebbero parzialmente dovute all’annuncio del governo di voler alzare l’età pensionabile e aumentare l’imposta sul valore aggiunto dopo cinque anni di abbassamento costante dei redditi, misure poco gradite alla maggior parte dei russi.

Immagine: financialtimes.com

Chi è Leonardo Scanavino

Laureato in "Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione" presso l'Università degli Studi di Torino, attualmente frequenta una Magistrale in "Studi di Sicurezza Internazionale" presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. In precedenza, ha frequentato un semestre di studi (Erasmus) prasso la Latvijas Universitāte (Riga, Lettonia), durante il quale ha avuto modo di avvicinarsi alle tematiche di transizione riguardanti i paesi post-sovietici dell'Est Europa. Parla inglese, francese e studia russo.

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