POLONIA: I nazionalisti ultracattolici di Radio Maryja lasciano il PiS di Kazcynski

Nelle ultime settimane un terremoto nel PiS (Diritto e Giustizia) ha spostato a destra l’asse della politica polacca. Il partito conservatore, nazionalista ed euroscettico che governa la Polonia dal 2015 ha infatti subito la scissione della sua ala destra, legata agli ambienti tradizionalisti della Chiesa cattolica, che ha formato, in vista delle elezioni europee, il raggruppamento Ruch prawdziwa europa – Europa Christi (Vero movimento europeo – Europa di Cristo).

La nuova formazione è guidata da Miroslaw Piotowski, parlamentare eletto come indipendente nelle fila del PiS, e ha inglobato alcuni partiti minori della galassia dell’estrema destra polacca come Prawica Rzeczypospolitej (La Destra della Repubblica) e Zjednoczenie Chrześcijańskich Rodzin (Lega delle Famiglie Cristiane).

Un partito per ri-cristianizzare l’Europa

Il nuovo partito nasce con l’intento dichiarato di difendere la preminenza della Chiesa nella vita pubblica, proibire l’aborto in qualunque circostanza, negare la concessione di diritti civili agli omosessuali e, soprattutto, la messa in campo di norme per ri-cristianizzare l’Europa.

L’obiettivo finale della formazione di Piotowski è creare in Polonia una legislazione in linea con le posizioni ideologiche dei settori più tradizionalisti della Chiesa cattolica, e di lavorare in Europa per creare una nuova Costituzione più conforme ai precetti del Cristianesimo. L’eminenza grigia del nuovo partito è infatti una figura molto nota negli ambienti della politica della Polonia degli ultimi vent’anni. Si tratta di Tadeusz Rydzyk, prete cattolico membro della congregazione dei Redentoristi. Essendo un sacerdote non può ufficialmente assumere incarichi nel partito, e tuttavia è il vero regista di questa scissione.

Nato nel 1945 e formatosi in Germania negli anni del regime comunista, dopo il crollo del socialismo reale in Polonia Rydzyk ha fondato un’emittente ultracattolica e conservatrice, Radio Maryja, da non confondere con l’omonimo network d’informazione legato al Vaticano e diffuso in tutta Europa. Il nome deriva da una radio xenofoba bavarese, in seguito chiusa d’autorità dalla Chiesa cattolica, con la cui redazione Rydzyk entrò in contatto durante il suo soggiorno tedesco. Radio Maryja nel corso dagli anni Novanta è diventata la prima emittente della Polonia post-comunista e ad oggi è equiparata alla radio pubblica polacca.

L’impero mediatico di Rydzyk al serivzio dei cattolici tradizionalisti

Attorno alla sua radio Rydzyk ha costruito un vero e proprio impero: l’azienda da lui fondata, Lux Veritatis, controlla il giornale nazionalista Nasz Dziennik (Il nostro quotidiano) e la televisione Trwam (Io persisto). Il sacerdote ha inoltre aperto a Torun una scuola di giornalismo, in cui gli studenti vengono formati alle posizioni politiche del fondatore. Rydzyk è un magnate delle telecomunicazioni polacche con un grande ascendente su una parte importante dell’elettorato, tanto che l’associazione degli ascoltatori dell’emittente, la “Famiglia di Radio Maryja”, ha circa 6 milioni di aderenti che finanziano le attività del gruppo con donazioni per circa 25 milioni di euro l’anno. Rydzyk è noto per le sue posizioni visceralmente anticomuniste, omofobe e antisemite, e per la sua vicinanza agli ambienti dell’estrema destra polacca e del cattolicesimo conservatore.

Emorragia di voti a destra?

La scissione non sembra di poco conto per il PiS, che probabilmente dovrà fare i conti con una emorragia di voti alla sua destra. Rydzyk ha infatti sostenuto da sempre la formazione dei fratelli Kazcynski, e la propaganda in favore dell’attuale partito di governo attraverso i canali d’informazioni controllati dalla Lux Veritatis sembra essere stata determinate la vittoria del PiS alle elezioni politiche del 2015.

Tuttavia alle prossime europee Rydzyk scommetterà su un cavallo diverso, ancora più marcatamente euroscettico, xenofobo e nazionalista rispetto al partito di Kazcynski, a cui rimprovera di non mettere in campo politiche abbastanza in linea con la dottrina sociale della Chiesa cattolica. Resta da vedere quale sarà la risposta degli elettori a questo cambiamento nello scenario politico: certo è che l’impero mediatico della Lux Veritatis avrà un ruolo fondamentale nell’orientare il settore più reazionario dell’elettorato e una parte importante dei contadini che non hanno avuto benefici dalle politiche sociali del governo del PiS.

Foto polityka.pl

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